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A destra della sinistra

Politica

 
Amministrative disertare e la sinistra si espande o sarebbe più corretto dire che la destra si contrae e passa la mano? Ma perché?

A destra il silenzio, si é spenta persino la passione dell’elettorato. Ma quali sono i motivi di questo disinteresse della gente alla politica?? Per capire il fenomeno dobbiamo partire da una analisi proprio dei due elettorati e rispettivamente dalle aspettative di ognuno.

Quello a cui gli elettori di sinistra sono abituati, è la perdita della ideologia. L’elettorato di sinistra è molto più flessibile, meno attento alla intrinsicità della primaria missione dei movimenti storicamente di sinistra. La grande mission della sinistra, la difesa degli interessi della classe operaia, è tramontata da tempo, per l’evoluzione dei tempi e delle necessità congetturali del nostro tempo?

Forse o forse no. Di fatto è cambiata la missione di proteggere la classe operaia,  per rivolgere piuttosto  lo sguardo e il mantello, verso le classi dirigenti e una sorta di elite  che una volta si definiva in modo dispregiativo proletariato. . Ma questi cambiamenti sono stati ben dosati e diluiti con sapienza in un tempo abbastanza lungo  che non ha creato dissenzi né spaccature poiché sapientemente la sinistra sa convergere al momento giusto. Unico obbiettivo comune, vittoria ad ogni costo. 

L’elettorato di destra invece non ha subito cambiamenti drastici nelle ideologia intrinseca. Piuttosto chi si è allontanato dalla ideologia in maniera troppo repentina e decisa, sono i partiti di destra, che si sono aggrappati forse troppo più alle poltrone ad ogni costo, anche a costo di spaccare in tanti staterelli, quello che avrebbe dovuto diventare invece una granitica  testa d’ariete.

  I leader di destra, si fanno la guerra sotto elezioni e fanno una triste pantomima di convergenza, che appare palesemente finta, persino a loro, figuriamoci all’elettorato.  La ideologia è frantumata a destra come a sinistra, ma l’elettorato di destra ha perso la luce. Ha perso la ideologia.

Si sono viste scelte discutibili e una opposizione inesistente, quasi a voler contentare un governo al punto di fare carte false per tenerlo in piedi. L’elettore di destra si aspetta di abbracciare ancora la sua ideologia fatta di concretezza, di coerenza, di tradizioni, di buonsenso, quella ideologia fatta di coerenza e fermezza nelle scelte e nella condotta dei propri leader.

  La destra è rimasta fedele ad Almirante a figure mitologiche intransigenti al punto di rifiutare una poltrona o una carica piuttosto che ingoiare un compromesso più o meno ingombrante. 

C’è da dire che mentre a sinistra si scorge qualche vatusso, a destra., sono rimasti solo nani. I giganti di un tempo, si sono estinti in entrambi gli schieramenti. Tuttavia mentre l’elettorato di sinistra dimentica e sa convergere su un obiettivo al momento giusto, l’elettorato di destra non dimentica, ha una ottima memoria e non sa ingoiare compromessi. Non perdona neanche i suoi stessi giganti  (FINI DOCET).

Altro fenomeno che allontana la gente dalle urne, è il fatto che da troppo tempo gli elettori non eleggono di fatto nessun governo. Abbiamo da troppo tempo governi non eletti che si arroccato sull’olimpo come Dei intramontabili e incrollabili, inossidabili.

Di fatto, mentre, anni orsono, l’eletto conosceva i suoi elettori e loro conoscevano il loro eletto. Esisteva un rapporto diretto tra eletti ed elettori. Oggi gli elettori vedono in sella, magicamente eletti mai eletti.

Forse sarebbe ora il momento di creare o rivitalizzare un partito di centro assoluto, un partito moderato che sa tirare diritto sugli interessi di un tempo, quegli obiettivi fatti di quelle tradizioni che sono dimenticate da troppo tempo. Quelle tradizioni fatte di famiglia, fatte di scuola, di sapori e profumi del proprio territorio, fatti di vicinato, fatte di serenità di cuore, di sorrisi. Un partito fatto di persone perbene, di persone qualunque, fatto di eleganza, di educazione, di cultura e stile di meritocrazia e di giustizia giusta.

Un partito che tira diritto solo dell’interesse per la comunità, fatto di idee e non di protagonismo o divismi.  Moltissimi di noi firmerebbero per tornare alla buona vecchia Democrazia Cristiana di Andreotti per esempio.  Al Socialismo di Craxi,  a quel tempo in cui, si arrivava a brillare per un proprio talento innato, che creava stelle di prima grandezza e non pianeti i come oggi, pianeti in cerca di una stella nel buio più pesto….

Alla fine l’elettorato si allontana sempre di più dalle urne, perché le ideologie, delle squadre del cuore di un tempo, si sono spente, si sono estinte forse per sempre e il brutto è che nessuno più le sa più accendere, nessuno più le sa inventare. 

Sergio Incerrano 




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