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Il Gargano, non solo Vieste e Peschici ma anche Rodi!

Puglia

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alle ore: 04:48

In estate c’è un angolo di Puglia in cui val la pena trascorrere alcuni giorni sul Gargano Rodi Garganico, piccolo comune insignito del titolo di città dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2010. Siamo sul tacco dello stivale e viene chiamata la città verticale perché la sua urbanistica si estende in altezza e discende a picco sul mare.

Ma andiamo per gradi, perché la zona della provincia di Foggia viene così denominata? Il nome Garganus deriva dalla radice indo-europea gar- che si riferisce a gola, cavità, grotta, inghiottitoio, cumulo di pietre, mentre la terminazione in ganus richiama un antico nome o aggettivo. La presenza dell’uomo sul Gargano risale all’età paleolitica, 40.000 anni fa. A testimoniarlo sono stati il ritrovamento di pitture …

Gargan dio silvestre è figlio di Belenos. Gargan è anche il pino con il quale Merlino è in stretto rapporto nella leggenda , al punto di essere considerato il progenitore del Garganatua di Rabelais << Jacques Brossé – Mitologia degli Alberi – p. 164>>. I Romani identificarono indistintamente con Apollo, dio solare, una schiera di differenti divinità galliche tra cui, in particolare, Belenos.

Ed infatti per i Galli la loro divinità <<Henri Dontenville – Mythologie française>> era un essere che era Padre e Figlio a un tempo. Come Padre, si chiamava BELENUS; equivaleva sostanzialmente ad Apollo della cultura mediterranea, era il grande dio solare originariamente adorato dalle popolazioni pre-indoeuropee.

In qualità di Figlio era sentito come più vicino alla terra, in qualche modo legato alle pietre, agli alberi e alle acque; si chiamava Gargano. Il territorio francese, per limitarci a questo, è costellato di luoghi il cui nome si collega etimologicamente a quello di Belenus ( o Belen in francese) o di Gargan.Insomma un legame indissolubile con le leggende francesi legate a Mont-St-Mischell cui è legato il culto micaelico a San Michele Arcangelo e guarda caso a pochi chilometri da Rodi sorge scavato nella roccia un santuario medievale a Monte Sant’Angelo.

Ma a questo punto resta da spiegare il nome Rodi dove in epoca preistorica abitarono i Rudii . Oggi ed è un noto centro per la produzione degli agrumi del Gargano sin dal Medioevo, arance e limoni Femminello. Nel secolo scorso dal 1860 al 1880 si sviluppò l’esportazione delle arance negli Stati Uniti. “Sulle carte azzurrine stampate in litografia che avvolgevano i pomi citrini della società Ciampa & Sons si legge Rodi for ever.”(Rodi la città verticale,p.11,Centro documentazione Leonardo Sciascia, San Marco in Lamis,2014). La caratteristica delle arance di mantenersi per lungo tempo senza marcire, le fece prediligere per i lunghi  viaggi con i bastimenti per cui pervenivano a destinazione sprigionando il loro grande profumo di cui è possibile godere ancora oggi. Ma allora c’è sole, mare, frutta a volontà e a prezzi accessibili ma c’è qualcosa che non va? Sicuramente i trasporti è la nota dolente. I mezzi pubblici sono scarsi e le Ferrovie del Gargano hanno ammodernato il parco vetture ma il Gargano da Bari è ancora lontano quasi tre ore e con l’aeroporto di Foggia inesistente, i mezzi privati ormai rappresentano l’unico modo per arrivare in tempi ragionevoli.   La linea ferroviaria che attraversa la costa da San Severo a Peschici Calenelle è l’unico legame pubblico che unisce questa terra che merita di meglio e sicuramente l’imprenditoria alberghiera deve migliorare l’offerta sul piano quantitativo e qualitativo.

Poi un pizzico di gentilezza in più da parte dei garganici non guasterebbe, basterebbe prendere lezione dai romagnoli. Rodi affascinò il poeta Riccardo Bacchelli che vi soggiornò e scrisse nel 1929 alcuni articoli sulla Stampa di Torino, descrisse che durante la fioritura gli aranceti facevano piangere i cittadini.

Pier Paolo Pasolini giunse nel 1959 nel giorno della festa patronale della Madonna della Libera, alloggiò all’Hotel Miramare, girò un servizio ancora presente nelle cineteche Rai.

Qui fu girato nel 1958 tra Rodi e Carpino il film La Loi, diretto da Jules Dassin, tratto dall’omonimo romanzo La legge di Roger Vailland, con un cast stellare italo francese, Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni, Paolo Stoppa, Yves Montand, Pierre Brasseur,Melina Mercouri.

Perché non produrre nuovi film con location sul Gargano?

Produttori e registi italiani sono avvisati. Ma anche i cittadini sono avvisati per aiutare le troupe e fare una bella figura.

Dario Patruno  

Redazione Corriere Nazionale

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