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I 5 Paesi più colpiti dal blocco del grano

Mondo

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alle ore: 04:58

Per l’Onu la guerra in Ucraina potrebbe aumentare di 47 milioni il numero di persone che affrontano un’insicurezza alimentare acuta quest’anno.

di Brahim Maarad

© Nina Liashonok/UKRINFORM/SIPA / AGF – Piantagioni di grano

 

AGI – Secondo le Nazioni unite, la guerra in Ucraina potrebbe aumentare di 47 milioni il numero di persone che affrontano un’insicurezza alimentare acuta quest’anno. L’accordo firmato tra Russia e Ucraina, facilitato da Onu e Turchia, ha lo scopo di mitigare la crisi, ma non è chiaro quanto rapidamente ed efficacemente si tradurrà in grano che lascerà i porti ucraini e raggiungerà le persone affamate. Il Washington Post ha stilato una lista dei cinque Paesi già pesantemente colpiti dalla carenza di grano: Nigeria, Somalia, Etiopia, Egitto e Yemen.

NIGERIA

La Nigeria, il Paese piu’ popoloso dell’Africa, dipende fortemente dal grano importato. Costituisce una grande parte della dieta, ma solo l’1% del grano consumato annualmente viene prodotto a livello nazionale. Circa il 43 per cento dei nigeriani vive al di sotto della soglia di povertà. La malnutrizione e l’insicurezza alimentare hanno frenato la crescita di oltre un terzo dei bambini di età inferiore ai 5 anni, secondo le statistiche del governo datate 2018. La guerra in Ucraina ha aggravato altri fattori che alimentano la fame, tra cui un’insurrezione nel nord-est e una previsione di precipitazioni al di sotto della media nella cintura centrale del paese e nelle regioni meridionali. La Nigeria era tra una manciata di nazioni classificate al livello di allerta piu’ alto nell’ultimo rapporto delle Nazioni unite “Hunger Hotspots”. Quest’anno, il numero di persone in Nigeria incluse nella categoria “emergenza” nel sistema internazionale di classificazione dell’insicurezza alimentare dovrebbe raggiungere quasi 1,2 milioni tra giugno e agosto.

SOMALIA ED ETIOPIA

Somalia ed Etiopia affrontano una combinazione letale di cambiamenti climatici, conflitti e aumento dei prezzi dei generi alimentari. Insieme al Kenya, i due Paesi sono nel mezzo della peggiore siccità degli ultimi quattro decenni. Secondo le Nazioni unite, piu’ di 18,4 milioni di persone in Somalia, Etiopia e Kenya affrontano una grave insicurezza alimentare. La Somalia fa affidamento su Russia e Ucraina per oltre il 90% delle sue importazioni di grano. Inoltre i conflitti interni complicano ulteriormente l’accesso al cibo. In Somalia, i combattimenti tra il governo e i militanti di al-Shabab legati ad al-Qaeda continuano a provocare lo sfollamento. In Etiopia, dal 2020 il governo del primo ministro Abiy Ahmed combatte i ribelli della regione settentrionale del Tigray. Secondo le Nazioni unite, piu’ di 9 milioni di persone hanno bisogno di aiuti alimentari a causa della guerra e centinaia di migliaia erano sull’orlo della carestia durante alcuni periodi. La guerra in Ucraina ha contribuito all’impennata dei prezzi dei generi alimentari anche in Etiopia. I gruppi umanitari hanno segnalato una “massiccia carenza” di pane e olio. Anche Somalia ed Etiopia rientrano nella categoria di allerta piu’ alta delle Nazioni unite in cui alcune popolazioni sono “identificate o destinate a subire la fame o la morte”. Piu’ di 80 mila persone in Somalia potrebbero affrontare queste condizioni quest’anno, secondo le proiezioni dell’Onu. I bambini stanno già morendo di malnutrizione e quasi 2 milioni in Etiopia, Kenya e Somalia hanno bisogno di assistenza urgente. Piu’ di mezzo milione di somali sono fuggiti dalle loro case in cerca di cibo nel primo trimestre di quest’anno.

EGITTO

La regione del Medio Oriente e del Nord Africa è particolarmente colpita dal conflitto a causa della sua vicinanza al Mar Nero. Inoltre la pandemia di Covid aveva già causato un aumento della fame nella regione del 25%. Gli analisti si attengono un ulteriore aumento del 10-12%. L’Egitto è il piu’ grande importatore mondiale di grano. E la Russia e l’Ucraina insieme gli fornivano oltre l’80% delle importazioni. La tradizionale focaccia “baladi” è la spina dorsale della dieta egiziana e il governo sovvenziona il pane a oltre 70 milioni dei circa 102 milioni di egiziani.

La carestina non è un problema diretto per l’Egitto ma le preoccupazioni ruotano attorno al costo per il governo di mantenere i propri programmi di sicurezza sociale e scongiurare il rischio d’instabilità politica. I prezzi elevati dei generi alimentari sono stati tra i problemi economici che hanno contribuito allo scoppio delle rivoluzioni della Primavera araba del 2011.

E l’aumento dei prezzi che ha colpito il pane e altri beni in Egitto negli anni ’70 ha scatenato rivolte che hanno spinto il governo a invertire rapidamente la rotta. Per evitare il malcontento, il governo ha cercato nuovi fornitori di grano, ha anticipato la stagione del raccolto e ha cercato fondi dall’Arabia Saudita e dall’Fmi per aiutare a finanziare i suoi sussidi per il pane, ha riferito il Wall Street Journal.

Il governo ha mantenuto i sussidi per il pane ma ha aggiunto condizioni piu’ severe per l’ammissibilità al contenimento della spesa. Inoltre, secondo il Wsj, pone limiti all’importo che i venditori possono addebitare per il pane baladi non sovvenzionato, quindi i panifici e i venditori di pane stanno sopportando il peso maggiore dell’aumento dei prezzi globali del grano. La Banca Mondiale ha approvato un prestito di 500 milioni di dollari a fine giugno per sostenere gli sforzi dell’Egitto per garantire che le famiglie povere e vulnerabili possano accedere al pane. I fondi andranno anche a modifiche delle politiche di sicurezza alimentare.

YEMEN

Il Programma alimentare mondiale (Wfp) forniva già cibo a 13 milioni di persone nello Yemen, dove la lunga guerra civile ha fatto salire i prezzi di cibo e carburante e causato una diffusa crisi alimentare. Il Wfp in genere acquista metà del grano per la sua assistenza alimentare globale dall’Ucraina. In un momento in cui piu’ persone in tutto il mondo hanno bisogno di aiuto, il costo per fornirlo è aumentato, lascian(AGI)Bra

 

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