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Gioco illegale: un business da 100 miliardi di euro, ma che in pochi sanno riconoscere

Economia & Finanza

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Mentre Sony lancia una nuova trilogia di titoli dedicata alla Yakuza (la mafia giapponese) per i suoi abbonati Playstation Plus Extra e Premium, immettendo nel mercato il fascino e l’adrenalina della criminalità organizzata, quest’ultima continua a dilagare sotto mentite spoglie.

Dietro alla ragnatela del gioco illegale si nascondono infatti le organizzazioni criminali, nostrane e internazionali: si tratta di un business che in Italia movimenta oltre 100 miliardi di euro, così redditizio che addirittura riesce a far collaborare tra loro le più note mafie italiane, ormai specializzate nel settore in cui si sono infiltrate in modo capillare.

Se per comprendere il binomio gioco illegale-mafia non occorre far parte del pool della DIA, meno scontato è pensare che gli utenti che si avvicinano e approcciano al gioco d’azzardo abbiano a disposizione tutti gli strumenti per poter distinguere le offerte di gioco legale da quelle illegali. Processo che, secondo alcuni esperti del settore, sarebbe stato ostacolato dalle restrizioni vigenti in Italia che, bloccando totalmente la diffusione delle comunicazioni e della pubblicità legata al gioco legale, non permetterebbe di effettuare le dovute distinzioni.

A margine di queste opinioni, un riscontro effettivo emerge da molteplici studi che riportano effettivamente come la percezione del gioco illegale sia particolarmente suscettibile a seconda delle diverse categorie di persone intervistate.

Jamma, Giochidislots e altri siti di settore si sono addentrati in un’accurata analisi delle rilevazioni dell’Osservatorio sul Gioco Pubblico (scaricabile da questo link), dalle quali emerge come la sfera illegale del gioco spaventi molto coloro che non sono giocatori abituali. Questa categoria di persone non è però riuscita a fornire una visione realistica di questo problematico aspetto, rifacendosi perlopiù a immagini associate alla narrazione cinematografica e televisiva del gioco illegale. Risultano invece meglio calati nella realtà i giocatori abituali, che hanno saputo dare una dimensione concreta al fenomeno, dimostrando di conoscere anche il grado di penetrazione che lo stesso ha a livello locale, nelle città in cui gli stessi intervistati risiedono.

Ma l’alter ego illegale del gioco non si nasconde solo nelle sale scommesse clandestine dislocate in remoti angoli di paesi e città. Si cela anche nello sterminato universo del web, ormai punteggiato di offerte di gioco illegale, che cercano di sottrarre utenti ai casinò online AAMS autorizzati dallo Stato: basti pensare che solo a gennaio 2022 sono stati oscurati 200 siti illegali. Per distinguere le due realtà di gioco, occorre assicurarsi che sia richiamato il logo ADM nella piattaforma e che venga indicato il numero di licenza, facilmente verificabile direttamente sul portale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

 

Un’altra indagine condotta da Emg Different mette in rilievo come un terzo dei giocatori online fruisca di siti web illegali: fra gli intervistati, il 46,7% dei giocatori online conosce siti di gioco legale, mentre l’11,7% conosce anche siti illegali, prevalentemente grazie al passaparola (28%). Ben il 50% dei giocatori di siti illegali ricerca personalmente le piattaforme sul web, ma il dato più grave che emerge da questo studio è che solo il 25% dei giocatori è consapevole dei rischi connessi al gioco illegale, contro il 53% degli intervistati.

Si tratta di percentuali altissime, se si pensa ai pericoli che connotano il gioco illegale, che non tutela in alcun modo l’utente, il quale non solo non riceve alcuna garanzia in termini di payout e di misure per la prevenzione contro il gioco patologico, ma potrebbe vedere sfumate le proprie vincite da un momento all’altro per la chiusura del sito da parte delle autorità.

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