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“Building a profiling model. Identification of municipalities with a high probability of criminal focus area”

Agroalimentare & Enogastronomia

 

AGEA, nell’ambito del progetto Criminal Focus Area, presenta il primo talk di approfondimento volto a illustrare lo sviluppo di correlazioni con i dati ambientali e le zone a potenziale CFA, determinando innovativi modelli di riferimento e promuoverne la diffusione 

Venerdì 25 giugno 2021 dalle 10 alle 11.30 – live streaming

AGEA, nell’ambito del progetto Criminal Focus Area, sviluppato sulla base del protocollo d’intesa sottoscritto con il Ministero dell’Interno con l’obiettivo di contrastare i fenomeni criminali connessi alle attività produttive, promuove il primo talk di approfondimento volto a illustrare l’individuazione di innovativi modelli di riferimento capaci di individuare la correlazione tra le caratteristiche che contribuiscono alla creazione dell’identikit di un determinato Comune e zone potenzialmente a rischio di CFA (Criminal Focus Area), in particolare  edifici abbandonati per km2, ossia tutti quei territori a rischio dove potrebbero essersi già verificate o potrebbero verificarsi in un prossimo futuro, attività illecite

Lo studio è stato condotto grazie ad un’innovativa metodologia statistica che fornisce uno strumento pratico alle autorità di controllo per identificare il profilo di singoli Comuni presenti nelle Regioni meno sviluppate prese in esame (Sicilia, Campania, Puglia, Calabria, Basilicata), mettendolo in correlazione con la presenza, accertata o potenziale di attività illecite.

La CRISP – DM Methodology – un processo che descrive e codifica gli approcci comuni impiegati dagli esperti di data mining  e che è ordinariamente adottata  nelmarketing – è stata utilizzata in modo del tutto originale applicandola ad un contesto di analisi del territorio. Una vera “contaminatio” che, però ha aperto nuovi interessanti scenari di valutazione e analisi.

“Dopo aver identificato l’obiettivo di business – spiegano dall’AGEA è stata raccolta, codificata e interpretata una enorme mole di dati provenienti dal SIAN e dall’ISPRA, per identificare la presenza di CFA e la correlazione tra questi e variabili esogene ambientali come le probabilità di frana e di rischio inondazione. Il risultato è stato la creazione di un modello capace, avvalendosi della metrica del LIFT, di combinare la densità di CFA per superficie insieme alle variabili esogene e di clusterizzare i Comuni sotto esame; se questi risultano avere un indice di LIFT pari a K avranno una probabilità k volte superiore di ospitare o sviluppare dei CFA per chilometro quadrato sul proprio territorio”

 I  risultati ottenuti sono stati rappresentati in una overview che mostra come i Comuni identificati si distribuiscono sul territorio. Molte le risultanze interessanti: ad esempio sono stati individuati alcuni comuni che pur non evidenziando ancora CFA presentano un alto rischio potenziale su

Infine, attraverso una demo interattiva, saranno presentate le numeriche del LIFT  visulizzando  i 16 cluster del LIFT che consentono di monitorare la situazione.

“Uno strumento e un modello operativo – concludono dall’AGEA – che rappresenta un inedito e importante passo in avanti nella lotta alla criminalità anche in ambito agricolo per  uno sviluppo economico e sociale sempre più libero  dalle logiche e dalle dinamiche dell’illegalità”.

Prossimi appuntamenti:

Mercoledì 30 giugno 2021 dalle 10 alle 11.30 – live streaming

CFA Live Talk #2 – Mapping agri-food chains

Overview of the mapping activity on a panel of agri-food chains.


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