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Bufera sull’invito alla Cina ai funerali

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Incidente diplomatico tra Pechino e Londra, dopo che una delegazione governativa cinese si è vista respinta all’ingresso di Westminster Hall.

di Eugenio Buzzetti

© CONOR MCCCAUGHLEY / ANADOLU AGENCY / ANADOLU AGENCY VIA AFP –

AGI – La morte della regina Elisabetta II innesca l’incidente diplomatico tra Cina e Gran Bretagna, dopo che una delegazione governativa cinese si è vista respinta all’ingresso di Westminster Hall, dove si era recata per porgere l’ultimo saluto alla sovrana scomparsa. L’incidente, citato da Politico, giunge in un clima di deterioramento dei rapporti tra Pechino e Londra, ed è stato preceduto dalle critiche dei parlamentari conservatori britannici per l’invito esteso al governo cinese a partecipare ai funerali di Stato di lunedì prossimo.

A mostrare preoccupazione in una lettera inviata al segretario agli Esteri, James Cleverly, sono stati i leader conservatori Tim Loughton e Iain Duncan Smith, entrambi sanzionati da Pechino lo scorso anno in rappresaglia per le sanzioni imposte dalla Gran Bretagna – oltreché da Stati Uniti, Unione Europea e Canada – per le violazioni dei diritti umani commesse dal governo cinese ai danni degli uiguri.

I due parlamentari dell’ala destra dei tory hanno chiesto il ritiro dell’invito alla Cina, giudicando “incredibile” che gli “architetti” del genocidio perpetrato ai danni della popolazione autoctona dello Xinjiang possano averlo ricevuto. Pechino non ha ancora confermato a pieno la partecipazione, limitandosi a dire di stare valutando l’invio di “una delegazione di alto profilo” che potrebbe essere guidata dal vice presidente, Wang Qishan, secondo indiscrezioni delle ultime ore.

A una domanda diretta sull’ingresso negato alla delegazione cinese a Westminster Hall la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Mao Ning, ha dichiarato di non essere a conoscenza dell’episodio, ma ha sottolineato che “le delegazioni straniere partecipano su invito del Regno Unito in segno di rispetto verso la sovrana scomparsa”. E come ospite, ha aggiunto, “il Regno Unito dovrebbe rispettare il protocollo diplomatico e l’ospitalità”.

Le violazioni dei diritti umani ai danni degli uiguri, la repressione di Pechino nell’ex colonia di Hong Kong, l’alleanza “anti-Cina” di Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia sono i fattori che hanno contribuito a incrinare i rapporti tra Pechino e Londra, deterioratisi negli ultimi anni. E il futuro non appare roseo, se si aggiunge l’intenzione della nuova prima ministra britannica, Liz Truss, di dichiarare la Cina una “minaccia” alla sicurezza nazionale.

Ai funerali di Stato della regina Elisabetta II sono attesi circa 500 tra capi di Stato, primi ministri e dignitari stranieri, tra cui il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden e il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Nessun invito è stato recapitato, invece, alla Russia e alla Bielorussia, per l’invasione dell’Ucraina, né al Myanmar, dopo il ritorno al potere della giunta militare in seguito al colpo di Stato di febbraio 2021. In lista non compaiono neppure rappresentanti di Siria, Venezuela e Afghanistan, secondo quanto trapelato da fonti governative britanniche citate dalla Bbc, mentre Corea del Nord, Iran e Nicaragua sono stati invitati a partecipare soltanto tramite i propri ambasciatori.

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