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Erasmo Venosi: “Nucleare green? Un falso!”

Economia & Finanza

di Erasmo Venosi 

Giornali e Tv da mesi richiamano la necessità del nucleare in campo energetico

Una fantomatica ultima generazione che sarebbe sicura; addirittura Salvini afferma senza vergognarsi “senza scorie”, economica, insomma la panacea per una fantomatica quanto impossibile autonomia energetica.

Paese al quale si fa riferimento come esempio la Francia

Le grida sono diventate schiamazzi quando l’UE ha considerato “green” il nucleare dando per acquisita la classificazione. Un falso!

La classificazione “green” è nel documento della Commissione UE. Documento che sul nucleare ha ricevuto ufficialmente il “no” di: Germania, Grecia, Lussemburgo, Danimarca, Austria, Spagna e Belgio.

Il nucleare “green” nel documento è solo l’inizio di una procedura che prevede l’adozione da parte della Commissione di un atto giuridico ufficiale da adottare entro il 31 gennaio.

Atto che sarà trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio europeo

Durata procedura dai 4 ai 6 mesi e non è affatto scontato che si arrivi a una decisione condivisa da tutti gli stati membri.

La presunta autonomia energetica di cui si parla soprattutto nel centrodestra e i minori costi del nucleare sono un clamoroso falso scientifico e storico.

Il caso Francia

Anche assumendo come riferimento la Francia nei confronti della quale se le metriche della IEA e dell’UE fossero rigorosamente scientifici tanti veri e propri imbrogli di comunicazione non troverebbero realizzazione.

La Francia ha una produzione di energia primaria di 221,2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e di queste ne importa come fonti fossili il 57,6%.

Tale valore sarebbe molto maggiore se si considerasse l’energia elettrica prodotta da fonte nucleare al suo reale valore.

Sembra una quisquilia tecnica e invece intorno a questa metodologia si gioca la partita dell’indipendenza energetica francese.

Mille miliardi di Kwh elettrico prodotto con il nucleare sono valutati nel bilancio energetico francese in 0,26 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) considerando come “energia primaria “il calore (energia termica) prodotta nel reattore.

Nel bilancio energetico francese a piè di pagina è scritta una nota “1”

L’energia nucleare è considerata come equivalente primario della produzione (calore rilasciato dalla reazione nucleare, poi convertito in elettricità)” ma l’efficienza media di un reattore nucleare è del 33% quindi di questo calore solo un terzo viene convertito in elettricità.

Mille miliardi di Kwh di elettricità prodotta da fotovoltaico ed eolico sono valutati come 0,086 Mtep. IL Kwh elettrico da nucleare valutato tre volte il Kwh elettrico da eolico e fotovoltaico.

Procedendo secondo questo criterio il valore di energia primaria da nucleare sarebbe di 32,4 Mtep in luogo di 92,2 Mtep e l’indipendenza energetica sarebbe intorno al 15%.

Si aggiunga che l’uranio necessario per le centrali è completamente importato ed è l’uranio da considerare come fonte primaria importata esattamente come fa la Germania.

IL 27,5% del consumo finale francese riguarda l’elettricità. Alla fine con tutto questo contributo da nucleare che solo nel reattore è a emissione zero di CO2 un francese “emette” 4,8 tonnellate annue e un italiano che per l’80% “funziona “a fossile ne “emette” 5,38!

Costi nascosti 

Assolutamente utile considerare i costi nascosti del nucleare che una propaganda interessata censura.

Costi di costruzione sottostimati ne sono un esempio, la centrale EPR di Olkiluoto da 3,3 mld a più di 10 miliardi.

Costi di copertura assicurativa, costi per lo smaltimento delle scorie, costi per la sicurezza, per lo smantellamento delle centrali.

Alla fine dell’anno scorso non conteggiando Russia e Slovenia le tonnellate di scorie da stoccare in deposito nucleare erano peri a 60 mila tonnellate nella sola Europa.

Scorie sono quasi tutte nelle piscine di raffreddamento in attesa di sistemazione

Quali allora i motivi per l’insistenza della Francia del nucleare tra le fonti rinnovabili?

IL problema è rappresentato dall’EDF, l’omologa di ENEL in Francia che deve investire 100 miliardi di euro entro il 2030 per prolungare la vita dei reattori nucleari.

Non solo, deve prevedere investimenti per 60 miliardi nei nuovi reattori considerata l’età media dei reattori francesi.

Valutare con grande lungimiranza il prezzo dell’uranio. IL 40% dell’uranio globale è fornito dal Kazakistan che in questi giorni vive la repressione del regime e l’arrivo dell’esercito russo.

Attuale, infine, la propaganda sui piccoli reattori modulari che non sono operativi e i cui test di funzionamento sono oggetto di verifica.

Propaganda anche sulla fusione nucleare, dove l’unico reale risultato è stato raggiunto lo scorso 8 agosto nel laboratorio USA Lawrence Livermore National Laboratori (LLNL).

Generato una potenza di mille miliardi di Kw raggiungendo una resa del 70% (di 100 parti di energia spese se ne recuperano 70!!!).

Il tipo di confinamento del plasma (fusione di deuterio e trizio a più di cento milioni di gradi centigradi) è inerziale quindi diverso da quelli di “uso commerciale” sponsorizzato in questi mesi che è di tipo magnetico.

Erasmo Venosi

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

 

 


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