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Francia: Rapporto sugli abusi nella Chiesa, svelate le prime cifre

Attualità & Cronaca

Dopo due anni e mezzo di lavoro, la Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa (Ciase) pubblicherà martedì 5 ottobre il suo Rapporto sulla pedofilia in ambito ecclesiastico francese. Il presidente della Ciase, Jean-Marc Sauvé, ha anticipato all’agenzia di stampa AFP di circa 3.000 preti e religiosi che hanno commesso abusi sessuali su minori o persone vulnerabili in 70 anni

VATICAN NEWS

Sono stati fra 2.900 e 3.200 i pedofili negli ultimi 70 anni di storia della Chiesa di Francia. E’ questa solo l’anticipazione del Rapporto della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica (Ciase), atteso nella sua integralità per domani, 5 ottobre. Un rapporto di 2.500 pagine, ha spiegato all’AFP Jean-Marc Sauvé, presidente della Ciase, in cui gli abusatori sono preti e religiosi, e il loro numero ha detto Sauvé è una “stima al ribasso” .

La presentazione del Rapporto alla Conferenza episcopale francese (CEF) e alla Conferenza dei religiosi degli istituti e delle congregazioni (Corref), che lo hanno commissionato nel 2018, avverrà durante una conferenza stampa trasmessa in diretta sul sito web della Corref, e sul canale televisivo KTO, dalle 9.00 – ora francese – a cui parteciperanno anche rappresentanti di associazioni delle vittime.

Si tratta del risultato di 2 anni e mezzo di lavoro della Commissione presieduta appunto da Jean-Marc Sauvé, un alto dirigente francese, già membro del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia Ue.

Prepararsi a un “momento difficile e serio”

Il vescovo Eric de Moulins-Beaufort, presidente della Chiesa cattolica francese, in un incontro con la sua diocesi, ha detto di temere che il Rapporto “annunci cifre enormi, spaventose”. I vescovi di Francia d’altro canto sono coscienti che la sua pubblicazione “sarà una prova di verità e un momento difficile e serio”, come hanno fatto sapere in un messaggio inviato ai sacerdoti e alle parrocchie per le messe del fine settimana nelle quali hanno anche proposto una speciale intenzione di preghiera universale.

Stato dei fatti e raccomandazioni

Nelle sue pagine il Rapporto riporterà anche una stima del numero delle vittime e una comparazione di queste in ambito ecclesiale con quelle identificate in altre istituzioni, (associazioni sportive, scuole o ambienti familiari). Analizzerà i “meccanismi, in particolare istituzionali e culturali” che possono aver favorito la pedofilia. Solo qualche mese fa lo stesso Sauvé aveva anticipato una stima “per difetto” di almeno 10 mila vittime di abusi sessuali nella Chiesa francese dal 1950, riservandosi di fornire le cifre più precise al termine del Rapporto.

Una volta conclusa poi la fase della diagnosi, la Commissione annuncerà 45 proposte che spazieranno in diverse aree: dall’ascolto delle vittime alla prevenzione, dalla formazione dei preti e religiosi al diritto canonico, alla governance della Chiesa. Il Rapporto avanzerà anche proposte di “riconoscimento e riparazione”.

L’ascolto delle vittime al centro

Quanto al metodo utilizzato, la Ciase ha fatto della parola delle vittime “la matrice del suo lavoro”, sottolinea ancora Jean-Marc Sauvé. In diciassette mesi, sono state raccolte 6.500 testimonianze di vittime o parenti, poi hanno avuto luogo 250 tra audizioni e colloqui. Alcune delle testimonianze delle vittime saranno incluse negli allegati al Rapporto, il tutto completato da ricerche in archivi della Chiesa, del ministero della Giustizia, degli Interni e in raccolte di giornali. 

Quali conseguenze a livello penale?

Nella maggior parte dei casi, i fatti sono ormai caduti in prescrizione e i colpevoli sono morti, rendendo improbabile il ricorso ai tribunali. Tuttavia, ci sono stati “22 rinvii al pubblico ministero per fatti che non sono caduti in prescrizione”. “Abbiamo anche riferito più di 40 casi ai vescovi o ai superiori delle congregazioni maggiori, per informarli dei reati prescritti il cui autore è ancora vivo”, spiega Jean-Marc Sauvé,  in una recente intervista al Journal du Dimanche.

Intanto, i vescovi francesi hanno anticipato  un sistema di “contributi” finanziari da versare alle vittime dal 2022. Ma è solo a novembre che emergeranno altre risposte del CEF e del Corref, quando le due istituzioni si riuniranno in assemblea plenaria. “Mi aspetto che ci confrontiamo con questo peso, per quanto oscuro possa essere, per poter poi prendere le misure necessarie”, dice suor Véronique Margron, presidente del Corref.

Il Rapporto sarà discusso anche a Roma, dove la questione è stata sollevata da Papa Francesco e da alcuni vescovi francesi durante le loro visite ad Limina nel mese di settembre appena concluso. “È la vostra croce”, ha detto il Papa proprio all’ultimo gruppo di vescovi francesi in visita in Vaticano venerdì scorso.


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