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Crisanti e Galli, riserve sulla campagna vaccinale

Cronaca

Secondo il professor Andrea Crisanti, per una vaccinazione realmente efficace contro il coronavirus è necessario un lockdown di 3 o 4 settimane. Vaccinare, mentre continua a esserci la trasmissione del virus, è un “azzardo biologico perché si potrebbero creare delle varianti resistenti. Più il virus si trasmette, più genera mutazioni che potrebbero essere resistenti al vaccino. Idealmente, bisognerebbe fare un lockdown, abbassare la trasmissione e vaccinare più gente possibile”.

Da circa 20 giorni l’Italia ha avviato la campagna di vaccinazione. Ad oggi sono state somministrate le dosi di vaccino a oltre 910.000 persone (l’1,5% della popolazione, mentre in Germania è stato vaccinato l’1% e in Francia lo 0,37%”), a fronte di una situazione che conta ancora 17.246 contagi e 522 morti al giorno.

Anche Galli ha delle grosse riserve in merito a come sta avvenendo la campagna vaccinale sostenendo che vaccinare i guariti di Covid potrebbe rivelarsi rischioso: “Vedo un problema di comprensione biologica: bisognerebbe abbattere la trasmissione, non è mai accaduto nella storia che si vaccini mentre c’è trasmissione. Bisogna ridurre i numeri dei positivi, è l’unico modo per evitare che si generino varianti resistenti. Serve un lockdown di 2 mesi? Basterebbe un reset di 3-4 settimane e vaccinare più persone possibili”.

Crisanti fa inoltre notare che allungare il periodo di somministrazione tra il primo e il secondo vaccino, come è stato proposto per consentire una prima infusione a un numero maggiore di persone, potrebbe essere un grave errore. In base alla sperimentazione effettuata, questi vaccini hanno dimostrato di indurre in maniera efficace una risposta immunitaria a distanza di 20-30 giorni. L’ente regolatore ha approvato il vaccino in base a questo tipo di sperimentazione. Decidere un approccio diverso “vuol dire che la sperimentiamo sulle persone. Non si è mai visto al mondo…”, sottolinea Crisanti.


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