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I mercati ‘bocciano’ il mega piano di Truss

Economia & Finanza

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I rendimenti dei titoli di Stato britannici hanno registrato la maggiore impennata in un giorno da 13 anni a questa parte, la sterlina è scivolata a un nuovo minimo di 37 anni rispetto al dollaro e l’azionario ha toccato i minimi da due mesi.

di Ivana Pisciotta

© Ben STANSALL / AFP
– Operatore finanziario a Londra

 

AGI – I mercati non hanno per niente apprezzato il mega piano di stimoli del governo inglese in parte perché, spiegano alcuni analisti, hanno già prezzato i tagli alle tasse annunciati dal premier Truss ma soprattutto perché sono più preoccupati per la recessione imminente.

Fatto sta che oggi che si è alzato il sipario sui dettagli delle misure, i rendimenti dei titoli di Stato britannici hanno registrato la maggiore impennata in un giorno da 13 anni a questa parte, la sterlina è scivolata a un nuovo minimo di 37 anni rispetto al dollaro e l’azionario ha toccato i minimi da due mesi.

Il pacchetto, che si stima costerà 45 miliardi di sterline prevede tagli alle imposte sul reddito, una riduzione delle tasse sugli immobili, acquisti esenti da Iva per i visitatori stranieri e l’eliminazione di un previsto aumento dell’imposta sulle società per dare una spinta alle famiglie e alle imprese.

La sterlina ha inizialmente registrato un lieve rialzo dopo il discorso di Kwarteng, per poi crollare. La divisa britannica è scesa dell’1,36% rispetto al dollaro a 1,1106, un nuovo minimo dal 1985.

L’indice Ftse 100 è sceso dell’1,3%, toccando il livello più basso dal 15 luglio, ma le azioni dei costruttori edili britannici sono salite dopo che Kwarteng ha annunciato modifiche all’imposta di registro sugli immobili.

I tassi dei rendimenti dei titoli si sono impennati a 3,7995%, in progresso dell’8,71%.

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