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Covid, focolai negli ospedali anche tra vaccinati: cosa sta succedendo

Ambiente & Salute

Uno studio condotto in Israele dimostra che la variante Delta si trasmette in ospedale nonostante il vaccino e l’uso della mascherina

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Uno studio pubblicato su Eurosurvillance, rivista scientifica sulla diffusione, il monitoraggio e il controllo delle malattie infettive in Europa, ha analizzato i dati sui contagi in ospedale in Israele. Nonostante l’alta percentuale di vaccinati con due dosi di Comirnaty – il vaccino anti Covid prodotto da Pfizer e BioNTech che ha permesso di abbattere la circolazione del virus nella popolazione – gli scienziati hanno scoperto che molti contagi continuano ad avvenire in ospedale.

I ricercatori hanno analizzato i dati di un focolaio iniziato al Meir Medical Center, che conta 780 posti letto, con camere che ospitano dai 3 ai 4 pazienti.

Da marzo 2020 nel nosocomio i pazienti sono tenuti a indossare le mascherine durante le visite, e nel reparto Covid il personale lavora con tutti i dispositivi di protezione individuale.

Covid, focolai negli ospedali anche tra vaccinati: il caso in Israele

Un paziente in dialisi, vaccinato con due dosi, è risultato positivo dopo essere stato ricoverato a metà luglio in una stanza con altre tre persone nel reparto A.

I sintomi, tosse e febbre, inizialmente sono stati scambiati per un’infezione dovuta a uno scompenso cardiaco. A distanza di quattro giorni dal suo ingresso in ospedale, il tampone molecolare ha rilevato la positività al coronavirus.

Il paziente è stato così trasferito nell’unità Covid del reparto B. Anche gli altri tre pazienti presenti nella stessa stanza sono risultati positivi, e sono stati trasferiti o dimessi.

In tutto, tra reparto A e reparto B, sono stati rilevati 42 casi positivi legati a questo focolaio ospedaliero, tra operatori sanitari, pazienti e familiari, di cui 38 vaccinati con due dosi, uno con una e tre non vaccinati.

Il Covid si è manifestato in forma grave in 8 pazienti e in forma critica in 6, portando al decesso ben 5 persone. Il tasso di attacco calcolato dai ricercatori è stato del 10,6% per gli operatori sanitari e del 23,7% per i pazienti, nonostante il 96,2% di vaccinati (238 persone su 248).

Covid, focolai negli ospedali anche tra vaccinati per via della variante Delta

Lo studio mette dunque in discussione la teoria dell’immunità di gregge, considerando che il coronavirus riuscirebbe, in base a quanto rilevano i dati, a trasmettersi anche in popolazioni con alte percentuali di vaccinati.

All’origine dei sempre più frequenti focolai di Covid negli ospedali c’è l’alta trasmissibilità della variante Delta nonostante l’uso di mascherine e dispositivi di protezione individuale.

Gli scienziati sottolineano che gli individui morti o con forma grave della malattia avevano altre patologie particolarmente gravi, e che il vaccino garantisce protezione a chi non ha comorbilità.

Nelle conclusioni dello studio si legge che una terza dose è consigliata per tutti gli individui ad alto rischio. Viene incoraggiato anche l’uso corretto delle mascherine.

Da quello che emerge dai dati, considerando l’ammissione in ospedale senza tampone, pur in presenza di sintomi riconducibili a Covid, e il distanziamento di un solo metro tra i letti dei pazienti ricoverati, risulta evidente la necessità di rivedere alcuni protocolli e potenziare le misure di protezione all’interno di ospedali e attività al chiuso. 

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