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I tirocinanti dell’Avviso 22/10 della Regione Sicilia

Attualità & Cronaca

Riceviamo e pubblichiamo

Sicilia, terra di sole, cultura e buon cibo, non manca niente se non proprio ciò di cui l’uomo ha più necessità, il lavoro.

Nel 2018, la regione Sicilia per alleviare questa problematica pubblica un bando chiamato avviso 22/18. Tale bando garantiva un percorso lavorativo che poteva andare dai sei ai dodici mesi con un pagamento bimestrale di €1000,00.

Sembrava uno spiraglio di luce per quelle 6000 persone che sono riuscite ad accedere al bando.

Peccato però che per ogni storia che comincia bene non sempre si cela un lieto fine.

I mesi passavano lentamente e i tirocinanti con dedizione portavano al termine le sei ore lavorative giornaliere svolte all’interno di aziende che erano state assegnate precedentemente dagli enti promotori, ma dei pagamenti non vi era traccia e nessuno era in grado di fornire delle spiegazioni a riguardo.

A sollevare il caso, dopo aver riunito attraverso i social i vari tirocinanti è stato Oreste Lauria, anche lui ex tirocinante dell’avviso 22 e successivamente divenuto portavoce. 

Grazie al signor Lauria la notizia è arrivata a molte testate giornalistiche, anche striscia la notizia è scesa in campo con ben due servizi fatti rispettivamente a febbraio e novembre del 2020, ma questo non ha portato i frutti sperati. 

Ma non solo, sono anche state fatte due audizioni e una richiesta di interrogazione parlamentare nel novembre 2020, ma ad oggi questa non è ancora entrata in aula per poterne discutere.

Nonostante tutto i tirocinanti sostenuti da Oreste Lauria non si sono mai arresi e per questo decidono di scendere a Palermo per una protesta  civile.

Anche il presidente della regione Sicilia Nello Musumeci è stato informato di questa situazione direttamente da una lettera scritta dal signor Lauria, in buona fede il presidente ha lasciato i propri cittadini con la promessa di una risposta imminente che però non è mai arrivata.

Quello che oggi in molti si stanno chiedendo è che cosa avrà potuto creare questo rallentamento nei pagamenti visto che i fondi sono stati stanziati dall’Unione Europea prima che cominciassero i tirocini e più di 1000 tirocinanti non ha ancora ricevuto neppure un acconto.

Le colpe vengono attribuite ad un sistema farraginoso o agli enti promotori che non hanno saputo svolgere il loro lavoro in fase iniziale, quindi se una pratica non risulta idonea il tirocinante non potrà ricevere la somma che gli spetta.

Proprio in merito a questo il 7 settembre del 2021 è stata emessa una circolare dall’assessorato al lavoro dove si fa sapere che è un diritto del tirocinante vedere lo stato della propria pratica e sapere se si sono riscontrate delle anomalie e quindi poterle risolvere.

Nel mentre sono trascorsi 2 anni e visto che oltre al danno c’è stata anche la beffa perché le aziende dove sono stati svolti i tirocini non sembrano interessati ad assumere non resta che sperare e continuare a lottare per ciò che queste persone meritano di diritto.

Ricordiamo inoltre che le elezioni per la presidenza della regione Sicilia sono sempre più vicine e Musumeci pronto a ricandidarsi dovrà tenersi pronto a trovare dei voti in meno nelle sue tasche. 

Syria Soccorso 


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