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Gli opposti che si incastrano alla perfezione. Intervista a Mia Another

Arte, Cultura & Società

A cura di Mariangela Cutrone

Dopo il successo di “Come petali di ciliegio” è tornata in libreria Mia Another con “Tokyo a Mezzanotte”, Newton Compton Editori, un altro emozionante romanzo ambientato in Giappone che terrà il lettore incollato sino all’ultima pagina. Una storia d’amore insolita quella che si instaura tra Hailey e Naoki con i loro stili di vita completamente diversi. Hailey è infatti una ragazza americana che decide di mollare tutto per trasferirsi a Tokyo dove vive già da tempo suo fratello. Mentre Naoki è un giovane imprenditore di successo che si trova ai vertici della Saito, l’impresa di famiglia nella quale Hailey viene assunta come stagista.

Appena giunta in Giappone Hailey scoprirà che suo fratello, informatico e sviluppatore di un’innovativa app non conduce “la bella vita” che racconta ai suoi familiari. Per portare avanti il suo progetto imprenditoriale si è indebitato con degli strozzini che non gli danno tregua. Motivata nell’aiutare suo fratello, Hailey decide di arrotondare il suo stipendio lavorando in un club notturno nel quale nelle vesti di hostess intrattiene imprenditori giapponesi in cerca di un po’ di svago dopo le loro lunghe ore lavorative.  La giovane ragazza americana scoprirà che tra i clienti di questo club vi è anche Naoki, il suo capo.

Nulla e come sembra. Imparando a conoscersi sotto diversi punti di vista, l’attrazione tra i due protagonisti sarà inevitabile e li condurrà verso un viaggio di esplorazione di due culture diverse, abitudini, ideali che sembrano opposti ma che si incastrano alla perfezione. Tutte le vicende sono ambientate in una Tokyo inedita che ammalia e fa venire voglia di cogliere la prima occasione per andare ad esplorarla. Da ciò si evince la preparazione dell’autrice sul mondo nipponico. Grazie a questo romanzo si ha infatti la possibilità di viaggiare “restando” a casa lasciandosi coccolare da una storia che trasuda passione e sensualità.

Mia Another con “Tokyo a mezzanotte” ci fa riflettere su certi incontri fatali e certe persone che ci fanno “sentire a casa” anche se siamo lontani da quelle che sono le nostre origini. Un romanzo che vale la pena leggere e che risveglia la propria parte sognatrice. Della passione per il mondo nipponico, di passione e precarietà sentimentale conversiamo piacevolmente con Mia Another in questa interessante intervista.

 

Quando e com’è nata questa fervida passione per il Giappone che traspare dalle pagine di questo secondo romanzo?

Credo che la curiosità iniziale sia nata quando ero bambina, per via dei miei cartoni animati preferiti, che venivano dal Giappone. Crescendo ho approfondito prima con fumetti, film e videogiochi, poi con romanzi di autori come Yoshimoto e Murakami, e infine documentari, testimonianze, un viaggio, e ancora tanti, tantissimi libri.

E l’ispirazione per la storia di questo libro?

Tokyo a mezzanotte è nato da una conversazione con la mia editor. Ci siamo sentite l’anno scorso, al termine del lockdown causato dalla pandemia, per parlare dei progetti futuri. Alla fine, abbiamo convenuto che, con il difficile periodo trascorso, sarebbe stato bello portare i lettori in viaggio verso un posto lontano, seppur senza muoversi da casa. Qualche ora di spensieratezza, di pausa dalla realtà, un viaggio di fantasia.

Tra le tematiche affrontate in “Tokyo a mezzanotte” vi è quella della precarietà, una condizione che accomuna molti giovani al giorno d’oggi. Quanto essa si ripercuote nella propria vita sentimentale secondo te?

