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Bari- Paga Carrera per tutti. Richiamato Auteri. A lui la plenitudo potestatis

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E quando si pensava che i travagli societari fossero terminati con buona pace per la squadra piena di limiti e di lacune lasciata ad una evidente deriva tecnica e alla Madonna affinché potesse vegliare su di essa, e siccome – si sa – in questi casi, abyssus abyssum invocat, ecco ciò che non ti aspetti: il ritorno di Auteri e l’addio di Carrera. E già, perché dovendo qualcuno, necessariamente, pagare il fio dei deludenti risultati, non potendo esonerare quindici giocatori che, forse, lo avrebbero meritato, si è deciso, come sempre si fa in questi casi, puntare l’indice verso l’allenatore che non ha, di fatto, mai fatto scoccare la scintilla dell’entusiasmo nella tifoseria se non appena appena nelle prime gare quando, arrancando, è riuscito ad inanellare ben quattro risultati utili consecutivi, quattro risultati risicati, sia inteso, senza mai convincere, ma almeno è stato apprezzato l’impegno e la volontà di risalire, ma il gioco e gli approcci, il furore, la grinta, la personalità, hanno continuato a venir meno.

Dunque si ritorna al recente passato con Gaetano Auteri, sempre al libro paga di De Laurentiis, che ha evitato l’ingaggio di un terzo allenatore e, di conseguenza, di un terzo stipendio. Si riparte da lui che dovrà traghettare il Bari fino a fine torneo ma soprattutto nei playoff e lui, dalla faccia ruvida segnata da anni e anni di esperienza, una faccia tipicamente siciliana, proverà nell’impresa disperata ma non impossibile di acciuffare il quarto posto utile per sbarcare in B.

Un fallimento quello di Carrera, un ennesimo se vogliamo, un ulteriore colpo basso alle ambizioni di una società e di una squadra che nell’ultimo anno sportivo non ne sta azzeccando una e che galleggia nella mediocrità più estrema. E già, perché non sarebbe giusto incolparla per i precedenti due anni perché nel primo anno c’è stata una promozione a mani basse dalla D alla C, l’anno scorso, un record di imbattibilità ed una finale playoff persa per un gol regolare annullato e chissà come sarebbe finita se fosse stato accordato. Solo quest’anno si può dire che si è fallito totalmente e chi dice che han fallito in tutti gli anni non è onesto.

Carrera, quindi, non è riuscito a far ripartire il Bari mantenendo il secondo posto, anzi, è riuscito a farsi superare dall’Avellino distante molti punti, insomma, una debacle senza sconti e, forse, senza precedenti. Con lui abbiamo assistito a partite di una noia mortale, senza sussulti, piatte. La scelta è ricaduta su un allenatore assolutamente inesperto per la categoria e le prime avvisaglie si son viste ben presto.

Anch’egli, come Auteri, si è accorto che qualcosa non andava per il verso giusto. Spesso, infatti, le parole dei due allenatori hanno coinciso, ad esempio quando dicevano entrambi che qualche giocatore non aveva ancora afferrato di essere in serie C e non in serie A ed ogni riferimento non era meramente casuale.

E sin dalle prime gare, nonostante i punti risicati, abbiamo assistito a prestazionali sconcertanti con una squadra mai convincente nonostante abbia cambiato modulo in più occasioni, senza dimenticare che lo spogliatoio andava regolato e tenuto a bada, e qui occorre evidenziare che la mancanza di un DS ha influito molto perché, evidentemente, né Auteri, né Carrera hanno avuto il termometro della situazione, né il polso giusto per mettere in chiaro le cose. Di quest’ultimo rimarrà comunque ben impressa la sua immagine di uno dei più forti giocatori mai transitati da Bari che una parenesi negativa non potrà mai scalfire.

Adesso la palla tocca ancora ad Auteri che, speriamo tutti, ricominci dai suoi errori commessi che sono pure tanti. Una occasione unica per il tecnico siciliano per dimostrare che si è fatto bene a puntare su di lui. A lui, dunque, la plenitudo potestatis dello spogliatoio, a lui tocca ricominciare a camminare in questo sentiero lungo e tortuoso. E che il buon Dio gliela (e ce la) mandi buona.

 

Massimo Longo


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