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Covid, ancora un decreto

Politica

L’improvvisa impennata dei casi di infezione da Sars-Cov-2 che ha stravolto le feste natalizie ha preso in contropiede un po’ tutti. Non fa eccezione il Governo, che dopo meno di una settimana mette nuovamente mano ad un quadro normativo già piuttosto complesso, con un secondo decreto-legge.

Il testo, licenziato nella serata di ieri dal Consiglio dei Ministri, non è ancora pubblico in quanto la Gazzetta Ufficiale della Repubblica non viene pubblicata nei giorni festivi. Pertanto, ci basiamo sul comunicato ufficiale di Palazzo Chigi, riservandoci una lettura più approfondita quando la legge sarà in vigore.

Arriva l’obbligo vaccinale

Da molti indicato come la panacea che metterà definitivamente termine alla pandemia (ci si consenta di dubitarne), arriva finalmente l’obbligo vaccinale. Esso riguarda esclusivamente la popolazione over 50, sinora la più restia a vaccinarsi stando ai dati ufficiali del Ministero della Salute. Non è ben chiaro, però, quali saranno le sanzioni per gli inadempienti e come avverrà la sorveglianza, vero punto focale della misura. Ciò che sappiamo è che l’obbligo vaccinale sarà associato all’obbligo di esibire il green pass rafforzato (quello rilasciato solo a chi è vaccinato o guarito dal Covid) su tutti i luoghi di lavoro. Facile immaginare, dunque, che in questi ambienti la sorveglianza sarà interamente a carico dei datori di lavoro.

Quanto al green pass base, quello rilasciato a chi si sottopone a tampone, esso sarà necessario per l’accesso ad una vastissima fattispecie di attività, dagli uffici pubblici a quelli postali, dalle banche ai servizi alla persona. Decisamente curiosa la precisazione del comunicato della Presidenza del Consiglio, che elenca tutte le attività per cui entra in vigore la nuova restrizione, «fatte salve eccezioni che saranno individuate con atto secondario per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona». Regole ancora in divenire, dunque.

Scuola, spieghiamo le nuove regole

Altro nodo cruciale è quello della scuola. La notizia che non sarebbe più stata prevista la quarantena per i vaccinati con terza dose aveva fatto storcere più di qualche naso fra il personale scolastico (che, ricordiamo, è già sottoposto ad obbligo vaccinale al pari di quello sanitario e delle forze dell’ordine). Ora si prova a fare chiarezza con nuove disposizioni specifiche per il mondo della scuola. Disposizioni che, però, prevedono una lunga serie di fattispecie, cosa che non faciliterà affatto la comprensione del dettato normativo. Cerchiamo di chiarirlo con uno schema:

  • Scuola dell’infanzia
    • 1 positivo
      • sospensione delle attività per 10 giorni
  • Scuola primaria
    • 1 positivo
      • Tampone (rapido o molecolare) immediatamente e dopo cinque giorni
    • 2 o più positivi
      • DAD per 10 giorni
  • Scuola secondaria
    • 1 positivo
      • Autosorveglianza e obbligo FFP2 in classe
    • 2 positivi
      • Vaccinati o guariti da meno di 120 giorni
        • Attività in presenza con auto-sorveglianza e obbligo FFP2
      • Tutti gli altri
        • Didattica Digitale Integrata
      • 3 positivi
        • DAD per 10 giorni

Più smart working

Il comunicato di Palazzo Chigi, poi, rende noto che i ministri della Pubblica Amministrazione (Brunetta) e del Lavoro (Orlando) hanno adottato «una circolare rivolta alle pubbliche amministrazioni e alle imprese private per raccomandare il massimo utilizzo, nelle prossime settimane, della flessibilità prevista dagli accordi contrattuali in tema di lavoro agile».

Basteranno queste nuove misure ad evitare il ritorno delle zone rosse?

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

Corriere Nazionale


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