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Google e Apple hanno rimosso dagli store l’app di Navalny per le elezioni in Russia

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La funzione di “Smart Voting”  era quella di segnalare ai cittadini il candidato che, in ogni collegio, ha maggiori possibilità di battere Russia Unita, il partito di Putin. Il Cremlino plaude alla scelta delle big tech 

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©NATALIA KOLESNIKOVA / AFP – App Smart Voting creata dai sostenitori di Aleksei Navalny

AGI –  Il Cremlino ha accolto con favore la decisione di Google e Apple di rimuovere dai loro store online l’applicazione di voto “intelligente” sviluppata dai sostenitori di Aleksei Navalny, uno dei principali oppositori del governo del presidente Putin. La rimozione dell’app, la cui funzione è quella di segnalare ai sostenitori di Navalny il candidato che, in ogni collegio, ha maggiori possibilità di battere Russia Unita, il partito del presidente Putin, è arrivata in concomitanza con le elezioni parlamentari.

Le accuse di Mosca

La Russia aveva accusato Google e Apple di interferenze elettorali, chiedendo di rimuovere l’app, Smart Voting, dai loro store. “Le aziende hanno ceduto al ricatto del Cremlino, ha commentato l’alleato di Navalny in esilio, Leonid Volkov. “Abbiamo l’intero stato russo contro di noi e persino le grandi aziende tecnologiche”, ha denunciato su Telegram il team di Navalny, che alla vigilia del voto ha esortato gli elettori russi a sostenere i candidati del Partito Comunista.

© Ufficio stampa del Tribunale di Mosca/Sputnik/AFP
Alexei Navalny fa il suo ingresso in aula a Mosca

La decisione di rimuovere l’app di Navalny da Google Play e dall’App Store è una grande delusione, un atto di censura politica“. Lo scrive su Twitter Kira Yarmysh, portavoce di uno dei principali oppositori del governo di Vladimir Putin

All’inizio di agosto il ministero della Giustizia russo ha inserito nel registro delle organizzazioni vietate tre organizzazioni fondate da Navalny: la Fondazione Anti Corruzione, la Fondazione per la Protezione dei Diritti dei Cittadini e la rete degli uffici regionali, gia’ chiusi nei mesi precedenti per evitare ripercussioni legali ai loro dipendenti. Gli enti erano gia’ stati inseriti nell’elenco degli “agenti stranieri” e delle “organizzazioni estremiste”.


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