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Il compositore Bulgaro Dimitri Atanasov

Marche

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alle ore: 08:51

Il conservatorio statale Rossini ha fatto molto passi avanti nel processo di internazionalizzazione: numerosi studenti stranieri, prestigiosi docenti esteri, concerti in diversi paesi, scambi culturali. Ed anche un ruolo non secondario nel riconoscimento da arte dell’UNESCO di  “Pesaro città della Musica” e nella scelta di “Pesaro capitale della cultura 2024”. Ma sono traguardi che vengono da lontano.

Fu il direttore Pietro Mascagni a lanciare in Europa l’allora Liceo Musicale Rossini ed i suoi musicisti. Come allievi dall’Europa vennero “ a lezione” dal celebre Maestro. Così il bulgaro Georgi Atanasov, che dopo studi in patria, si laureò in composizione con Pietro Mascagni nel 1903. Ed in suo ricordo il consiglio di amministrazione del conservatorio,  presieduto dall’avvocato Salvatore Giordano, in raccordo con i comune di Pesaro,  ha deliberato la intitolazione di un’aula dell’Istituto. E sarà proprio Giordano ad aprire i lavori del convegno sul compositore bulgaro di cui parlerà ampiamente la professoressa Silvia Dimitrova mentre recheranno i  rispettivi saluti il vicesindaco Daniele Vimini ed il console generale della repubblica di Bulgaria a Milano Tanya Dimitrova.

Il presidente del consiglio comunale Marco Perugini, molto attivo nel promuovere l’evento, concluderà il convegno. Pesaro  ha forti motivi per ricordare ed onorare  questo suo “allievo”. Compositore e direttore d’orchestra, “fondò” l’opera in Bulgaria che prima li lui non aveva conosciuto questo genere di musica. E le opere furono la sua passione: ne compose sette. Atanasov si dimostrò anche celebre direttore d’orchestra. I suoi concerti eseguirono per la prima volta in Bulgaria le opere di Ludwig van BeethovenCarl Maria von WeberWolfgang Amadeus MozartJohann Sebastian Bach. Diresse bande militari e fu direttore della banda dell’Orchestra delle guardie a Sofia e della scuola militare, oltre che dell’Opera nazionale di Sofia.

Nato a Plovdiv, deliziosa città che conosco per avervi soggiornato, peraltro “capitale europea della cultura 2019”, Atanasov affrontò fin da piccolo le difficoltà della vita, che per lui fu assai avara essendo venuta meno dopo una grave malattia, in Italia a Fasano del Garda, quando non aveva raggiunto neppure i cinquant’anni.

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