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Giovani. Zanin: don Dorligh esempio di generosità come milite ignoto

Friuli Venezia Giulia

 

Intervento del presidente del Cr Fvg alla cerimonia di intitolazione del centro sociale di Medeuzza (Udine)

 MEDEUZZA (Udine), – Orgoglio e gratitudine. Sono stati questi i sentimenti espressi dal presidente del Consiglio
regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, in occasione della cerimonia di intitolazione alla memoria di don
Carlo Dorligh del centro sociale parrocchiale di Medeuzza (Udine).

Zanin, ospite del partecipato evento insieme al sindaco di San Giovanni al Natisone, Carlo Pali, al direttore dell’Agjenzie
regjonâl pe lenghe furlane – Agenzia regionale per la lingua friulana (Arlef), William Cisilino, e a monsignor Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine, ha preso la parola prima dello scoprimento della targa commemorativa avvolto da un clima di grande emozione.

“Orgoglio, perché rappresentare uomini di questo livello e di questo attaccamento al valore comune, alle tradizioni e ai grandi valori cristiani oltreché identitari – ha specificato – è un’attestazione dovuta in un’ottica di restituzione per la
gratitudine verso chi ha mantenuto nel tempo questi principi.

Gratitudine, perché è importante che le Istituzioni dicano grazie a chi ci ha aiutati a difendere la nostra autonomia e le nostre tradizioni, traghettandole verso una visione futura, innervate dentro il cuore, la passione e l’anima dei cittadini”.

“? questo lo sforzo importante per il quale dobbiamo dire grazie – ha aggiunto il presidente del Cr Fvg – a chi ha svolto per tanti anni la funzione di guida, di riferimento e di faro per una comunità, quale è stato don Carlo per Medeuzza”.

Il sindaco Pali, dal canto suo, ha voluto ricordare “la guida spirituale e umana che per 40 anni ha seguito passo dopo passo una realtà paesana coesa e vitale. Don Carlo non è stato solo il punto di riferimento, ma anche un valido insegnante, un grande appassionato di storia e tradizioni friulane, oltreché un friulanista stimato e apprezzato”.

Un ponte tra le vecchie e le nuove generazioni, così è stato anche definito don Dorligh, al quale è stato intitolato un
frequentato centro sociale che, insieme alla parrocchia, costituisce “il cuore della vita aggregativa di un paese che lui
ha saputo amare, seminando valori morali e civici. Un passo – ha precisato il primo cittadino – che assume un valore importante per l’intero territorio comunale a perenne memoria del suo amore incondizionato per tutti noi”.

“Ho voluto essere qui a rappresentare l’Assemblea legislativa regionale, massimo organo dell’autonomia della nostra regione, anche per testimoniare l’amore per la terra, la lingua e l’identità del nostro Friuli – ha sottolineato ancora Zanin – che don Carlo ha rappresentato per tanti anni, trasmettendo questo amore ai giovani con i quali si confrontava e per i quali ha svolto la funzione di docente, oltreché di guida spirituale per l’intera comunità”.

“Credo che questo sia un approccio di umiltà che le Istituzioni devono fare nei confronti del popolo. Proprio in questi giorni – ha rimarcato il presidente del Cr – stiamo festeggiando il centenario del Milite ignoto, soldato umile che viene
identificato come simbolo dell’unità della patria e di quel sacrificio generoso per cui una persona dona la propria vita per un bene superiore e comune. Proprio quando esempi negativi dove l’individualismo, il valore economico e l’egoismo sembrano dettare la linea, è invece doveroso rivolgersi verso esempi come quelli di don Carlo e del Milite ignoto”.

“Il sacrificio personale – ha concluso Zanin – in termini di vita, come ha fatto il Milite ignoto, o di passione, tempo,
dedizione e studio, come ha fatto don Carlo nei confronti di un bene comune possibile come la difesa della comunità, devono sempre essere sottolineati con grande attenzione, responsabilità e serietà anche dalle Istituzioni. Grazie dunque a chi, dal basso, ci ha indicato la via. Solo così possiamo recuperare quei valori in cui don Carlo credeva”. 


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