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Il presidenzialismo alla francese che piace a Fratelli d’Italia

Politica

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alle ore: 04:33

Emanuele Prisco, capogruppo di FdI in commissione Affari costituzionali della Camera respinge l’allarme di una possibile “svolta autoritaria dolce” in caso di vittoria alle elezioni di un centrodestra a maggioranza Fratelli d’Italia e parla di “demonizzazione dell’avversario per spaventare l’opinione pubblica”,

di Mauro Bazzucchi

© Alessandro Bremec / NurPhoto / Afp
– Giorgia Meloni

 

AGI – In Italia ci sarebbe un rischio “modello Orban” se dovesse vincere il centrodestra e si mettesse all’ordine del giorno la riforma in senso presidenzialista del sistema? Sulle colonne di Repubblica, l’ex ministro socialista della Prima Repubblica Rino Formica è arrivato a prefigurare, nel caso di una maggioranza relativa in capo a FdI, una “svolta autoritaria dolce”, facendo l’esempio del presidente ungherese.

“Parliamo dell’elezione diretta del Capo dello stato – prosegue – in modo che la sera delle elezioni si sappia già chi ha vinto e chi ha perso. Nella nostra proposta, ovviamente, oltre all’elezione diretta del Capo dello Stato c’è il cambiamento dei poteri del presidente della Repubblica, che di fatto assorbe i poteri del premier. È un sistema, lo ripeto, simile a quello semipresidenziale francese. Non mi pare che ci sia un vuoto di democrazia in Francia. Ci sarebbero tutti i controbilanciamenti di potere del caso, che ci devono essere ma non mi pare che nei paesi occidentali con l’elezione diretta del presidente ci siano problemi di democrazia”.

Per quanto riguarda l’allarme democratico lanciato da esponenti del centrosinistra, per Prisco “è un allarmismo che sta nel filone del momento, il filone della demonizzazione dell’avversario per spaventare l’opinione pubblica. Ma è un allarmismo che non sussiste, perché noi stiamo bene nel quadrante atlantico e occidentale ed europeo”.

Una riforma che potrebbe, per la prima volta, passare in Parlamento con una maggioranza qualificata, qualora il centrodestra uscisse dalle elezioni con una maggioranza così forte da andare vicino alla soglia dei due terzi delle Camere, vale a dire il quorum richiesto per i cambiamenti della Costituzione: “Credo che una riforma così importante – osserva Prisco – sarebbe corretto che passasse comunque attraverso un referendum ma è la mia opinione personale, anche se gli italiani hanno sempre dimostrato di gradire l’elezione diretta del Capo dello Stato. Poi noi avevamo proposto anche la strada dell’Assemblea Costituente, ma la nostra idea è chiara: è la madre di tutte le riforme, come ha detto Giorgia Meloni, per passare a una democrazia decidente”.

Tornando al discorso della maggioranza qualificata, c’è da tenere conto anche delle forze politiche non di centrodestra che si sono dette favorevoli al presidenzialismo, i quali voti potrebbero aggiungersi a quelli del centrodestra: “Certo, potrebbe anche arrivare una maggioranza per il presidenzialismo più larga di quella di governo, per adesso Renzi ha detto a parole di essere presidenzialista ma poi – conclude – non ha votato la nostra proposta”.

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