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America e Israele sono i mali principali del mondo?

Mondo

Non posso condividere tutto ciò che scrive il padre della psicolinguistica Noam Chomsky, secondo cui l’America e Israele sono i mali principali del mondo, anche se lui naturalmente nega di aver scritto questo.

Lo studioso scrive che c’è un unico modo per fermare il terrorismo nel mondo ed è quello di smettere di praticarlo da parte degli Stati Uniti. Non voglio difendere a spada tratta la politica estera e il militarismo degli USA, che spesso si sono rivelati controproducenti. Ma mi sembra eccessivo sostenere come fa lo studioso che il principale responsabile del terrorismo nel mondo sia l’America.

Troppo estremista a mio avviso! Troppo esagerato! Chomsky ad esempio dimentica che gli americani hanno sconfitto sia il nazifascismo che il comunismo, che erano regimi totalitari sanguinari. Minimizza riguardo ai crimini dei comunisti. Chomsky critica totalmente gli USA, ma in vita sua ha parteggiato per il Venezuela di Chavez, il comunismo sovietico, la dittatura cubana, il maoismo, il terrorismo palestinese.

Che dire del fatto che il linguista ha difeso Osama Bin Laden, che povero e indifeso non doveva essere ucciso nel suo nascondiglio? Tutti gli intellettuali odiavano Oriana Fallaci per l’emotività del suo pamphlet, ma pochissimi liberali si sono scagliati contro questo pensatore, che odia l’Occidente e tuttavia vive agiatamente in America. Non solo ma non distingue tra democrazia e dittatura.

Eppure dovrebbe tifare per la “società aperta” di Popper ed essere contro i suoi nemici! Sostiene che gli Stati Uniti siano responsabili di “crimini non intenzionali”. Allora c’è qualcosa di marcio nella democrazia di quel paese! Ma cosa? Sono le solite lobby delle armi che fanno pressione sui governi affinché promuovano guerre nel mondo? C’è anche dell’altro?

Cosa esattamente fa in modo che gli americani colpiscano nelle operazioni all’estero le popolazioni civili? Cosa c’è di ontologicamente e strutturalmente malvagio nella democrazia occidentale? Le democrazie occidentali sono violente perché schiave del capitalismo? Perché l’America, che è la più grande democrazia del mondo, ha bisogno di una tattica violenta?

È la cosiddetta inevitabilità della violenza? Questo Chomsky non lo spiega. Sostiene che gli Stati Uniti fanno così perché sono i più potenti del mondo e che altri prima facevano esattamente come gli Stati Uniti. È lapalissiano perciò dire anche che in futuro altri faranno come gli americani. Chi comanda perciò fa sempre così. Questo risponde lo studioso a chi gli chiede se considera l’America “l’impero del male”.

Per lui l’America è il gendarme del mondo che abusa perennemente del suo potere. Però dice anche che chiunque al suo posto farebbe così. Allora perché puntare sempre e comunque contro il dito contro l’Occidente e non contro tutti gli stati? Quale è poi la ricetta di Chomsky?

Una rivoluzione ancora più violenta che instaura un regime comunista più sanguinario? O forse quello di Chomsky è l’antiamericanismo di una eterna anima bella, che vuole essere spacciato come un nobile pacifismo? Io mi domando anche se sia totalmente attendibile quando snocciola i dati riguardo al terrorismo di stato americano.

Viene da interrogarsi inoltre se qualsiasi nazione per fare i propri interessi non violi in politica estera i diritti civili, perché in fondo nel mondo tutti sono in guerra contro tutti?

Si salva qualcuno e qualcosa nell’analisi di Chomsky? A onor del vero lui salva i cittadini, che non vanno confusi in una democrazia scarsamente rappresentativa con una élite politica che governa malamente e malvagiamente. Si salva la democrazia all’interno degli Usa, che consente diritti civili ai cittadini. In America inoltre c’è la possibilità di ottenere molte informazioni sui governi americani e ci sono le garanzie per fare controinformazione. Infine il governo non ha alcuna influenza sui mass media.

Questi sono i pregi dell’America secondo lui. Non è colpa del popolo americano a mio avviso se potevano scegliere solo tra questi politici che appartenevano tutti all’establishment. In America le lobby esercitano una pressione enorme e stabiliscono politica e politici. Comunque anche un marxista convinto come Pasolini riteneva che, nonostante tutto, l’America fosse la più grande democrazia del mondo.

Lo dichiarò alla Fallaci in una intervista per “L’europeo”. Ad esempio riteneva che i giovani americani fossero veramente liberi e non piccoloborghesi come in Italia. Riteneva che in America si potesse veramente vivere in libertà. Poi anche Pasolini poteva sbagliare, ma io farei una netta distinzione tra governanti e popolo.

Inoltre almeno numericamente l’America è la più grande democrazia del mondo. Infatti non si può a mio avviso ancora parlare di democrazia europea ma di democrazia italiana, francese, tedesca,svedese, etc etc. Con questo non voglio negare che l’America sia stata anche gendarme del mondo e sia stata imperialista. 

Però non inalberatevi troppo per le parole di Chomsky o per le mie parole (più probabile perché Chomsky ha molti fan, viene considerato una star e le università toscane ad esempio gli hanno conferito diverse lauree ad honoris causa). In fondo l’America non è più una superpotenza. Tra qualche anno altri stati domineranno il mondo. L’antiamericanismo allora non avrà più modo di esistere.

Non avranno più modo di esistere tutte le paranoie sul potere americano. Solo allora sapremo se il rimedio comunista ad esempio sarà migliore o peggiore dei mali. Vedremo come si comporteranno i cinesi ad esempio.

Davide Morelli

Redazione Corriere Nazionale


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