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“Il caos dentro”: a Napoli la vita e l’arte di Frida Kahlo

Arte, Cultura & Società

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alle ore: 22:00

Mostre

Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l’Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo “Speciale mostre” è un viaggio tra capolavori, opere d’avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all’arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Palazzo Fondi a Napoli ospiterà la prima mostra interattiva su Frida Kahlo dal titolo “Frida Kahlo – Il Caos Dentro”, organizzata da Navigare S.r.l. e in programma dall’11 settembre al 9 gennaio 2022. La mostra è curata da Milagros Ancheita, Alejandra Matiz, Maria Rosso, Antonio Arévalo e realizzata con il supporto del Consolato messicano, della Camera di Commercio italiana in Messico, della Fondazione Leo Matiz, del Banco del Messico, della Galleria messicana Oscar Roman, del Detroit Institute of Arts e del Museo Estudio Diego Rivera y Frida Kahlo. L’esposizione è arricchita da una sala in 10D che utilizzerà effetti speciali sonori e tattili durante la proiezione tridimensionale del film di animazione “Frida Kahlo – Il Viaggio” (DNArtTheMovie). Tra le attrazioni della mostra trovano spazio le immagini in movimento, come il celebre “Autoritratto con Bonito” del 1941, il racconto delle diverse fasi della sua vita attraverso la ricostruzione di alcuni ambienti di Casa Azul dove Frida visse e numerosi materiali provenienti da collezioni pubbliche e private, tra cui lettere e pagine di diario, murales, francobolli e opere celebrative, video, abiti, accessori e gioielli. Non ultime, poi, le centinaia di fotografie con cui Leo Matiz immortalò la giovane amica Frida. Di particolare rilievo anche le opere di Diego Rivera, sposo di Frida, ampiamente presente nella mostra. Infine, per la prima volta, la mostra rende visibili al pubblico sei litografie acquerellate proprietà di un gallerista di Città del Messico.

LA PINACOTECA DI BRERA RIAPRE E IL VISITATORE DIVENTA SOCIO

Dal 4 maggio la Pinacoteca di Brera aprirà di nuovo le sue porte al pubblico con una novità: non si acquisterà un normale biglietto ma la tessera nominale BreraCARD, che dà diritto a visitare le sale del museo fisico e ad accedere per un anno alle stanze del museo virtuale Brera Plus+. Inoltre, sarà possibile acquistare a costo zero la temporary card degli Amici di Brera e ritornare al museo gratuitamente un numero illimitato di volte per tre mesi. L’Associazione Temporanea di Imprese, che dal 4 maggio affiancherà la Pinacoteca e che ha riassorbito il personale di biglietteria in servizio a Brera grazie alla clausola sociale voluta dal museo, è composta da realtà imprenditoriali attive da anni nel settore: Opera Laboratori Fiorentini, Civita Mostre e Musei, TicketOne Sistemi Culturali e Marsilio Editori. Dall’inizio della pandemia, nel rispetto delle disposizioni ministeriali, il museo è stato costretto a chiudere in tre occasioni (marzo 2020, novembre 2020, febbraio 2021). Tuttavia, non è mai stato interrotto il dialogo con i visitatori, grazie a una potenziata proposta online e alla grande innovazione rappresentata da Brera Plus+. “Con questa nuova riapertura, dopo lunghi mesi, facciamo un altro passo verso la normalità. Ma non verso la normalità di prima, ma una normalità post-Covid che prevede nuovi modi di agire, interagire, lavorare e pensare – dichiara James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Nazionale Braidense – Il biglietto in questa visione appartiene al passato, così come il visitatore. Nel mondo post-Covid, senza voler ricreare una dipendenza fragile dal turismo di massa, il nostro impegno è nei confronti della comunità: il biglietto diventa una tessera e il visitatore un socio che fa parte della comunità braidense. Il museo si trasforma, come voleva Franco Russoli, in un ‘luogo d’impegno’, che affianca il cittadino dalla nascita alla morte. Così esprimiamo la nostra doppia missione: Brera nel cuore della città, l’utente al centro di Brera”.

