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Cartelle esattoriali: rinvio a dicembre e rottamazione quater?

Economia e Finanza

La miglior difesa è l’attacco

di Giuseppe Giannone

Dall’8 marzo 2020 le attività di notifica dell’Agenzia Entrate Riscossione (la ex Equitalia) e dell’Agenzia delle Entrate è stata sospesa (per legge), e in base ad una serie di proroghe tale sospensione si è protratta fino allo scorso 31 agosto.

Dal 1° settembre è ricominciata l’attività di notifica di atti tributari e a breve ricominceranno anche le attività esecutive (il 30 settembre è in scadenza il termine ultimo per pagare le cartelle sospese fino al 31 agosto scorso: saltare questo temine implica subire successivi possibili pignoramenti).

Concentrandoci solo sulla attività della ex Equitalia, ricordiamo che, secondo le previsioni, ci sono tra i 20 e i 25 milioni di cartelle di pagamento in attesa di essere notificate (quelle accumulate da marzo 2020 ad agosto 2021). È stato comunque anticipato che per questo ultimo scorcio dell’anno ne partiranno “solo” 4 milioni.

A queste, però, si devono aggiungere gli atti “nuovi”, quelli derivanti dai controlli successivi: in tal modo il numero di atti da notificare crescerà ulteriormente.

Tutto torna alla (per altri versi, tanto agognata) normalità, dunque? Probabilmente no se è vero che un recente Ordine del Giorno approvato alla Camera vincola il Governo a sospendere nuovamente l’attività di notifica degli atti tributari (e dei successivi pignoramenti) fino al 31 dicembre p.v. ed a pianificare una Rottamazione-quater (oltre che una definizione agevolata delle liti pendenti tributarie) per la quale, peraltro, i rumors non si sono mai totalmente sopiti…

Questa nuova, ulteriore, sospensione (alla quale poi si potrebbe aggiungere la ipotizzata Rottamazione-quater, che forse sarà inserita nella prossima Legge di Stabilità) potrebbe costituire certamente una boccata d’ossigeno per tutti i contribuenti (famiglie e imprese) che negli ultimi anni hanno avuto difficoltà finanziarie tali da non consentir loro di gestire le scadenze tributarie con la dovuta serenità.

Peraltro, è anche vero che una nuova sospensione e la possibile Rottamazione-quater costituiscono, per i contribuenti più avveduti (e per i loro consulenti) un’opportunità, un’ottima occasione di pianificazione degli esborsi tributari riferibili al passato e già “consacrati” in cartelle di pagamento.

Ed infatti, qualche Contribuente più proattivo degli altri, già nel corso della sospensione delle cartelle di pagamento da marzo 2020 ad agosto 2021, ha chiesto ed ottenuto la fotografia della propria situazione tributaria pendente (estratto di ruolo), ha individuato le cartelle più “pericolose” – ovvero quelle incontestabili sotto i diversi aspetti di legittimità e fondatezza, elementi indispensabili di ogni singolo atto impositivo – e, magari, nonostante la sospensione delle cartelle, ha chiesto una rateazione selezionando solo le cartelle, appunto, di più difficile contestazione. E ha poi iniziato ad onorare tale rateazione. In attesa di contestare le altre cartelle in un momento futuro.

Altri, invece, hanno solo individuato le cartelle di cui in futuro chiederanno una dilazione, per essere pronti a bloccare la prossima attività della ex Equitalia.

Le altre cartelle, invece, che all’esame di un professionista si dovessero rivelare in qualche misura viziate, possono essere tralasciate (almeno in una prima fase) con la consapevolezza, però, che per farle cancellare dagli archivi della ex Equitalia si dovrà affrontare un contenzioso tributario, con tutte le conseguenze che ne derivano.

L’opportunità offerta dalla rateazione è infatti molto interessante, ma non va accolta cuor leggero.

Ed infatti, se è vero che fino al 31 dicembre prossimo (salvo proroghe ulteriori):

  • è possibile chiedere ed ottenere una rateazione anche se in passato si è decaduti da precedente rateazione (in condizioni “normali” ciò non è possibile: prima bisogna saldare la rateazione precedente prima di poterne chiedere una nuova);
  • l’importo per una rateazione ordinaria (fino a 72 rate mensili) per la quale basta fare domanda di rateazione per vedersela praticamente automaticamente accolta è salito da €60.000 ad €100.000;
  • si decade da tali rateazioni se non si paga la prima rata (come è sempre stato) o 10 rate anche non consecutive (in assenza di proroghe, da gennaio 2022 tornerà la regola general per la quale bastano 5 rate non pagate per far crollare tutto),

è pur vero che inserire o meno una cartella in rateazione implica sospendere (o meno) la sua prescrizione dal momento della domanda fino al momento della eventuale decadenza dal beneficio della rateazione per mancato pagamento del numero di rate previste.

Per tali motivi, in caso di prescrizione a breve di una o più cartelle (specie se di importo significativo), la decisione da prendere sulla presentazione della domanda di rateazione va ponderata con la necessaria prudenza, in un senso o nell’altro, con la consapevolezza che si tratta pur sempre di imposte non versate in passato.

Si può attendere un atto di intimazione di pagamento da parte dell’Agente per la riscossione (magari trascorrono ulteriori settimane), oppure si rateizza immediatamente in apposita richiesta autonoma da, eventualmente, onorare in toto.

Sia come sia, la cosa più sconsigliata è il “fai da te”: è bene di rivolgersi sempre ad un professionista specializzato in casi come quelli descritti sopra.

E, a maggior ragione, nei casi (molto frequenti) di cartelle di pagamento che hanno generato fermi amministrativi sui veicoli (i cui ignari proprietari rischiano gravi conseguenze ogni volta che utilizzano il veicolo) o ipoteche su immobili (con cartelle id pagamento per almeno €20.000,00) che i proprietari vogliono vendere (sovente, l’esistenza di una ipoteca la scopre l’Agente Immobiliare o il Notaio poco prima del rogito…!).

Si tratta di casi in cui il supporto di un professionista può fare la differenza consentendo di escludere le cartelle viziate dal monte debitorio, che si riduce così anche in misura significativa.

 


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