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Bufera sulla Rai per la “censura” a Fedez. Il Pd chiede scuse, M5s vuole la riforma

Politica

Dalla commissione parlamentare di Vigilanza Rai si fa sapere che il direttore di Rai3, Franco Di Mare, sarà convocato per fornire spiegazioni su quanto accaduto ieri.

La politica si divide sulla Rai il giorno dopo il monologo di Fedez al ‘concertone’ del Primo maggio. Il Pd vuole che i vertici di Piazza Mazzini chiedano “scusa” per la censura denunciata dal cantante. mentre il Movimento 5 stelle è più tranchant e pretende le dimissioni dei dirigenti coinvolti, oltre a una riforma radicale della governance del servizio pubblico televisivo.

Dal canto suo, Matteo Salvini va in tv, ospite di Barbara D’Urso, per cercare di spiegare il senso della contrarietà della Lega al disegno di legge Zan sull’omotransfobia, criticata da Fedez, e prende le distanze dai consiglieri del suo partito, citati dal rapper nel suo monologo, definendo “disgustose” le frasi contro gli omosessuali. Da Forza Italia, si rivendica il diritto di criticare il ddl di iniziativa democratica.

“La cosa divertente della vicenda del concerto del primo maggio è vedere il cortocircuito di certa sinistra che si straccia le vesti sulla censura ma poi, di fatto, sponsorizza proposte di legge che limitano la libertà d’espressione”, stigmatizza Giorgia Meloni, dal fronte dell’opposizione. Dalla commissione parlamentare di Vigilanza Rai si fa sapere che il direttore di Rai3, Franco Di Mare, sarà convocato per fornire spiegazioni su quanto accaduto ieri.

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© Maria Laura Antonelli/AGF
Salvini e Fedez

Mentre, fuori dalla politica, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, interrogato sul caso da Lucia Annunziata, difende la libertà di esprimere ogni pensiero e bacchetta “l’ipocrisia” della politica che sembra dimenticare di essere responsabile della nomina dei vertici Rai.

Enrico Letta è tra i primi a intervenire sul tema, in mattinata. “Ci aspettiamo parole chiare dalla Rai, di scuse e di chiarimento”, dice il segretario dem, aggiungendo di voler “ringraziare Fedez” perché “le sue parole, forti e condivisibili in pieno, rendono possibile rompere un tabù, cioè che non si può parlare di diritti perchè siamo in pandemia. Occuparsi di pandemia non vuol dire che non si possono fare battaglie per i diritti, ius soli, come ddl Zan”.

Più tardi, il numero uno del Nazareno pubblica un tweet che sembra in risposta a coloro che esaltano Fedez per la difesa del ddl Zan, denunciando lo scarso ‘engagement’ della politica. “Mi pareva superfluo fare un tweet così. Ma vedo che è necessario; il ddl Zan si chiama così da Alessandro Zan, deputato del Pd. E il testo è stato calendarizzato al Senato, dopo l’approvazione della Camera, su iniziativa del Pd”, scandisce.

A difendere a spada tratta il rapper è sicuramente il Movimento 5 stelle. “Io sto con Fedez. Nessuna censura”, twitta l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Conosco Fedez da tempo, oltre ad essere un cantante, di grande talento, è una persona che in tutto quello che fa ci mette sempre il cuore”, gli fa eco Luigi Di Maio, “Un Paese democratico non può accettare alcuna forma di censura”. 

Il Movimento chiede che sia calendarizzato il disegno di legge sulla riforma della Rai, (presentato peraltro anche dal Pd, in commissione al Senato, a firma di Valeria Fedeli). In un post del pomeriggio, Conte spiega che idea ha sul futuro del servizio pubblico. “Questo è il momento giusto per riformare la Rai e sottrarla alle ingerenze della politica – esorta, in un appello rivolto a tutte le forze della maggioranza -. Se non riformiamo a fondo la governance non realizzeremo mai le premesse per operare l’auspicata rivoluzione. L’intervento più radicale impone di istituire una Fondazione che offra le necessarie garanzie di autorevolezza e pluralismo e diventi l’azionista di riferimento della Rai”.

Per quanto riguarda la denunciata censura al concertone, da parte leghista si annuncia, invece, una interrogazione in commissione Vigilanza. Gli ex lumbard dovrebbero inoltre chiedere un accesso agli atti per leggere il contratto con la società che ha organizzato l’evento, valutare una segnalazione all’Agcom per quanto accaduto e chiedere eventualmente agli uffici legali della Rai di intervenire per tutelare l’immagine azienda e del vice direttore di Rai3 Ilaria Capitani, tirata in ballo da Fedez. “Fedez e Rai 3, polemica tutta interna alla sinistra. Artista di sinistra, ‘censori’ di sinistra. Viva la musica e la libertà. Aspettiamo che qualcuno paghi e si dimetta”, dice Salvini, ricordando che Capitani è stata “portavoce di Veltroni, sindaco Pd di Roma”.

“Anche ieri sono stati evidenti i danni della sinistra lottizzatrice”, lamenta. “Il prossimo amministratore delegato sia interno e meritevole, senza tessere, parentele o amicizie importanti e sponsor di sinistra”.

“La libera espressione delle proprie opinioni non può e non deve mai essere limitata. E questo è ancor più vero per la rete del servizio pubblico, che deve più di altri garantire i principi e le libertà fondamentali della nostra Repubblica”, protesta il sottosegretario di Italia viva alle Infrastrutture, Teresa Bellanova. “Mi auguro che si possa al più presto procedere con un cambio di vertici – aggiunge -. Quelli attuali si sono dimostrati drammaticamente non all’altezza. E mentre non ci stupisce che Giuseppe Conte dichiari di stare ‘Con Fedez’, dimostrando la solita imbarazzante ambivalenza di valori, a chi oggi si sveglia gridando allo scandalo diamo il benvenuto: ben svegliati, vi aspettavamo”.

“Il tentativo di censura operato dal servizio pubblico nei confronti di Fedez è una cosa molto grave. Richiama metodi e abitudini del passato che credevamo sepolti. Sia la vicedirettrice di Raitre che ha chiesto a Fedez di non esprimere in libertà le proprie opinioni sia i vertici del servizio pubblico dovranno chiarire e risponderne in commissione di vigilanza”, chiede la capogruppo di Liberi e uguali al Senato e membro della Commissione di vigilanza Rai, Loredana De Petris. (AGI)


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