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 Caso connazionale in Sudan

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L’Ambasciata d’Italia in Sudan ha seguito fin dal primo momento, in stretto raccordo con la Farnesina, il caso del connazionale in stato di fermo a Khartoum per una accusa di truffa ai danni di ditte sudanesi. Dal 1 aprile il connazionale ha ricevuto 58 visite consolari dal personale dell’Ambasciata, che proseguono tuttora almeno due volte alla settimana. Nell’ambito della sua attività di assistenza consolare, l’Ambasciata ha fornito al connazionale generi alimentari, indumenti, biancheria, libri e altri beni necessari.

Sul piano politico e giudiziario, l’Ambasciata italiana a Khartoum è intervenuta ufficialmente presso le Autorità politiche e istituzionali del Sudan, incluso l’Ufficio del Primo Ministro e della Ministra degli Esteri, chiedendo con forza il pieno rispetto dei diritti del connazionale in termini di condizioni sanitarie, di sicurezza e di protezione e una soluzione del caso in tempi brevi.

Nella giornata odierna, inoltre, la Vice Ministra Marina Sereni ha avuto un colloquio telefonico con il Sottosegretario agli Esteri sudanese, interamente incentrato su questo caso.


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