Trump, avanti con l’Operazione Epic Fury

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 Nel suo discorso alla Nazione, di ieri sera, Trump non ha definito i termini di  una fine della guerra contro l’Iran

Ancora una volta Donald Trump ha deluso le aspettative di un’America che ha creduto in lui! E, con il suo discorso alla Nazione di ieri sera, ha affermato che gli Stati Uniti sono vicini alla vittoria, ma che la guerra si protrarrà per altre due o tre settimane con bombardamenti ancora più intensi .sulla nazione islamica. Bombardamenti tali da  riportare il Paese all’età della pietra,

Una promessa, questa, che evidenzia obiettivi ben precisi: bombardare le centrali elettriche iraniane, senza esclusione di colpi, estendendo probabilmente l’azione anche ai giacimenti petroliferi.

Un’Operazione che dovrebbe siglare il trionfo del Bene ( rappresentato, nella retorica manipolatoria di sapore biblico, dall’America e da Israele) contro il Male. In questo caso l’Iran.

Conseguenze

In 20 minuti di autocelebrazione e di pseudo legittimazione di una guerra che nessun americano vuole, il tycoon non ha di certo pensato alle inevitabili conseguenze di questa Epic Fury, sia in ordine  al numero di vittime tra civili, sia in ordine alla reazione dell’Iran. Un Paese che sta dando prova di conoscere appieno le strategie belliche e commerciali, tanto da tenere in pugno i mercati mondiali.

Mercati che vacillano, con terribili oscillazioni, subordinate purtroppo, specie negli States, alle mutevoli e contraddittorie dichiarazioni del magico Donald. Manca infatti una prospettiva chiara e, soprattutto, stabile che possa delineare il futuro di questa malandata economia globale.

Lo tsunami Trump sembra infatti inarrestabile, ma lascia anche intravedere una realtà che Trump non ammetterebbe mai: la sconfitta.

Un uomo solo

Si delinea dunque il vero volto di un uomo, preda del suo instancabile delirio di onnipotenza, trascinato astutamente in un conflitto che si sta rilevando per lui un vero boomerang.

Trump è sempre più isolato ed anche il suo stesso staff non condivide molte sue scelte, tra le quali quella di portare avanti questa massiccia Operazione militare, definita Falciare l’Erba, che avrebbe conseguenze devastanti

I consensi, anche tra il popolo Maga, sono in continuo calo e l’Iran, sollecitato dagli Stati Uniti a raggiungere accordi per un cessate il fuoco, mostra i muscoli ad un Presidente che con le sue minacce, le sue dichiarazioni contraddittorie e le sue menzogne, mostra palesemente tutta la sua fragilità.

Un discorso inutile

Mitigati i toni anche nei confronti della Nato, il discorso di ieri sera del biondo Donald è apparso, sin dalle prime battute, mirato ad incentrare l’attenzione del pubblico sulla necessità di questa guerra contro l’Iran e, soprattutto, sul successo statunitense.

Nel suo discorso Trump ha quasi sorvolato il problema dello Stretto di Hormuz, attualmente chiuso al transito commerciale mondiale,. Un particolare, questo, che non è sfuggito ai mercati che, conseguentemente, hanno avuto un crollo spaventoso.

Insomma un bilancio poco lusinghiero per un discorso che avrebbe dovuto definire stabilmente la fine di un conflitto che, a quanto sembra, è stato voluto fortemente da Netanyahu e dal suo governo di estrema destra.

Un bilancio che mette a nudo il fallimento di un Presidente che ha minato fortemente l’economia mondiale, portando il mondo sull’orlo di un conflitto di ben più ampie proporzioni.

La guerra, dunque, non finisce qui, ma continuerà, Fino a dove e fino a quando?

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