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Decisioni politiche impediscono di rifornire i distributori degli Stati Uniti

Mondo

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alle ore: 11:06

Una delle più grandi Ferrovie del nord America, la Union Pacific, ha imposto alle compagnie di trasporto petrolifero su rotaia, di diminuire il numero di consegne di carburante dirette alle stazioni di servizio della Pilot Flying, pena l’embargo.

In un momento così difficile per l’economia americana, resta difficile capire simili provvedimenti bizzarri del governo. Manovre oscure dell’amministrazione Biden per ridurre gli spostamenti dei cittadini.
La Pilot Flying ha ricevuto una prima comunicazione dalla Compagnia ferroviaria del nord America, la Union Pacific, di tagliare le spedizioni di carburante del 26%, a cui ha fatto seguito una seconda comunicazione più minacciosa, in cui si chiedeva un ulteriore taglio del 50%, pena l’embargo.
Un disastro per i rifornimenti, tutto è accaduto nel giro di qualche mese, la Pilot Flying non ha avuto il tempo di rifornire i suoi grandi depositi.
Se questa è la strada intrapresa dall’Amministrazione Biden, a breve assisteremo al collasso economico del paese, la carenza di carburante provocherà una violenta impennata dei prezzi.

A caduta assisteremo alla morte di gran parte delle industrie del paese

La Pilot Flying copre con le sue stazioni di servizio il 30% del consumo di carburante.

Il popolo americano, soprattutto chi non può fare a meno del mezzo di locomozione, si ingegna.

Hanno apportato modifiche al sistema di carburazione del proprio veicolo adattandolo all’etanolo di mais, olio di colza, olio di girasole, olio usato.

In molte officine meccaniche, si sperimentano le procedure per ottenere dalla fermentazione di elementi compositi (semi di girasole, semi di soia e semi di olio di ricino, il carburante da trazione.

Se una sorta di alternativa è possibile per i motori delle automobili, dotati di centralina ECU e di particolari sensori posti sulle marmitte catalitiche a tre vie che riducono il danno al motore, questo non è possibile per i grossi motori diesel dei tir.
La carenza di carburante e il conseguente aumento del diesel, ha messo in ginocchio il trasporto su gomma del nord America.
l’America sta precipitando verso un tunnel buio, dove è difficile sapere se alla fine ci sarà la luce. Gli elevati costi dei trasporti, a breve faranno mancare il cibo nelle tavole. Il trasporto sarà soggetto ad una profonda trasformazione. Se le piccole e medie aziende di trasporto non riescono ad essere competitive, le grandi compagnie di trasporto non potranno coprire da sole il fabbisogno alimentare.
Dalle tavole degli americani mancheranno i prodotti agricoli, la catena alimentare si spezza, mentre i nutrienti prodotti della terra marciranno nei campi.
Al momento la Pilot Flying è la sola compagnia a cui è stato imposto la riduzione del trasporto di carburante. Cosa accadrà se il provvedimento sarà esteso anche ad altri operatori?

Immediatamente si sono attivate le strampalate teorie cospiratorie che avanzano le ipotesi, non confermate, che quanto sta accadendo sia intenzionale per distruggere l’economia americana.

Una teoria che non condivido, ma circola. Una curiosità però non sfugge, i principali azionisti della compagnia ferroviaria sono sempre loro, il famigerato trio che controlla gran parte del mondo economico industriale finanziario. Indovonate di chi parlo? Non è difficile, Vanguard, BlackRock e State Street.

Altro bizzarro provvedimento preso dalla Union Pacific, la riduzione delle spedizioni di fertilizzanti agli agricoltori. È stato coniato un nuovo neologismo che identifica il fenomeno del trasporto su rotaia “la crisi dei binari”.
Questa crisi sta avendo un pesante impatto non solo sul comparto del trasporto, ma anche sull’agricoltura. Molti agricoltori in mancanza dei fertilizzanti necessari per la produzione, sono costretti ad abbattere le loro mandrie.
Il popolo americano sarà mai sciente dei danni prodotti dai questi maldestri provvedimenti, alle catene di approvvigionamento e alle filiere alimentari? Sarà un oltraggio senza precedenti. È in atto in real time la demolizione, pedina dopo pedina, del sistema produttivo americano
Appena sarà completato il sacrilegio contro il patrimonio, che ha reso grande questo paese, degli Stati Uniti opulenti rimarrà ben poco.

Quello a cui si assiste è una demolizione controllata dell’economia statunitense.

Tutto rientra nel piano planetario “The Great Reset” del WEF “World Economic Forum” di Davos”.

Maurizio Compagnone
Analista

Foto di juanwa da Pixabay

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