fbpx

Dai camorristi ai nullatenenti, chi sono i “furbetti” del reddito di cittadinanza

Attualità & Cronaca

E’ stata scoperta una maxi truffa di 20 milioni e riscontrate 4.839 irregolarità in cinque regioni     

© Agf – Domande per il reddito di cittadinanza al Caf

Spregiudicatezza, amoralità, mancanza di scrupoli (e di pudore), fantasia quanto basta.  Nell’identikit dei “furbetti” del reddito di cittadinanza disegnato dai Carabinieri che hanno accertato quasi 5mila irregolarità in cinque regioni (Campania, Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata) figurano alcuni caratteri ricorrenti. Gli investigatori li hanno divisi in quattro grandi sottogruppi.

I falsi nuclei familiari

A Collepasso (Lecce), un uomo ha dichiarato la presenza nel proprio nucleo familiare di sei minori stranieri mai censiti in quel comune, senza avere con loro alcun vincolo di parentela e senza indicarne luogo di nascita e nazionalità. Nello stesso Comune una coppia ha inserito nel proprio nucleo familiare altri parenti, in realtà residenti in Germania. A Nova Siri (Matera) i Carabinieri hanno denunciato un cittadino asiatico per aver dichiarato falsamente la presenza in Italia della moglie e delle due figlie, che così hanno percepito il reddito pur continuando ad abitare nel Paese d’origine.

A Napoli si registra il caso curioso di un uomo del quartiere Stella, presente in due diversi nuclei familiari che avevano entrambi chiesto e ottenuto il beneficio. In provincia di Caserta un altro ha dichiarato di far parte di un nucleo familiare composto da più persone ma di fatto inesistente.

A Santeramo in Colle (Bari) una donna è stata denunciata perché si era “dimenticata” di indicare non solo la sua auto ma anche il coniuge: per percepire il reddito di cittadinanza aveva richiesto la residenza anagrafica in una via che era la stessa dell’appartamento in cui risiede il marito. Unico appartamento, due ingressi diversi. In provincia di Caserta otto persone dello stesso nucleo familiare hanno falsamente attestato di appartenere a 3 distinte famiglie e di risiedere in altrettanti appartamenti del  medesimo stabile. 

I nullatenenti

In provincia di Avellino, tra gli altri, percepivano il reddito di cittadinanza un 70enne convivente con una funzionaria comunale (non indagata) proprietario di una Ferrari, di numerosi immobili e di diversi terreni e un 50enne indicato come il reggente del clan camorristico “Cavalese”. Al sussidio hanno avuto accesso anche la titolare di una società di autonoleggio di Isernia, proprietaria di 27 auto, e l’intestatario di una grossa imbarcazione da diporto  residente ad Aradeo (Lecce): peccato che fosse ai domiciliari. A Taranto la “task force” istituita dai Carabinieri ha individuato un 71enne disoccupato che incassava il reddito pur essendo il proprietario, con la moglie ed il figlio, di 17 macchine e di una motocicletta: tra i modelli, una BMW, una Mini Cooper, 3 Jeep, 2 Smart e una Kawasaki Ninja. A Talsano (Taranto) un fruitore del beneficio risultava proprietario di 4 veicoli, di cui due di lusso, un altro faceva parte di un nucleo familiare che, nell’ultimo triennio, aveva dichiarato redditi pari a 324.000, 143.000 e 164.000 euro. 

In provincia di Caserta aveva chiesto il sostegno un uomo appartenente a un nucleo familiare i cui componenti erano titolari di due imprese con reddito annuo di circa 150.000 euro: nella stessa provincia un altro ha attestato di essere nullatenente sebbene  intestatario di più immobili. A Castelfranci (Avellino) un 22enne, figlio di un dipendente comunale, ha effettuato un cambio di residenza fittizio, costituendo un nucleo familiare a sé stante, pur rimanendo a vivere all’interno della stessa abitazione della madre, titolare di un’azienda vitivinicola. Ad Avigliano (Potenza) i Carabinieri hanno denunciato 5 persone, una delle quali incassava il reddito ma gestiva una scuola di ballo. A Campobasso un 19enne ha presentato domanda omettendo il possesso di ben tre immobili.

I criminali

In provincia di Napoli un 41enne percettore di reddito di cittadinanza al momento della richiesta aveva omesso  di segnalare di essere agli arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico: nella stessa provincia sono 80 i denunciati, tutti contigui alla criminalità organizzata, riusciti a ottenere con false dichiarazioni 852.515 euro. A Bari Palese un pluripregiudicato – arrestato il mese scorso per furto – aveva chiesto e ottenuto il reddito sebbene colpito da sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. A San Pietro Vernotico (Brindisi) è riuscito ad accedere al sussidio un anziano esponente di rilievo della Sacra corona unita. 

Gli irreperibili 

A Campobasso quattro stranieri hanno presentato domanda di ammissione al beneficio dichiarando, falsamente, di risiedere presso strutture di accoglienza – nel frattempo chiuse – di cui erano stati ospiti e da dove si erano allontanati finendo cancellati dall’anagrafe comunale per “irreperibilità”. A Canosa di Puglia e Trinitapoli (Barletta) le irregolarità emerse hanno riguardato cittadini stranieri sia comunitari, sia extra Ue, che hanno falsamente dichiarato di risiedere in Italia da oltre 10 anni, pur essendo in realtà presenti da periodi molto più brevi o addirittura già cancellati all’anagrafe in quanto irreperibili da anni. Altri, una volta ottenuto il reddito, sono stati cancellati dall’anagrafe comunale poiché rientrati nel proprio Paese di origine, tornando in Italia una volta al mese solo per  poter monetizzare quanto indebitamente percepito. Accertati infine numerosi casi di soggetti che hanno dichiarato di far parte di nuclei familiari composti da 15-20 persone residenti nella stessa abitazione ma che per l’anagrafe risultano irreperibili o inesistenti. AGI 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE