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Condannati per falso nel caso Cucchi i carabinieri Mandolini e Tedesco

Attualità & Cronaca

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alle ore: 05:38

Per Ilaria Cucchi “Giustizia è fatta fino in fondo”. Tre anni e sei mesi inflitti al maresciallo che all’epoca dei fatti comandava la stazione Appia e due anni e 4 mesi al carabiniere che fece riaprire le indagini.

di Edoardo Izzo

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano durante sentenza primo grado

 

AGI – Condannato a tre anni e sei mesi il maresciallo Roberto Mandolini, all’epoca dei fatti comandante della stazione Appia, e condannato a due anni e quattro mesi il carabiniere Francesco Tedesco, il militare che con le sue dichiarazioni ha fatto riaprire le indagini sul caso di Stefano Cucchi.

Lo ha deciso la Corte d’assise d’appello di Roma nel processo d’appello bis per le accuse di falso nel caso Cucchi. La sentenza è arrivata poche ore prima dello scadere dei termini di prescrizione.

Il processo si è aperto il 4 luglio scorso, dopo che la Cassazione, ad aprile, aveva disposto un nuovo giudizio di secondo grado nell’ambito dell’udienza con la quale era stata resa definitiva la condanna a 12 anni di carcere per i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, accusati di omicidio preterintenzionale.

Giustizia è fatta fino in fondo, ci abbiamo dedicato tanti anni della nostra vita. Oggi è una giornata importantissima che dedico ai miei genitori che purtroppo non sono riusciti ad essere qui”. Lo ha detto Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, dopo la sentenza.

“Considero Roberto Mandolini responsabile esattamente come gli autori dell’omicidio di Stefano perché se avesse fatto il suo dovere e non avesse fatto quei falsi probabilmente il caso Cucchi non sarebbe mai esistito”. Lo ha affermato l’avvocato Fabio Anselmo, legale di Ilaria Cucchi.

“Voglio esprimere grande gratitudine al procuratore generale Roberto Cavallone e ai magistrati Giuseppe Pignatone, Michele Prestipino e Giovanni Musarò che hanno avuto il coraggio di riprendere in mano le fila di una vicenda processuale che era del tutto sbagliata e hanno avuto l’onestà intellettuale e la competenza – ha sottolineato il legale – di portarla avanti, da soli non avremmo fatto nulla. Abbiamo dato il nostro contributo: per me questo è un momento emozionante”.

In merito alla imminente prescrizione “faccio il mio in bocca al lupo al ricorso per Cassazione che Mandolini farà e se questo verrà ritenuto ammissibile godrà della prescrizione. Quello che per noi è importante è che gli venga tolta la divisa, lui non dove portare quella divisa“, ha sostenuto Anselmo.

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