Purtroppo, per quanto sia romantico pensare al detto “due cuori e una capanna”, temo che al giorno d’oggi la questione sia un po’ più complessa. Avere una stabilità economica ci offre i mezzi necessari per inseguire varie passioni, frequentare ambienti diversi e inevitabilmente conoscere più persone e comunicare con loro. Tuttavia, sono certa che le affinità, una volta scoperte, possano essere coltivate e approfondite anche in condizioni di precarietà, purché ci siano interesse e affetto reciproco.

Hai mai pensato come Hailey di mollare tutto per costruire la propria carriera all’estero?

Certo, e talvolta ancora ci penso, probabilmente ci penserò anche in futuro. E chissà, forse un giorno lo farò. Il mondo è pieno di angoli meravigliosi in cui fiorire.

Hailey e Naoki sono diversi sia caratterialmente sia per stile di vita. Gli opposti si attraggono?

Dipende. Mi piace pensare che gli opposti, più che attrarsi, si incastrino alla perfezione, rimediando alle proprie mancanze, sostenendo l’altro nelle sue debolezze grazie ai punti di forza soggettivi. Insomma, opposti, purché compatibili.

In “Tokyo a mezzanotte scrivi “Gli schermi impongono un velo di plastica che offusca la bellezza di troppe cose” Cosa ne pensi al riguardo?

Il nostro modo di vedere e vivere le cose è cambiato anche per via degli schermi, grandi o piccoli, ma non è detto che questo debba essere per forza un fattore negativo. Ogni nuova tecnologia diventa parte della nostra vita e la influenza, ma si tratta di imparare a padroneggiare gli strumenti per sfruttarli al meglio. Gli schermi, ad esempio, ci permettono di vedere molto più lontano e di immortalare la bellezza di un istante, di condividerla con il mondo, e arricchirlo grazie al nostro contributo, in un certo senso. È importante avere intenzioni positive ed equilibrio, e in tal senso, sia Naoki (che pronuncia quella frase), sia Hailey, sono ai due estremi. Sta al lettore trovare la via di mezzo tra i due.

Il tuo romanzo trasuda amore passionale. Che cos’ è per te la passione e che ruolo ha all’interno di una relazione sentimentale?

Mi rendo conto che questo è un controsenso, ma personalmente sono un tipo logico e analitico, poco passionale. Per questo, credo che la passione sia la scintilla che accende il fuoco, ma da sola non basta per tenere viva una relazione. Così come ogni focolare va alimentato, le relazioni devono essere nutrite costantemente con tutto ciò che serve a consolidarle: sostegno, rispetto reciproco, complicità, tolleranza.

Come scrittrice ti sei affermata agli esordi con l’auto- pubblicazione.  In base alla tua esperienza, quali consigli daresti ad una scrittrice che vuole emergere nel genere romance o new adult?

Consiglierei innanzitutto di non lanciarsi nel vuoto, ma di avere un’idea precisa di cosa si vuole fare, cosa si desidera trasmettere ai lettori, e di conseguenza capire come farlo e stabilire regole e routine. Studiare, approfondire, chiedere informazioni a persone più esperte, rivolgersi ai professionisti quando necessario, e leggere molto, anche generi diversi dai propri preferiti. E poi, ritengo doveroso raccomandare a chi muove i primi passi non mollare mai: è un cammino tutto in salita, all’inizio è tortuoso e si vedono solo gli ostacoli. Bisogna impegnarsi, continuare a migliorare, essere umili nell’apprendere ma sempre determinati. Non bisogna avere paura di procedere a piccoli passi, ma solo di rimanere fermi. Fortuna e forza di volontà sono buone alleate e faranno il resto.

A chi consigli la lettura del tuo libro?

A chi vuole scoprire un luogo nuovo e sentirsi un turista letterario. A chi ha voglia di evadere per qualche ora, immaginando un mondo più piccolo e più vicino di quanto sembri. Nei romanzi rosa, come Tokyo a mezzanotte, i protagonisti hanno sempre qualcuno che gli tende la mano e anche i problemi più insormontabili non fanno poi così paura. E forse è per questo che li leggiamo.

 


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