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Draghi e l’accordo al Price Cap, ‘il vertice e’ un successo’

Politica

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alle ore: 20:55

Stop al petrolio russo via mare

L’Ue trova l’accordo sull’embargo al petrolio russo: il sesto pacchetto di sanzioni prevede lo stop immediato al greggio via mare, rinvio per quello negli oleodotti, ma si valutano dazi. “Misure d’emergenza” in caso di stop alle forniture. Sberbank esclusa da Swift, colpito il patriarca Kirill. Si’ al price cap come misura temporanea. “Siamo stati accontentati”, commenta Draghi. “L’accordo e’ stato un successo”. Il massimo impatto delle sanzioni si avra’ dall’estate. Per von der Leyen il nuovo pacchetto “distruggera’ la capacita’ di Putin di finanziare la guerra”. Per Mosca l’Ue ha raggiunto “un punto di saturazione” e “non c’e’ altro da vietare”. Il petrolio schizza a 119,4 dollari.

Non e’ stato facile convincere Germania e Polonia a impegnarsi a fermare le importazioni via oleodotto dal 2023 non beneficiando quindi dell”eccezione’ di cui godranno alcuni paesi dell’Europa centrale. Il cuore del problema e’ che i paesi che sono ‘serviti’ dalle importazioni via mare (tra cui l’Italia) sarebbero nettamente sfavoriti dai beneficiati dall”eccezione’. Cio’ a detrimento di uno dei principi cardine su cui si regge la UE: l’integrita’ del mercato interno, la parita’ di condizioni (il petrolio russo costa meno). Il cancelliere Scholz non ha potuto alla fine sottrarsi (c’e’ chi continua a notare, pero’, come di Consiglio Europeo in Consiglio Europeo, l Scholz stenti a emergere, non abbia assunto il profilo di leadership che il ruolo della Germania richiede). Quanto alla Polonia e’ ovvio a questo punto che sara’ risarcita con congrui sostegni finanziari europei: ha accolto quasi tre milioni di rifugiati provenienti dall’Ucraina e spera nello sblocco dei fondi per il piano di investimenti post pandemia. Resta il vantaggio competitivo per i paesi beneficiati per diverso tempo (Ungheria, Slovacchia probabilmente per tutto il 2024) dallo stop delle forniture di petrolio via terra: prevale l’esigenza di tenere politicamente unito il fronte europeo.

Un Consiglio europeo lungo ma abbastanza soddisfacente” dove l’Italia e’ stata “accontentata sullo studio della fattibilita’ del tetto al prezzo del gas” e dove e’ stato raggiunto l’accordo sull’embargo di petrolio “che rappresenta un successo enorme” che “non penalizza in alcun modo l’Italia”. Lo dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi, dopo la due giorni di vertice straordinario dei capi di Stato e di Governo a Bruxelles. “La Commissione prendera’ del tempo per studiare il modo migliore per attuare il tetto al prezzo del gas e dovra’ anche valutare in tutta obiettivita’ se questa cosa e’ fattibile, se non provoca danni peggiori del beneficio che ha. Insomma l’atteggiamento della Commissione finora e’ stato abbastanza favorevole su questa ipotesi”, ha spiegato Draghi. “Devo dire che il Governo italiano gia’ lavora da tempo su questo fronte.

Ma il problema e’ anche piu’ ampio perche’ non e’ solo il prezzo del gas ma tutto il funzionamento del mercato elettrico che la Commissione pensa di analizzare di nuovo”, ha aggiunto. Ora la sfida urgente e’ pero’ “vincere la guerra sulla sicurezza alimentare” per “evitare la catastrofe umanitaria” ma anche perche’ altrimenti “i Paesi africani si sentirebbero traditi e non verranno mai dalla parte dell’Occidente”. Intanto continua la pressione sull’economia russa con le sanzioni che “avranno il loro massimo impatto a partire dall’estate”. Draghi insiste comunque sulla necessita’ di trovare una soluzione per fare uscire il grano bloccato in Ucraina. “Il modo piu’ veloce per farlo e’ usando le navi e quindi sbloccando i porti che vanno sminati”. E il premier ha dato anche la disponibilita’ “di un contributo da parte della Marina italiana per farlo”. Servira’ comunque confrontarsi con il presidente russo, Vladimir Putin, che vuole la garanzia che “quelle navi trasporti grano e non armi” e con gli ucraini che invece vogliono “la granzia che la Russia non li attacchi una volta aperti i porti”.

“L’Italia si muove allineata con Ue, G7 e Alleanza Atlantica. Non ci facciamo spostare da questa linea”, ha chiarito. Restando in politica interna, Draghi per fronteggiare l’inflazione e il rischio di spirale sui salari invita sindacati, governo e imprese a “lavorare insieme” e assicura che l’esecutivo “fara’ tutto il necessario per sostenere le famiglie e le imprese vulnerabili”. Se questo Consiglio e’ stato lungo, e’ probabile che il prossimo – quello ordinario in calendario per il 23 e il 24 giugno – lo sara’ ancora di piu’. Perche’ al tavolo dei leader ci sara’ la spinosa questione del riconoscimento all’Ucraina dello status di Paese candidato all’Ue. Draghi: “Sostengo l’Ucraina perche’ diventi un membro dell’Unione europea. L’ho fatto fin dall’inizio e quale sia il modo migliore di farlo. Lo status di candidato trova l’obiezione di quasi tutti i grandi Stati dell’Unione europea, se non tutti. Escluso l’Italia”. Quindi sara’ necessario trovare un’altra soluzione.

“La consapevolezza” di finanziare la guerra della Russia con l’acquisto di gas e altre materie prime “c’è ed è ormai evidente da 95 giorni. Ricordo di aver sollevato questo fatto in una delle primissime riunioni e allora davamo alla Russia circa 1 miliardo al giorno. Ma c’è la consapevolezza anche dell’impossibilità di fare altrimenti. È una situazione molto frustrante che però andrà risolta perché mette in grande imbarazzo”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo straordinario a Bruxelles, rispondendo alle domande dei cronisti.

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