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44° anniversario dell’assassinio di Aldo Moro

Politica

Pubblicato da:

alle ore: 16:56

di Giorgio Pizzol

L’assassinio di Aldo Moro è l’evento più tragico e il mistero più inquietante della storia della Repubblica italiana. Con questo assassinio ha avuto inizio il declino inesorabile della democrazia italiana.

Moro era probabilmente l’uomo politico italiano più intelligente e più saggio e soprattutto più capace di tradurre in atto i valori della Costituzione. Io mi domando chi abbia voluto e a chi abbia giovato la sua morte. Finché non faremo piena luce su questa tragedia non ci sarà vera democrazia in Italia e forse neppure in Europa e nel mondo. Di fronte all’enormità di questo problema personalmente non riesco a trovare un pensiero che possa condurre verso una risposta razionale.

Oggi, dopo 44 anni e dopo innumerevoli processi e commissioni parlamentari di indagine, ci resta solo debolissimo filo di speranza che questo tragico mistero possa essere risolto.

Tuttavia, anche se non saranno trovate risposte alle cause della tragedia, tutti i democratici sinceri (cristiani e non) hanno l’obbligo di impegnarsi con tutte le loro energie intellettuali e morali perché il messaggio di Aldo Moro non vada perduto. Messaggio che sintetizzeremo in queste parole: difesa coerente e costante dei principi e dei valori della Costituzione Italiana. Messaggio che purtroppo dopo l’assassinio è stato oscurato dai grandi mezzi di informazione di massa e dalle istituzioni della scuola e della cultura italiana pubblica e privata. Ciò che ha prodotto lo stato di coma della politica italiana, interna ed estera.

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“Lo Stato democratico, lo Stato del valore umano, lo Stato fondato sul prestigio di ogni uomo e che garantisce il prestigio di ogni uomo, è uno Stato nel quale ogni azione è sottratta all’arbitrio ed alla prepotenza, in cui ogni sfera di interesse e di potere obbedisce ad una rigida delimitazione di giustizia, ad un criterio obiettivo e per sua natura liberatore; è uno Stato in cui lo stesso potere pubblico ha la forma, la misura e il limite della legge, e la legge, come disposizione generale, è un atto di chiarezza, è un’assunzione di responsabilità, è un impegno generale ed uguale.“

— Aldo Moro


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