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Draghi al G20: “Il multilateralismo è l’unica risposta ai problemi del mondo”

Politica

“Dalla pandemia, al cambiamento climatico, a una tassazione giusta ed equa, fare tutto questo da soli, semplicemente, non è un’opzione possibile – dice il premier che invita i partner a “fare tutto ciò che possiamo per superare le nostre differenze” e a “riaccendere lo spirito che ci ha portati alla creazione e al rafforzamento di questo consesso” 

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi

“È splendido vedervi tutti qui dopo alcuni anni difficili per la comunità globale: abbiamo affrontato il protezionismo, l’unilateralismo, il nazionalismo. La pandemia ci ha tenuti distanti e lo ha fatto con tutti i nostri cittadini. Ma non dobbiamo fare errori: il multilateralismo è la migliore risposta ai problemi che affrontiamo oggi. Per molti versi, è l’unica soluzione possibile”. Mario Draghi apre i lavori del G20 e si rivolge così ai leader delle più grandi economie del mondo arrivati a Roma per partecipare al summit.

Partecipano da remoto il presidente cinese, Xi Jinping, e quello russo, Vladimir Putin. Dopo la prima ‘photo opportunity’ alla Nuvola dell’Eur per il benvenuto e le strette di mano, la sessione dedicata al tema del rilancio dell’economia mondiale e della lotta alla pandemia

Dopo due anni dall’inizio della pandemia “possiamo finalmente guardare al futuro con più ottimismo”, è la premessa di Draghi, che sottolinea il successo della campagna vaccinale, le azioni coordinate da parte dei governi e delle banche centrali che “hanno permesso la ripresa dell’economia globale”.

“Molti dei nostri Paesi hanno lanciato dei piani di ripresa per dare impulso alla crescita, ridurre le diseguaglianze, promuovere la sostenibilità. Insieme, stiamo costruendo un nuovo modello economico, e tutto il mondo ne beneficerà“, continua. Ma la guardia va tenuta alta, avverte il premier, “dobbiamo stare attenti alle sfide che affrontiamo collettivamente”.

La pandemia non è finita, ribadisce Draghi e ci sono ancora “disparità sconvolgenti nella distribuzione globale dei vaccini“. Una disparità evidente nei numeri: nei Paesi ad alto reddito, oltre il 70% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre nei Paesi più poveri, questa percentuale crolla a circa il 3%.

“Queste differenze sono moralmente inaccettabili, e minano la ripresa globale”, aggiunge il premier. “Siamo molto vicini a raggiungere l’obiettivo posto dall’OMS di vaccinare il 40% della popolazione globale entro la fine del 2021. Ora dobbiamo fare tutto cio’ che possiamo per raggiungere il 70% entro la metà del 2022″ e “dobbiamo anche continuare a investire in ricerca, eliminare le barriere commerciali che riguardano i vaccini anti COVID-19, e migliorare la prevedibilità nella loro consegna”.

Draghi ribadisce il suo invito ai grandi del mondo a “rafforzare le catene di approvvigionamento globali, aumentando al contempo la capacità produttiva a livello locale e regionale”.

“Come Presidenza del G20, l’Italia ha lavorato per promuovere una ripresa più equa – continua Draghi – il Global Health Summit di Roma ha visto Paesi e aziende impegnarsi generosamente per fornire vaccini ai Paesi più poveri: dobbiamo essere sicuri di onorare le promesse”.

Abbiamo raggiunto un accordo storico per un sistema di tassazione internazionale più equo ed efficace. Abbiamo supervisionato l’allocazione di 650 miliardi di dollari come nuovi Diritti Speciali di Prelievo e abbiamo promosso la possibilità di redistribuirli ai Paesi che ne hanno più bisogno. Questi risultati ci ricordano con forza i risultati che possiamo raggiungere insieme. Ci devono incoraggiare ad essere altrettanto ambiziosi in tutte gli ambiti in cui lavoriamo insieme”, conclude. agi


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