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Crolla la fiducia dei consumatori, tonfo Wall Street

Economia & Finanza

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alle ore: 05:24

Il Dow Jones ha ceduto l’1,56%, il Nasdaq il 2,98% e l’S&P 500 è arretrato del 2%. A riaccendere le preoccupazioni degli investitori è stato l’indice sulla fiducia dei consumatori a giugno precipitato a 98,7 punti dai 106,4 di maggio.

di Gianlluca Maurizi

Mercati, Wall Street

 

AGI – Wall Street ha chiuso in forte calo, trascinata verso il basso dal timore che l’inflazione e la stretta monetaria avviata dalla Fed possano spingere l’economia Usa in recessione.

Giornata nera per il Nasdaq che ha registrato un tonfo del 2,98% a 11.181 punti. Pesanti anche il Dow Jones, che ha ceduto l’1,56% a 30.947 punti, e l’S&P 500 che è arretrato del 2% a 3.822.

Con il ribasso di oggi e solo due sessioni rimanenti, l’S&P 500 si appresta a chiudere il suo peggior primo semestre dal 1970. Inoltre, tutti e tre gli indici sono ben indirizzati a registrare due cali trimestrali consecutivi per la prima volta dal 2015.

A riaccendere le preoccupazioni degli investitori è stato l’indice sulla fiducia dei consumatori a giugno. L’indicatore calcolato dal Conference Board è precipitato a 98,7 punti dai 106,4 di maggio, contro i 100,4 punti attesi dal mercato.

Con il sottoindice sulle aspettative in picchiata sui minimi da 10 anni, l’interpretazione prevalente è che la corsa dei prezzi potrebbe presto cominciare a frenare anche consumi e spese private.

Il rialzo del prezzo del petrolio, con il Wti che ha terminato la seduta al Nymex in crescita dell’1,99% a 111,76 dollari a barile, ha poi ulteriormente peggiorato l’umore degli operatori per le ricadute che la corsa dei prezzi del greggio può avere sul costo della vita degli americani.

Sull’andamento dell’oro nero hanno influito la decisione del G7 di studiare un price cap sul petrolio russo e la consapevolezza che Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti non saranno in grado di compensare la perdita dell’export di Mosca sul mercato determinata dalle sanzioni.

A pagare dazio è stato soprattutto il settore dei beni di consumo discrezionali, con Amazon a guidare la caduta con un calo del 5,14%.

Nike ha perso il 6,99% dopo una trimestrale giudicata deludente dagli investitori. Etsy è crollata dell’8,20%. Tra i pochi settori a brillare c’è quello energetico, trainato dal balzo del 5,57% messo a segno da Hess.

Occidental petroleum è cresciuta del 4,77%, dopo l’annuncio che la Berkshire Hathaway di Warren Buffet è salita al 16% nel capitale della compagnia shale.

Forti gli acquisti anche su colossi come Chevron (+1,66%), ExxonMobil (+2,73%) e ConocoPhillips (+3,24%). Il generale clima di repulsione verso il rischio ha piegato anche le criptovalute con il Bitcoin ed Ethereum in calo di oltre il 3%.

Inevitabile l’impatto negativo sui titoli del comparto, con Coinbase a picco dell’8,54%. In forte ribasso anche i chipmaker come Nvidia (-3,58%) e Advanced Micro Devices (-4,11%).

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