“Hyperpop” è l’EP di debutto degli Yoko

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La band più rivoluzionaria del panorama musicale italiano

L’originalità autorale e la stravaganza compositiva degli YOKO tornano a regalare energia e grinta in “Hyperpop” (The Bluestone Records/Talentoliquido/Believe Digital), il loro primo EP.

Ascolta su Spotify.

A poco più di un mese dalla pubblicazione – e dal successo – del singolo di debutto “Tra Melbourne e Tiburtina”, brano rilasciato lo scorso 03 Dicembre ed entrato di diritto nelle più ambite playlist dei principali digital store, la band dall’animo punk rock e dalle mille sfumature capaci di tingere l’arcobaleno sonoro dall’indie al metal all’elettronica, dona al pubblico uno scrigno, ornato dalla maestria della producer capitolina Reb the prod, che racchiude quattro gemme preziose, frutto del perfetto connubio tra storia e sperimentazione.

Dalla già edita riflessiva traccia sopracitata al suggestivo “Danny Glover” – che omaggia l’attore ed attivista statunitense ed, in perfetto stile YOKO, contrappone una produzione armoniosa e delicata ad un testo dal forte impatto emotivo, magicamente intriso di riferimenti al passato, tra ironia e malinconia, in un’emozionante antitesi che cattura sin dal primo ascolto -, passando per l’incalzante “Canzone per l’Ecuador”, il progetto si apre con “Make Up Artist”, una release accattivante ed intensa al tempo steso, che il gruppo racconta con queste parole:

«Il pezzo è nato da un’idea di Mario, il nostro chitarrista: aveva in mente un ritornello più o meno definito, sul quale tutti abbiamo lavorato con entusiasmo, sviluppando così la strofa e le varie sezioni, giungendo poi all’arrangiamento e al prodotto finito, così come oggi potete ascoltarlo».

 

Il testo del singolo, scritto a quattro mani dallo stesso Mario Gennari con il contributo della creatività autorale del frontman Tiziano Capponi, intreccia le esperienze personali dei due autori, entrambi reduci da una relazione tossica e disfunzionale con due professioniste del settore estetico – da qui la scelta del titolo -, attraverso un’incredibile sequenza di immagini incisive ed emblematiche – «il mio cane torna con un cuore in bocca, sembra il mio, sembra il tuo»; «ricordo il tuo sguardo, come un uragano» -, che danno vita ad uno storytelling sentimentale originale e rocambolesco, un ensemble di nostalgia, pungente umorismo, amore e disillusione.

Un pezzo per dimenticare ma ricordare al contempo, perché è solo lasciandosi alle spalle rapporti nocivi e asfissianti che è possibile rinfrancare la fiducia in se stessi, recidendo legami opprimenti e allontanandosi da coloro che celano la propria essenza dietro alibi e maschere – «ti riconosco, sei sempre più truccata» -.

Grazie all’eccellente capacità interpretativa di Tiziano, alla sua vocalità energica e vibrante e all’innovativo patchwork musicale tra rock, punk, pop, indie ed elettronica, “Make Up Artist”, inizialmente concepita come una ballad acustica chitarra e voce, è un vero e proprio pezzo up-temo, in grado di fondere il ritmo frenetico, aggressivo e travolgente del sound – richiamo simbolico al tumulto del cuore -, alla delicatezza di un testo che, attraverso riuscite analogie e vivide illustrazioni, descrive perfettamente il percorso di rinascita dopo la fine di una relazione, narrando, dapprima una condizione di sofferenza e delusione e sfociando, infine in un frizzante e sentito grido liberatorio.

“Hyperpop”, interamente prodotto dalla stessa band, con mix e master a cura di Andrea Mattia del S.A.M. Recording Studio di Roma e registrato negli studi di The Bluestone Records, segna l’ascesa degli YOKO, mettendo in luce la loro versatilità comunicativa e riconfermandoli come una delle migliori e più innovative proposte del panorama indie-rock italiano.

 

 

Biografia.
La sana follia di Valentino Puccio, la penna raffinata e popolare di Tiziano Capponi, l’anima al miele metal di Marco Marcatili ed il romantic groove di Mario Gennari: in una parola, YOKO. La band, nata a Roma nel 2018, si inserisce in punta di piedi nell’impetuosa corrente punk-rock nazionale, ma, anziché seguirla, la risale e la inverte. Eclettici, stravaganti, riflessivi e istintivi al tempo stesso, regalano al pubblico un suggestivo tocco personale, in uno strabiliante patchwork sonoro, un’incredibile antitesi di mente e cuore che, proprio come lo Yin e lo Yang, si amalgama e coesiste alla perfezione. Un’inaspettata sorpresa per le orecchie ed una travolgente carezza per l’anima.

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