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Altroconsumo posizione su trasmissione anni20

Attualità & Cronaca

 Riceviamo e pubblichiamo

In merito al servizio andato in onda ieri sera su una rete nazionale del servizio pubblico, relativamente al c.d. “Nutriscore”, Altroconsumo tiene a precisare fermamente il suo sconcerto di fronte all’evidente e scomposto attacco di disinformazione (verso i telespettatori) e denigrazione (verso di noi) condotto dalla trasmissione in questione.

È sotto gli occhi di tutti l’impostazione pretestuosa e volutamente unidirezionale del servizio, che infatti ha suscitato forti critiche e lamentele da parte di molti e diversificati attori.

Innanzitutto, accendendo la tv, i telespettatori si sarebbero attesi da palinsesto una nuova inchiesta sull’etichetta nutrizionale, questione che coinvolge direttamente la loro quotidianità e salute.

Invece, si sono trovati subito di fronte ad una grottesca rappresentazione con argomenti di dubbia o alcuna attinenza. Tra gli highlight annoveriamo frasi come il “ce lo chiede l’Europa di mangiare da schifo”, per proseguire con le critiche al piano vaccini e al coprifuoco, la critica al Recovery fund fino al bavaglio di un fantomatico “DDL Zan continentale”.

Grazie ad un sapiente taglia e cuci, all’interno di un più generale attacco all’Europa – vera architrave della trasmissione – si è orchestrata anche una operazione denigratoria contro Altroconsumo e le organizzazioni europee, colpevoli, forse, di portare avanti con successo e con risultati tangibili la difesa e la promozione dei diritti dei consumatori comunitari (italiani compresi).

Pur non scendendo nella dinamica politica, anche troppo chiaramente sottostante, la gravità del teorema orchestrato anche ai nostri danni ci impone una risposta ferma e puntuale.

Lo dobbiamo a tutela non solo e non tanto del nome di Altroconsumo e della sua storia. Molto più, lo vogliamo fare a difesa del presente e del futuro del lavoro grazie al quale diamo voce e forza alle persone. Cittadini-consumatori, che (al pari delle organizzazioni che li rappresentano) qualcuno vorrebbe sempre piccoli e irrilevanti, meglio se chiusi nei perimetri nazionali, schiacciati in un ruolo da questuanti e comprimari nei confronti dei poteri politici e degli interessi corporativi. Dopotutto, quando si è piccoli e divisi, si è incapaci di una vera indipendenza, autonomia capacità di giudizio e di azione.

Rivendichiamo con orgoglio il lavoro che stiamo facendo, affinché i consumatori e le organizzazioni che li rappresentano possano essere sempre più liberi rispetto agli interessi – questi sì – di certe lobby produttive nazionali. Le stesse che, dietro paraventi di cartapesta, come una pretestuosa difesa del Made in Italy, celano malamente i propri tratti protezionistici, nazionalistici e corporativi.

Ci dispiace che queste ridotte culturali trovino nella lottizzazione della tv di stato lo spazio che faticano ad ottenere altrove. È, questo, un modo di sfruttare il canale televisivo totalmente contrario alla funzione pubblica della televisione di stato.

Non appare più questa la sede per entrare nel merito della questione dato che la trasmissione – apparentemente – ha scelto di affrontare altro.

Noi per primi, ci saremmo attesi che venissero debitamente affrontate e riportate le ragioni che hanno portato anche Altroconsumo a prendere una posizione chiara, al fianco tra l’altro dell’organizzazione-ombrello BEUC, rappresentante di 45 organizzazioni europee dei consumatori, e anche da 277 scienziati ed esperti indipendenti (tra cui molti italiani). Lo abbiamo fatto anche in queste interviste, portando dati e documentazione, ma al telespettatore non è stata data l’opportunità di sentire questi pezzi di girato.

Ci siamo messi a disposizione, non una ma ben due volte, del giornalista, pur capendo fin dall’inizio che tutte le sue domande erano tese a sostenere una tesi di fondo. Ma mai avremmo immaginato che la messa a punto finale del servizio sarebbe stata di questo livello.

Pertanto, Altroconsumo ribadisce che sarà ben lieta di mettersi nuovamente a disposizione, ogni volta e in ogni sede che le si presenterà davanti, sperando siano spazi seri e professionali.

Ma non si tirerà mai indietro perché la nostra ragion d’essere – tanto più all’indomani di questa tristissima performance di pseudo-giornalismo d’inchiesta – è la tutela e la promozione seria, ponderata, e innovativa dei diritti dei consumatori.

Un compito che siamo orgogliosi di portare avanti nei modi e nelle forme necessarie a produrre risultati concreti.

Siamo convinti che l’indipendenza di pensiero e di azione si costruisca a partire dall’autonomia economica e dalla capacità di organizzarsi secondo le forme e i modi che la legge prescrive per conseguire i propri obiettivi. È questa l’unica cosa che davvero consente di non dover tendere la mano a nessuna consorteria, pubblica o privata, né rendere conto a nessuno.

Altroconsumo, nei decenni, ha costruito strumenti capaci di sostenere e promuovere la propria attività a vantaggio dei consumatori

Sì, ma allora: cosa davvero ci viene imputato?

L’accusa è quella di credere che i diritti dei consumatori non si fermino (come quelli di certe filiere produttive) ai confini nazionali? Siamo forse imputati per il fatto di lavorare attivamente a livello europeo ed internazionale per incidere là dove molte decisioni che impattano la vita delle persone vengono prese?

Siamo orgogliosamente tra i membri più autorevoli e rappresentativi nell’organizzazione-ombrello europea, il Beuc, insieme alla quale portiamo avanti battaglie. Ancor di più, siamo fieramente co-fondatori della rete Euroconsumers, con cui costruiamo azioni capaci di avere un peso e grazie alla quale 1,5 milioni di consumatori possono trovare voce di fronte ai poteri forti del mercato e di certa politica. Un percorso altamente innovativo ed ancora in divenire.

La domanda legittima diventa: si vogliono mettere sotto accusa i nostri strumenti e la nostra organizzazione interna? O forse si vogliono colpire i meccanismi stessi di cooperazione e di decisione tra i livelli nazionali ed europeo? E allora, consci che oggigiorno il 90% della legislazione che impatta il consumatore viene elaborata a livello comunitario, si vuole forse intaccare la capacità di queste organizzazioni di fare gli interessi delle persone che diversamente non avrebbero voce?

Forse, questo modo di pensare ed agire potrebbe rientrare in quello schema che la trasmissione non esita a definire senza mezzi termini: “delirio regolatorio Europeo”.

Per noi invece, lo ribadiamo, è fonte di impegno e di orgoglio. Altroconsumo non ha mai preso una posizione perché è “la più facile”, la più conveniente, la più populista. E continuerà a non farlo.

Questo significa lavorare con serietà e concretezza.

Di fronte al brutto spettacolo visto ed al cattivo “servizio” reso non tanto a noi, ma ai telespettatori e ai consumatori, ribadiamo la nostra totale serenità e trasparenza.

Per chi vorrà un confronto serio e costruttivo, Altroconsumo ci sarà sempre.


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