fbpx

Il Calcio si svilisce “plusvalendo”

Indagine sul “dietro le quinte del pallone” svela riciclaggi di milioni di euro, conflitti di interesse e corruzione di società nelle compravendite. Sotto la lente grossi nomi di 11 squadre e noti procuratori

Sport & Motori

Pubblicato da:

alle ore: 09:00

Le principali testate nazionali sportive – e non – gridano allo scandalo in queste ore se si parla di Calcio, in particolare di calciomercato. Molte di esse hanno recentemente titolato l’inchiesta aperta sull’ipotetica evasione fiscale di circa 60-70 milioni di euro, ricordando come la Guardia di Finanza abbia da poco perquisito le sedi legali di 11 squadre di serie A e di serie B alla ricerca di presunti illeciti sportivi, amministrativi e penali commessi tra dirigenze dei club, procuratori ed agenti sportivi (tra tutti Ramadani e Chiodi) in occasione delle operazioni di rinnovo e compravendita – talvolta inspiegabilmente multipla – di alcuni giocatori.

“Esterovestizione” e plusvalenze: società e calciatori come pedine sotto scacco di magnati

In questi giorni l’attenzione degli inquirenti della Procura di Milano (il PM Giovanni Polizzi e il Procuratore aggiunto Maurizio Romanelli) sarebbe tutta concentrata sulle eventuali irregolarità perpetrate attraverso un sistema di “esterovestizione” (cfr. la pagina del sito de Il Corriere dello Sport del 14/12/2021) delle 11 società coinvolte (ma non attualmente indagate) nella “vicenda plusvalenze”: Juventus, Torino, Milan, Inter, Verona, Spal, Fiorentina, Cagliari, Roma, Napoli e Frosinone hanno dovuto forzosamente aprire le porte al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza che, alla ricerca di ipotesi di reato per riciclaggio, autoriciclaggio ed omissione in atto pubblico, avrebbe sequestrando documenti e materiale archiviato su supporti cartacei ed informatici e si starebbe focalizzando sui contratti siglati tra i club e Fali Ramadani – uno tra i cinque più potenti procuratori al mondo, di origini macedoni – e riguardanti calciatori celebri del calibro di F. Chiesa, M. Pjanic, S. Handanovic, K. Koulibaly, A. Rebic, N. Kalinic, K. Butic e l’allenatore Maurizio Sarri.

Altarini ben noti ma tenuti troppo a lungo coperti

E di scandalo effettivamente si tratta, ma non di recente scoperta.
Il mese scorso infatti Report aveva messo in onda su Rai3 l’inchiesta “Febbre a 90, di Daniele Autieri, dove si sottolineava come gli interessi trasversali che si muovono dietro al mondo del calcio riguardassero alla lunga anche la politica – quella serba, nello specifico caso dell’attaccante della Fiorentina D. Vlahovic – e come si fosse dovuti arrivare – questa volta in Italia – a “schierare in campo” la Covisoc (Commissione di vigilanza sulle società professionistiche secondo la quale «esiste un concreto rischio che eventuali situazioni di default abbiano a verificarsi a campionato in corso») in questa partita delle “plusvalenze a specchio” giocata tra procuratori, dirigenze sportive, presidenti – vedi lo juventino A. Agnelli indagato a Torino o le esternazioni del fiorentino R. Commisso contro i “ricatti” degli agenti sportivi – ed Agenzia delle Entrate: un match il cui premio in palio è stato troppo spesso il ripiano di debiti e bilanci a scapito, sembrerebbe, di stipendi e servizi tributari e pensionistici degli stessi campioni del pallone.

“Febbre a 90”, da buon servizio giornalistico, era arrivata a “solleticare” addirittura la Federcalcio (alla quale sarebbe stata indirizzata una lettera della Covisoc che lamentava presunte mancate mensilità ai calciatori, probabili debiti IVA del Chievo Verona nel 2018 e discutibile lentezza di della Procura Federale nell’indagare su 62 trasferimenti “sospetti” di giocatori): a tutela della propria onorabilità ed in risposta alla Redazione di Rai3 la FIGC ha voluto successivamente sottolineare il proprio punto di vista divergente su vari temi in questione, quali la “proficua interlocuzione” avuta in più occasioni con la Covisoc, la discussione in merito alle plusvalenze aperta nella riunione del Consiglio Federale di maggio 2021, i termini di scadenza federale rispettati da tutti i club calcistici sugli emolumenti ai giocatori e i 15 giudizi espressi da organi di giustizia esofederali (Collegio di Garanzia dello Sport, Tribunale Amministrativo del Lazio e Consiglio di Stato) sul “caso Chievo”, riportando infine le parole del Procuratore Federale G. Chinè.

Pare che la Covisoc, a sua volta, abbia ribadito con una seconda lettera – questa volta inviata a Report – i propri dubbi su alcuni fenomeni di “dopaggio amministrativo”, su una mancata mensilità mai pagata da quasi tutti i club di serie A ai propri tesserati, sulle colpe dei debiti IVA nel “caso Chievo” e sulla mancanza di provvedimenti sportivi nei confronti delle squadre coinvolte nella “vicenda plusvalenze”. Proprio nei confronti della FIGC quindi è scattato il cartellino giallo: la Covisoc, in qualità di «organo tecnico di controllo, incaricato da statuto di monitorare la situazione economico-finanziaria dei club di calcio», ha specificato nell’epistola la scarsa prevenzione federale di certi accadimenti che, se trascurati, non contribuirebbero più all’assioma secondo cui – da qui il titolo dell’articolo – «chi vince sul campo dovrebbe sempre essere il vincitore senza che quel risultato possa a posteriori essere rimesso in discussione a causa di vicende che nulla hanno a che vedere con quanto accade sul campo».

Il “profondo rosso” resta un dato di fatto

Sfumata la bizzarra idea della Super Lega tra le squadre migliori (e più ricche) d’Europa restano i conti in rosso, in “profondo rosso”…
Pare infatti che – ad eccezione del Napoli – tutte le società di serie A soffrano di voraginose condizioni finanziarie, buchi in bilancio che la pandemia di Co.Vi.d-19 (o presunta tale) ha contribuito ad allargare: indice di affari, ritenuti più o meno insani, tra procuratori e dirigenze dei club di massima serie sono i 140 milioni di euro pagati agli agenti sportivi come diritti di intermediazione dalle squadre di serie A (cfr. l’inchiesta di ReportSplendori e miserie dei signori del calcio” in onda su Rai3 nel giugno del 2021, sempre di Daniele Autieri), soldi che adesso mancano e che vengono ricercati attraverso indagini su possibili riciclaggi, conflitti di interesse e corruzioni, in un rettangolo di gioco dove – eventualmente – anche alcune associazioni mafiose potrebbero entrare a far gol.

D’altronde l’Italia Campione d’Europa 2021 è anche la terra dei processi per doping, Calciopoli ed Infront (lottizzazione dei diritti televisivi), svariate vicende del passato che contribuirono a spronare la squadra nazionale in una lotta al riscatto culminata nella vittoria dei Mondiali del 2006.
Chissà che le plusvalenze non aiutino in Qatar quindi: “lo scopriremo solo vivendo” ed… arrivandoci.

Antonio Quarta

Redazione Il Corriere Nazionale

Corriere di Puglia e Lucania

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Traduci

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

Facebook
Twitter
Instagram
YouTube