fbpx

Che succede in America se una partita tanto attesa salta per il maltempo

Sport & Motori

Pubblicato da:

alle ore: 07:55

 

La gara tra i Red Bulls di New York e l’Inter Miami era in programma alle 19. Alle 18 lo stadio era già pieno, soprattutto nel primo anello, quando è arrivato l’avviso dello slittamento dell’orario. Motivo? Il probabile avvicinarsi di un temporale. Nell’America tecnologica e dei mega impianti, gli uragani non spaventano, ma i fulmini sì, e possono paralizzare lo sport, almeno il calcio 

© EMILIANO / MEXSPORT / Mexsport via AFP

 
– La Reds Bulls Arena in New Jersey

AGI – Stare allo stadio quattro, cinque ore, in attesa di una partita che alla fine non si giocherà, a causa del pericolo fulmini. E andare via senza lamentarsi, senza alzare cori di protesta. È quello che è successo a Harrison, New Jersey, pochi chilometri da Manhattan, per la partita del campionato professionistico Mls, la Serie A americana, tra i Red Bulls di New York e l’Inter Miami, dove gioca l’ex attaccante di Napoli e Juve Gonzalo Higuain.

La gara era in programma alle 19. Alle 18 lo stadio era già pieno, soprattutto nel primo anello, quando è arrivato l’avviso dello slittamento dell’orario. Motivo? Il probabile avvicinarsi di un temporale. Nell’America tecnologica e dei mega impianti, gli uragani non spaventano, ma i fulmini sì, e possono paralizzare lo sport, almeno il calcio.

Perché mentre a qualche chilometro di distanza gli Yankees di baseball hanno giocato, regolarmente, contro i Red Sox di Boston, nell’arena dei Red Bulls è stato sospeso tutto, per la prima volta dopo anni. Ma ciò che potrebbe sorprendere un visitatore europeo, e italiano in particolare, è stata la reazione del pubblico: l’inizio della gara era slittato prima di mezz’ora, poi di un’ora. Avevano annunciato le formazioni, la cantante aveva eseguito l’inno americano. Poi, sul più bello, è comparso sui maxi schermi, in inglese e spagnolo, l’invito a lasciare in fretta gli spalti, per l’arrivo di fulmini. Stop.

Un’ora e mezzo, due, due ore e mezza, tre, tre e mezza, fino a quando alla fine la partita non è stata rinviata in modo definitivo. Fulmini? Pochi e lontani. E il pubblico? Ha accolto il cambiamento di programma con serenità, continuando a occupare le parti interne dell’impianto, al riparo dalla pioggia, ballando al ritmo di musica latina, facendo shopping nello store del club, consumando hamburger, patatine e birra. Alle undici di sera, quattro ore dopo l’inizio programmato, migliaia di tifosi hanno lasciato lo stadio. Molti hanno raggiunto la vicina stazione della metro, per tornare a New York. Bagnati di pioggia, con un biglietto rimborsabile, e forse un orsacchiotto in ricordo della partita che non c’è stata. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Traduci

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

Facebook
Twitter
Instagram
YouTube