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Come sarà l’incontro tra Bergoglio a Joe Biden

Attualità & Cronaca

All’udienza, in occasione del G20 a Roma, parteciperà anche la First Lady Jill. Il presidente americano sarà ricevuto in Vaticano dopo il sudcoreano Moon e prima dell’indiamo Modi 

© Giuseppe Ciccia / NurPhoto / NurPhoto via AFP 
– Papa Francesco e Joe Biden in un incontro nel 2016

Forse il benvenuto è già stato dato. Nel senso che ancora mercoledì 27 ottobre Papa Francesco, al termine dell’udienza generale, ha ribadito nuovamente quale sia la dottrina della Chiesa in tema di aborto. Questa: la vita umana va difesa dal concepimento fino alla morte naturale; la vita di ogni bambino concepito è sacra e inviolabile”.

Un’udienza interessante 

Sarà un’udienza senz’altro interessante, cui parteciperà anche la First Lady Jill. La coppia presidenziale sarà a Roma per il G20 e la cosa rappresenta per tutti una felice coincidenza: libera in qualche modo dalla necessità di dover manifestare una scelta. Joe Biden è in Italia per un vertice internazionale (non una visita di Stato) e andare a Roma senza vedere il Papa è cosa che non si fa da secoli. In Vaticano l’incontro è comunque messo in agenda in mezzo all’udienza con il sudcoreano Moon e quella con l’indiamo Modi: quindi non è depotenziato, ma ugualmente meno risaltante dal punto di vista diplomatico. Più “palatable”, insomma, per quella nutrita ala della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti che continua a vedere in Biden il peccatore irredimibile o quasi, e in Trump il paladino dei valori.     

Le differenze con il predecessore

Eppure difficilmente, al termine dell’udienza, si vedranno nelle foto ufficiali le espressioni corrusche che spiccavano quando Bergoglio proprio Trump ricevette. Di Biden si apprezzano i toni senz’altro più garbati, ma anche l’impegno per l’ambiente (alla prova in queste ore del braccio di ferro con il Congresso per il bilancio del prossimo anno) e per un’economia meno liberista. Per contro, comunque, l’uscita precipitosa degli Stati Uniti dall’Afghanistan è stata criticata esplicitamente dallo stesso Pontefice. La popolazione dell’Afghanistan è stata «lasciata a se stessa», disse Papa Francesco a settembre, “Da quanto si vede qui, non sono state prese in considerazione, a quanto pare, non voglio giudicare, non sono state prese in considerazione tutte le eventualità”. Non si volle giudicare, ma si guardò con attenzione.

I temi trattati

Al momento dell’annuncio della visita, la Casa Bianca fece sapere (erano passati pochi giorni dalle critiche sull’Afghanistan) che i colloqui avrebbero avuto al loro centro gli “sforzi basati sul rispetto per la dignità umana fondamentale, compresa la fine della pandemia, la crisi climatica e gli impegni per i poveri”. Temi, per l’appunto, che uniscono i due più che dividerli.   Del resto a precedere l’invito, di qualche giorno, era arrivata in Vaticano la nomina gradita come ambasciatore presso la Santa Sede di Joe Donnelly, democratico con il suo stesso partito di provenienza: proprio sull’aborto.

Impossibile evitare il paragone con l’approccio di Donald Trump, che a Roma aveva mandato Calista Gingrich, moglie del Newt paladino della destra, la quale organizzava convegno in cui Mike Pompeo spiegava alla Segreteria di Stato che doveva allinearsi a Washington nella sua politica con la Cina. Questa volta gli angoli si cerca per lo meno di smussarli. Anche perché in patria Biden sa che i rapporti con la Chiesa non sono certo facili. E sul tema – scottante, superabile ma non più di tanto – della comunione ai politici pro choice si profila una presa di posizione ufficiale della Chiesa americana in tempi più che brevi.

A maggio la Congregazione per la Dottrina della Fede esortò i fratelli vescovi degli Stati Uniti a procedere con cautela “nell’affrontare la situazione dei cattolici nelle cariche pubbliche che sostengono la legislazione che consente l’aborto, l’eutanasia o altri mali morali”. Il cardinale prefetto, Luis Francisco Ladaria si raccomandò: ogni discussione sul tema “dovrebbe essere contestualizzata nella più ampia cornice della dignità di ricevere la comunione da parte di tutti i fedeli, anziché da parte di una sola categoria di cattolici, riflettendo il loro obbligo di conformare la propria vita all’intero Vangelo di Gesù Cristo mentre si preparano a ricevere il Sacramento”.

Insomma, attenti a non puntare l’indice troppo facilmente. Del resto, nella stessa udienza in cui ha ribadito il secco e chiaro no all’aborto, Francesco ha detto anche un’altra cosa. “A volte, chi si accosta alla Chiesa ha l’impressione di trovarsi davanti a una fitta mole di comandi e precetti”, ha scandito, “Questa non è la Chiesa, questa può essere qualsiasi associazione”; “Non si può cogliere la bellezza della fede in Gesù Cristo partendo da troppi comandamenti e da una visione morale che, sviluppandosi in molti rivoli, può far dimenticare l’originaria fecondità dell’amore. La vita dello Spirito non può essere soffocata da una burocrazia che impedisce di accedere alla grazia”. Quella dei sacramenti, come la comunione. Forse il benvenuto è già stato dato. 


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