La civiltà iraniana sarà distrutta come annunciato da Trump? Useranno bombe nucleari tattiche? Siamo alla follia degli USA? Danni rilevanti per la sottrazione di 13 milioni di barili al giorno e 110 milioni di metri cubi di gas naturale liquefatto, facendo esplodere il prezzo dell’energia e rilanciando l’inflazione. Si tace sull’altro grande danno: l’elio. Un terzo lo produce il Qatar. Serve per la ricerca, per la risonanza magnetica, per i superconduttori, per l’LHC (collisore di adroni) di Ginevra.
I numeri smentiscono il viaggio della Presidente del Consiglio nel Golfo se aveva il fine di salvaguardare il fabbisogno italiano di fonti fossili. Viaggio fatto per mascherare il grande errore di firmare il Patto di Stabilità e Crescita senza alcun vincolo. Il Patto limita gli interventi del Governo per contenere i danni della crisi energetica.
Hormuz
I numeri: nel 2025 il traffico medio da Hormuz è stato di 13 milioni di barili/giorno. E ci passa anche il gas naturale liquefatto (GNL) del Qatar, 110 miliardi di metri cubi/anno, quasi due volte i consumi italiani di gas. Queste quantità sono sottratte al mercato e non sono sostituibili con “percorsi” diversi. Infatti Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti possono evitare Hormuz con proprie pipeline ma con volumi molto limitati. Ora da Hormuz transitano 5,5 milioni di barili al giorno dell’Arabia Saudita, 1,6 milioni al giorno dell’Iran e i restanti 5,9 milioni sono dei paesi del Golfo. Il prezzo del petrolio oggi: Brent 110 dollari, WTI 113,7 dollari e gas a 51,6 euro per 1000 chilowattora.
Una apocalisse territoriale?
Nelle prossime ore, se stiamo alle parole di Trump, potrebbe succedere l’Apocalisse considerato che annuncia “la fine di una civiltà”, quella iraniana, e che potrebbe implicare l’uso di bombe nucleari tattiche nella migliore delle ipotesi. La peggiore è l’uso di bombe nucleari strategiche. Le bombe tattiche hanno una potenza variabile da 100 tonnellate di tritolo a 50.000 tonnellate di tritolo, ovvero equivalente a tre volte quella sganciata su Hiroshima. Il raggio d’azione è di 500 chilometri con potenziale distruttivo di un’area pari a 60 chilometri quadrati. Le bombe nucleari strategiche invece variano da 100 kilotoni a 1000 kilotoni con raggio d’azione pari a circa 5000 chilometri e potenziale distruttivo di un’area di 1200 chilometri quadrati. Connesso allo scoppio c’è il fallout, la nube tossica dello scoppio. Speriamo che la follia non prevalga in questo momento negli USA.
L’inflazione
Tornando al barile osserviamo che da gennaio a oggi il prezzo è quasi raddoppiato. I modelli econometrici suggeriscono che, per ogni rialzo di 10 dollari, si genera un effetto di -0,1% sul Pil e dello 0,5% sull’inflazione.
Chi ci guadagna?
Una situazione del genere a chi giova? Rispondere implica la conoscenza della destinazione del petrolio in transito da Hormuz. Il 90% ha come destinazione l’Asia e di questo più di un terzo la Cina. Semplicisticamente si potrebbe concludere che i danneggiati sarebbero i paesi asiatici, ignorando che il mercato del petrolio è globale, è spot e in condizione di eccesso di domanda ognuno può acquistarlo dove vuole al prezzo evidentemente più alto esistente sul mercato globale. La grande vittoriosa è la Russia, considerato che l’aumento dei prezzi fa bene alle sue entrate.
Quatar
Sul gas GNL due grandi impianti del Qatar sono fuori uso e lo resteranno per almeno tre anni. Oggi il prezzo è sopra i 50. Sul gas scontiamo anche gli stoccaggi al minimo. In Italia siamo intorno al 40% e ora dobbiamo cominciare ad approvvigionarci di gas da stoccare per l’inverno. Tutti convinti in Europa che con le gasiere non ci sarebbero stati problemi. Bisogna sperare davvero che non prevalga la follia perché potremmo trovarci in una situazione come quella del 2022 con il gas a 350 euro per 1000 chilowattora.
ELIO
Avendo quasi la raffineria in Qatar di Ras Laffan, non si è colpito solo il GNL ma l’estrazione dell’elio, la produzione di urea e ammoniaca, la fabbricazione di polimeri, la fonderia dell’alluminio. Devastante, ma se ne parla poco, è la crisi dell’elio. Gas nobile che è essenziale per raffreddare i magneti superconduttori degli scanner a risonanza magnetica, per pulire i motori dei razzi e, soprattutto, per mantenere gli ambienti ultra-sterili necessari nelle fabbriche di semiconduttori più avanzate. A differenza di molti gas industriali, l’elio deve essere estratto da giacimenti di gas naturale. Un terzo della fornitura globale di elio è stato interrotto. Fortemente colpita dalla crisi dell’elio è la ricerca scientifica, quella per esempio del più grande acceleratore esistente, il CERN di Ginevra. Anche la risonanza magnetica necessita di elio per il raffreddamento dei superconduttori.
Il Patto di Stabilità
Questa crisi energetica incide fortemente sull’economia italiana a causa dei vincoli sottoscritti da Giorgetti e Meloni del patto di stabilità e crescita che non consentono interventi decenti su famiglie e imprese.
Foto : Lapresse
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