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Il sindaco di Bibbiano a processo: “Non vedo l’ora di dimostrare la mia estraneità'”

Attualità & Cronaca

Rinviato a giudizio Carletti per la vicenda sui presunti affidi illeciti di minorenni in Val d’Enza, nel Reggiano 

© AGF 
– Manifestazione per il caso Bibbiano

Prime sentenze nel ‘caso Bibbiano’ su presunte irregolarità nell’affido di minori in Val d’Enza, nel Reggiano: una condanna, un’assoluzione per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato e 17 rinvii a giudizio. Tra questi il sindaco, Andrea Carletti, che al processo dovrà rispondere solo del reato di abuso di ufficio essendo stato prosciolto dall’accusa di falso. Condanna a 4 anni (la Procura ne aveva chiesti 6) per Claudio Foti, 70 anni, presidente della onlus torinese “Hansel e Gretel” che fu incaricata di fare la psicoterapia sui bambini di Bibbiano.

Aspetta senza paura di sedersi di fronte ai giudici, il sindaco di Bibbiano, eletto in quota Pd, Andrea Carletti. “Non vedo l’ora di dimostrare la mia completa estraneità rispetto a quest’ultima contestazione rimasta dopo un drastico ridimensionamento delle accuse”: commenta all’AGI e attraverso il suo legale, la decisione del gup di Reggio Emilia che lo ha rinviato a giudizio. Il sindaco, sottoposto agli arresti domiciliari nel giugno 2019, e libero da dicembre dopo la sentenza della Cassazione, è diventato ‘simbolo’ del presunto scandalo.

L’inchiesta “Angeli e Demoni” deflagrò il 27 giugno 2019 quando i carabinieri, coordinati dalla Procura di Reggio Emilia, eseguirono un’ordinanza firmata dal gip nei confronti di diverse persone tra cui assistenti sociali, psicoterapeuti e amministratori ritenuti coinvolti, a vario titolo, in presunti illeciti su minori allontanati dai genitori naturali e presi in carico dai servizi sociali della Val d’Enza.

Le accuse

Minori allontanati ingiustamente dalle famiglie d’origine per un tornaconto economico, attraverso perizie falsificate, disegni manipolati, storie inventate o sedute di psicoterapia per fare il ‘lavaggio’ del cervello ai bimbi: questo l’impianto accusatorio imbastito dalla Procura reggiana nei vari passaggi dell’inchiesta (dalle prime misure cautelari, al fine indagini fino alle richieste di rinvio a giudizio). Gli indagati, dal canto loro, si sono difesi sostenendo, in sostanza, di aver agito per il bene dei bambini e negando che alla base degli affidi ci fosse un business. Le sentenze di oggi fanno parlare anche la politica.

“Arrivano le prime condanne dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ riguardante lo scandalo degli affidi illeciti a Bibbiano. Da sempre, Fratelli d’Italia è stata in prima linea per denunciare questo sistema marcio che ha distrutto tante famiglie. Ci auguriamo che venga fatta definitivamente giustizia affinchè non si verifichino più queste atrocità nei confronti di bambini innocenti”, scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“Nessun trionfalismo, nessuna condanna fino al terzo grado, ma la consapevolezza che una nuova luce sta squarciando anni di orribili violenze e di vergognosi silenzi”, dichiarono i senatori toscani della Lega Manuel Vescovi e Rosellina Sbrana.

Ora è dovere della politica lavorare perchè simili scempiaggini – aggiungono i due leghisti – non si ripetano mai più, ma ancora più doverose sono le attività di vigilanza e, senza travalicare limiti e competenze, di indagine di eventuali altri casi, perchè non c’è crimine più ignobile che quello di negare l’infanzia o l’adolescenza ad innocenti senza alcuna colpa”.

La prima udienza per chi andrà a dibattimento è stata fissata nel giugno prossimo. Diventato un ‘caso’ anche politico che ha tenuto banco nel corso delle scorse elezioni regionali in Emilia Romagna ora Bibbiano è dunque arrivato in tribunale e, nell’auspicio ‘bipartisan’ di difesa e accusa, i protagonisti saranno i fatti. 


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