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Animal Equality si unisce alla campagna globale cage-free rivolta alla catena di fast food KFC 

Ambiente & Salute

Con oltre 75 organizzazioni no-profit, Open Wing Alliance chiede a KFC e ad altre società parte del gruppo Yum! Brands di dire stop alle gabbie

LINK CAMPAGNA: animalequality.it/kfc

MILANO – Al via la campagna globale per chiedere alla multinazionale Yum! Brands, società proprietaria fra gli altri anche del fast food KFC con 47 sedi in Italia, di impegnarsi a fare la propria parte per gli animali attraverso un impegno pubblico valido su scala globale a non i rifornirsi da allevamenti di galline in gabbia.

L’organizzazione internazionale Open Wing Alliance (OWA), di cui Animal Equality fa parte, ha lanciato una campagna globale rivolta al marchio Yum! Brands – la società madre di Kentucky Fried Chicken (KFC), Pizza Hut, Taco Bell, WingStreet e The Habit Burger Grill – per dire basta alle gabbie per le galline ovaiole. Questa campagna globale unisce le forze di 77 influenti organizzazioni di 63 Paesi impegnate nella protezione del benessere animale con l’obiettivo di sollecitare la più grande azienda di fast food al mondo ad approvvigionarsi di uova al 100% cage-free per tutte le sue 50.000 sedi nel mondo.

Attraverso un impegno pubblico e globale a non rifornirsi da allevamenti di galline in gabbia, l’azienda può fare la differenza per milioni di individui. Le galline in gabbia sono sottoposte a continue sofferenze, sono confinate all’interno di uno spazio vitale paragonabile ad un foglio A4, stipate insieme alle compagne. Le gabbie sono così piccole e affollate che le galline non possono esprimersi in nessuno dei loro comportamenti naturali. Spesso, parti del loro corpo rimangono intrappolate fra le sbarre causando frattura delle ossa, deformità e perdita del piumaggio. Alcuni di questi animali, troppo esausti o incapaci di muoversi, finiscono per perdere la vita, calpestate  dalle compagne. A causa della mancanza di una policy globale “cage-free”, Yum! Brands, e quindi KFC, non ha ancora preso ufficialmente le distanze dagli allevamenti di galline in gabbia.

Con la crescita della domanda di consumatori di uova provenienti da allevamenti che non costringono le galline all’interno delle gabbie, numerose aziende leader del settore hanno detto basta alle gabbie attraverso un impegno pubblico valido a livello globale. Tra queste ricordiamo   Unilever, Nestlé, Aldi, InterContinental Hotels, Sodexo, Mondelez, Restaurant Brand International, Compass Group, Shake Shack, Marche famose, Costa Coffee e Barilla. Yum! Brands, tuttavia, non si è ancora unita a questo movimento e rischia di rimanere indietro rispetto alle concorrenti. 

A questo proposito, Animal Equality Italia ha deciso di lanciare una petizione rivolta a KFC unendosi alle richieste portate avanti da Open Wing Alliance. Inoltre, migliaia di attivisti da tutto il mondo parteciperanno alle azioni online rivolte all’azienda per incoraggiare la società Yum! Brands a prendere posizione contro l’uso delle gabbie per le galline ovaiole in tutte le sue sedi nel mondo. Secondo Ombretta Alessandrini, coordinatrice delle campagne di Animal Equality Italia: “Rendendo pubblico un impegno a non rifornirsi su scala globale da allevamenti di galline in gabbia, KFC ha il potere di cambiare la vita di milioni di individui, chiediamo all’azienda di prendersi la propria responsabilità e ridurre le sofferenze di milioni di animali”.


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