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Ave o Maria

Arte, Cultura & Società

Tra tutti gli animali del creato, l’uomo, è l’unico “Essere vivente” dotato della consapevolezza che un giorno morirà.

Anche se, alcuni uomini, sono convinti dell’esatto contrario, ovvero, che per loro non giungerà mai l’ora di lasciare questa valle di lacrime (la sindrome di Onnipotenza che, molto spesso, pervade gli uomini di potere e di micropotere, ma anche gli stolti).

Salvo, poi, a ricredersi, ammettendo che, in definitiva, quella eventualità accadrà, si, ma chissà quando e sarà, comunque, in un tempo lontanissimo da quello del presente.

E in virtù di ciò, nel frattempo (ed è il caso di dirlo), ritenendosi psicologicamente in una posizione di “superiorità” e di “controllo” sugli altri individui per “Grazia ricevuta” (posizione, magari ottenuta per delega attraverso la corrotta “raccomandazione”), “certi” uomini, continuano indefessamente a procurare sofferenza e dolore nei loro simili.

La preghiera dell’Ave o Maria (in latino Salutatio Angelica) recita ad un certo punto: “AVE O MARIA….prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte…..”

“Adesso”, è un avverbio usato nella preghiera, come un segnale di severo richiamo e monito, in una sintesi discorsiva, posta alla attenzione di tutti gli uomini, quindi vale tanto più a chi abusa del proprio potere.

Ve lo dico con cognizione di causa avendo frequentato, per 7 anni, a cavallo della mia adolescenza, il Convento dei Padri Francescani.

….adesso e nell’ora della nostra morte…., sta per: “di colpo, all’istante, subito o eventualmente nell’ora e il giorno in cui ciò accadrà”

Infatti, la vita di un uomo, può terminare non appena venuto al mondo, e/o può arrivare ad un’età massima di cento anni ed oltre, perché la esistenza di un uomo, non ha una durata prestabilita uguale per tutti gli individui.

L’uomo, deve prendere atto che non può elevarsi idealmente, con arroganza, al di sopra dei limiti del Tempo concesso dalla Natura, pensando fanciullescamente di essere immortale, ma non deve neanche cadere nella disillusione materiale del perpetuo, poiché la realtà del concetto filosofico di Eternità, va oltre ogni limite temporale della ragione e, comunque, fino a quando tutto imploderà nel nulla.

Per l’uomo, la pura essenza dogmatica, deve essere intesa, quale stimolo necessario indirizzato alla ricerca della verità suprema, analizzata, però, attraverso le fonti della “Rivelazione”.

Tutto quanto, a dimostrazione che, detta verità, sebbene sia impossibile da spiegare, così per come è avvolta nel suo mistero, non contraddice e non inficia assolutamente i principi, le dinamiche e gli equilibri della vita materiale sulla terra.

A patto che gli uomini potenti e prepotenti, non pecchino abusando dei loro simili.

E, si, perché, in punta di penna, è bene ricordare che, il Regno dei Cieli, è ad appannaggio esclusivo dell’uomo che ha patito sulla terra ed ha soccombuto a causa dell’arroganza del potere e degli stolti.

Speriamo che sia così, per quanto riguarda il Regno dei Cieli.

Altrimenti, vorrà dire che non abbiamo capito nulla della vita, e tutto si risolverà nell’aver vissuto male, ovvero, dalla parte sbagliata rispetto a quella dei potenti, dei prepotenti e degli stolti!

Ma quando potremo accorgercene compiutamente, purtroppo, sarà troppo tardi, perché saremo andati oltre la vita, per ritornare nel buio del “nulla”, proprio da dove siamo venuti.

ROBERTO CHIAVARINI

Opinionista di Arte e Politica


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