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Auto elettriche, Stellantis: “Per sviluppo colonnine serve burocrazia snella”

Sport & Motori

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Secondo Santi Facili, country manager di Stellantis, per lo sviluppo delle colonnine per le auto elettriche serve una burocrazia più snella.

Le Case produttrici vanno avanti senza sosta a presentare nuovi modelli di auto elettriche, ma per capire a fondo il fenomeno occorre analizzare pure lo stato delle infrastrutture, se coprano sufficientemente il territorio. Santi Ficili, country manager Italia di Stellantis, ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni in merito nel corso di un’intervista a Quattroruote.

“La crescita del mercato delle vetture elettriche è direttamente collegata allo sviluppo di una rete d’infrastrutture di ricarica elettrica adeguata e proporzionalmente distribuita sul territorio. Purtroppo, l’Italia è molto indietro rispetto agli altri Paesi europei, essendo penultima nel rapporto persone per colonnina (2.600 ogni punto di ricarica, contro i 1.700 della Germania e i 1.400 della Francia)”, ha esordito Ficili. 

Che ha poi proseguito: “Le colonnine con bassa potenza di ricarica ben si adattano alle esigenze delle vetture ibride plug-in (che oggi valgono circa il 40% del mercato dei modelli elettrificati). È necessario però prevedere al più presto lo sviluppo di colonnine con potenza superiore, per far fronte alle esigenze delle auto full elettric di nuova generazione che potranno sfruttare la tecnologia fast/ultrafast charging, riducendo sensibilmente i tempi di ricarica”.

Pratiche da semplificare

L’espansione delle colonnine con potenza di ricarica da 50 kWh in su è frenata soprattutto da una criticità: “La burocrazia rappresenta un freno importante – ha spiegato Ficili -. Per dotare il Paese di una rete di ricarica pubblica a misura di utente, capillare ed efficiente, occorre accelerare il processo di semplificazione, armonizzazione e centralizzazione delle procedure amministrative necessarie per accedere a finanziamenti (per esempio, attivando una centrale unica di acquisto e bandi nazionali diretti agli operatori di mercato), nonché delle procedure autorizzative previste per l’installazione d’infrastrutture di ricarica sul suolo pubblico”.

Infine, sul rischio che l’attuale di ricarica diventi obsoleta visto il boom delle auto elettriche di nuova generazione: “Sarà un processo graduale che prenderà del tempo e si adatterà alle dinamiche del mercato. A oggi, è importante lavorare sullo sviluppo del giusto mix di ricarica lenta, quick, fast e ultrafast, con quest’ultima preferibile in ambito autostradale”, ha concluso il portavoce di Stellantis.


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