FIRENZE: AL MUSEO GALILEO PER SCOPRIRE LA SCIENZA ANTICA

Il Museo Galileo di Firenze torna ad accogliere i visitatori con visite guidate gratuite per gruppi di dieci persone a partire dal 4 maggio e per tutto il resto del mese, offrendo l’occasione di ammirare gli strumenti scientifici antichi delle proprie collezioni, in attesa della regolare riapertura. Gli operatori museali guideranno i visitatori alla scoperta delle raccolte medicee e lorenesi, raccontando la storia delle collezioni e presentando esperimenti pratici sul vuoto e dimostrazioni di elettrostatica e fisica, grazie a repliche degli strumenti originali. “Visto il successo della parziale riapertura dello scorso febbraio – ha dichiarato Filippo Camerota, vicedirettore e responsabile delle collezioni – riprendiamo il progetto di affidare alla cultura la ripresa delle attività sociali fortemente limitate dall’emergenza sanitaria, accompagnando i visitatori alla scoperta, o riscoperta, delle collezioni scientifiche granducali”.

MILANO: BIBLIOTECA RESTAURATA PER IL MUSEO BAGATTI VALSECCHI

Dal 6 maggio il Museo Bagatti Valsecchi di Milano, dopo il periodo di chiusura imposto dalle restrizioni dovute alla pandemia, riaprirà le sue sale al pubblico con orari più estesi nel fine settimana e con la decorazione pittorica della Biblioteca restaurata dallo Studio Carlotta Beccaria & Co, grazie al Fondo Monti di Italia Nostra. Grazie a questo restauro, si torna a godere pienamente della bellezza della Biblioteca, dove tutti gli oggetti sono stati lasciati nella loro collocazione originaria, a cominciare dalla preziosa coppia di globi del 1579. La decorazione pittorica si ispira a un importante luogo della Milano rinascimentale: la sala capitolare di Santa Maria della Passione affrescata con un monumentale ciclo pittorico di Ambrogio Bergognone. L’intera decorazione fu realizzata nel 1887 da Luigi Cavenaghi, apprezzato artista e abile restauratore, specializzato nell’imitare l’arte del passato e proprio per questo chiamato dai fratelli Bagatti Valsecchi. “Durante i mesi di chiusura la nostra casa museo ha lavorato per la programmazione delle prossime stagioni, con la volontà di affermare sempre di più la sua essenza di dimora storica, concetto espresso anche nel nuovo payoff ‘Una casa da raccontare'” afferma la presidente Camilla Bagatti Valsecchi. “Prima del restauro, la decorazione della Biblioteca appariva seriamente compromessa – racconta la conservatrice del museo Lucia Pini – a rivelarsi problematici furono infatti già alcuni materiali impiegati nel XIX secolo poiché, non permettendo la regolare traspirazione della muratura, avevano portato alla massiccia formazione di sali. Questi ultimi, spingendo al di sotto dello strato più superficiale dell’intonaco, avevano provocato negli anni il rigonfiamento e addirittura il distacco di ampie parti della decorazione pittorica. Ripetuti impacchi per la rimozione dei sali e piccole iniezioni di calce per consolidare le zone a rischio hanno preceduto l’integrazione pittorica delle parti perdute, che è stata realizzata con colori reversibili e mappata con precisone”.

ROMA: PALAZZO BARBERINI PROROGA LE MOSTRE FINO AL 4 LUGLIO

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma hanno prorogato fino al 4 luglio le mostre “Plasmare l’idea. Pierre-Étienne Monnot, Carlo Maratti e il monumento Odescalchi” e “La Cananea restaurata. Nuove scoperte su Mattia e Gregorio Preti” in corso a Palazzo Barberini. “Plasmare l’idea. Pierre-Étienne Monnot, Carlo Maratti e il monumento Odescalchi” è una mostra a cura di Maurizia Cicconi, Paola Nicita e Yuri Primarosa che celebra l’acquisto da parte dello stato italiano del grande modello per il monumento funebre di papa Innocenzo XI in San Pietro in Vaticano dalla famiglia Odescalchi, opera eseguita attorno al 1695-1697 da Pierre-Étienne Monnot. In mostra altre 10 opere tra cui la serie di apostoli realizzata da Andrea Sacchi e Carlo Maratti, che testimoniano l’influenza esercitata dalle opere di Carlo Maratti sulle scelte iconografiche di Pierre-Étienne Monnot. “La Cananea restaurata. Nuove scoperte su Mattia e Gregorio Preti” è, invece, una mostra a cura di Alessandro Cosma e Yuri Primarosa. Si tratta di un progetto incentrato sulla grande tela raffigurante “Cristo e la Cananea” di Mattia Preti, restaurata dal laboratorio delle Gallerie Nazionali. Accanto a questo dipinto saranno esposti alcuni quadri di grande formato eseguiti autonomamente o a quattro mani dai fratelli Gregorio e Mattia Preti nella seconda metà del ‘600. (9Colonne)


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