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Il partito che non c’e’

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alle ore: 09:24

Nell’arcobaleno di colori politici, spicca solo un’opposizione “formale” che ci ha confuso le idee. Anche se le bugie, fortunatamente, hanno il naso lungo e si vedono bene. Nella strada della politica italiana non mancano le “croci”. Sono quelle degli italiani. Se la confusione politica è una delle maggiori colpe che riconosciamo al sistema, non ci sentiamo di giustificarle.

Le ambizioni personali non ci hanno portato lontano. I problemi vitali del Paese sono stati solo posticipati. Senza essere sanati. Perché è il sistema che non lo permette. Bisognerebbe cambiarlo. Nel desolato fronte d’iniziative politiche di questo Millennio, c’era poco da sperare. Per la prima volta, la politica ha fatto un vero e proprio passo indietro.

Quando si vuole girare pagina, gli inizi, non sempre, fanno risaltare le finalità. L’importante sarebbe, ora, proporre cambiamenti che, più che necessari, ci sembrano indispensabili. Lo scriviamo con molta serenità perché, per la prima volta, sentiamo l’inutilità di tanti partiti nazionali. Entro l’anno prossimo, potrebbe principiare la metamorfosi nazionale. Più per necessità che per convinzione.

Si potrebbero proporre, così, nuove norme per ridare stabilità politica al Bel Paese. Potrà sembrare strano, ma non lo è. La nuova Italia dipenderà anche dagli esiti politici dell’ultimo bimestre prima del conflitto Russo/Ucraino. Del resto, anche l’accordo politico di maggioranza ha già rivelato più “correnti”. Una delle tante realtà delle quali l’Italia non sentiva il concreto bisogno.

Giorgio Brignola

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