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Asili nido in Italia e non al Sud, D’Amato alla Commissione Europea

Attualità & Cronaca

Asili nido, D’Amato (Greens) scrive a Von Der Leyen: Sud svantaggiato da bando PNRR, intervenga

In allegato la lettera


“Il bando del Pnrr per il finanziamento degli asili nido è un palese tradimento degli obiettivi generali e specifici previsti dal Recovery fund.

 

Come avevamo denunciato già in passato, questo bando è stato congegnato in modo da destinare il grosso delle risorse alle regioni più ricche del Paese, a danno di quelle povere dove non solo tali strutture sono più carenti, ma dove il tasso di occupazione femminile è più basso.

 

Non so se Bruxelles abbia chiaro questo, ma i primi fondi dei 191,5 miliardi del Pnrr sono stati assegnati attraverso una gara che per ‘rimuovere gli squilibri economici e sociali’ prevede che i fondi europei per asili nido e materne debbano andare prioritariamente a Varese, Parma e Ferrara, e non a Casal di Principe, Bagheria e Noto, tanto per citare degli esempi concreti.

 

Ecco perché ho nuovamente scritto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, affinché possa intervenire chiedendo al governo di modificare i criteri del bando. Von der Leyen ama ribadire l’importanza della promozione dell’occupazione femminile e della conciliazione tra vita e lavoro.

 

Questo bando, così come altri previsti dal Pnrr, amplifica l’impatto sociale ed economico della crisi, in particolare sulle donne delle regioni meridionali, e aumenta la divisione economica, sociale e territoriale.

 

Speriamo che se ne accorga, visto che il governo dei migliori e i partiti che lo sostengono fanno orecchie da mercanti”. Lo dice l’eurodeputata dei Greens/EFA, Rosa D’Amato.

 

Testo della lettera

 

Oggetto: Utilizzo dei fondi del Piano nazionale italiano per la ripresa e la resilienza per il

finanziamento degli asili nido.

In agosto 2021 sono stati pubblicati i risultati della gara per l’accesso ai fondi riservati ai comuni

svantaggiati per ridurre i divari territoriali nell’ambito dell’infanzia. Si tratta di 700 milioni di euro

suddivisi in sette categorie di progetti.

Tra i “Comuni svantaggiati” figurano però anche città che, nonostante abbiano una maggiore

capacità economica, sono ritenute svantaggiate secondo l’Indice di Vulnerabilità Sociale e

Materiale (IVSM) utilizzato nel bando proprio per individuare i duemila comuni svantaggiati da

sostenere in via prioritaria.

Un esempio emblematico è quello dei Comuni di Milano e Venafro. Il Comune di Milano ha chiesto

3 milioni di euro per finanziare un progetto dedicato ad una scuola dell’infanzia e ha ottenuto un

punteggio di 59 punti. Anche il Comune di Venafro, in provincia di Isernia, ha presentato un

progetto dedicato ad una scuola dell’infanzia per un valore di 3 milioni di euro e ha ottenuto 63

punti. Il capoluogo lombardo ha cofinanziato il proprio progetto con altri 3 milioni di euro

guadagnando così un bonus di 8 punti. Venafro, invece, ha cofinanziato la propria iniziativa con

appena 3.000 euro a causa delle inferiori capacità economiche, senza ottenere alcun bonus. Il

Comune di Milano ha quindi ricevuto un punteggio più alto di quello del Comune di Venafro grazie

alla maggiore capacità economica.

La legge che ha stabilito lo stanziamento dei fondi (Legge 160/2019 comma 61) ha come finalità

quella del riequilibrio territoriale e indica come prioritarie «le strutture localizzate nelle aree

svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, con lo scopo di rimuovere gli squilibri economici e

sociali ivi esistenti».

Alla fine del 2020, nella stesura dei principi guida del bando, il Governo Conte2 non ha previsto

graduatorie separate e obblighi per i comuni con maggiori capacità economiche di individuare

aree realmente svantaggiate. Di conseguenza aree con più possibilità economiche e territori

svantaggiati hanno gareggiato insieme. In Campania i comuni del Sud esclusi a causa del punteggio

ottenuto dalle città del Nord sono tre: Alife e Casal di Principe in provincia di Caserta e San Giorgio

del Sannio in quella di Benevento.

Il decreto di assegnazione provvisoria dei fondi stabilisce che: «I progetti che saranno ammessi a

finanziamento con il decreto di cui al comma 4 del presente articolo sono inclusi nel Piano

nazionale per la ripresa e la resilienza e dovranno riportare su tutti i documenti di riferimento sia

amministrativi che tecnici la seguente dicitura “Finanziato dall’Unione europea –

NextGenerationEU”».

 

La prima parte dei 191,5 miliardi del PNRR è stata assegnata attraverso una gara che per

«rimuovere gli squilibri economici e sociali» prevede che i fondi europei per asili nido e materne

vadano prioritariamente a comuni con maggiori capacità economiche come Varese, Parma e

Ferrara e non a comuni più svantaggiati come Casal di Principe, Bagheria e Noto.

Alla luce di quanto descritto si chiede:

 Se intende richiedere all’Italia di modificare i requisiti del bando affinché siano rispettati gli

obiettivi generali e specifici previsti dall’art. 4 del Regolamento (UE) 2021/241, considerato

che tale bando amplifica l’impatto sociale ed economico della crisi, in particolare sulle

donne delle Regioni meridionali, ed aumenta la divisione economica, sociale e territoriale.

In attesa di cortese riscontro, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania


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