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Il taglio dei parlamentari

Politica

Il Sociologismo indotto, così come lo definisce solitamente Lei, forse sta cercando di sottomettere il Popolo? Cosa potrà avvenire nel prossimo futuro?

Dr. Mario Vuodi

Già Assessore alla Cultura del Comune di Montegiordano (Cosenza)

Per risponderLe compiutamente attraverso la mia Opinione, mi faccia fare prima appello all’art. 21 della nostra amata Costituzione che recita: …“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Con il Dr. Mario Vuodi ci sentiamo spesso per telefono, ma anche attraverso i whats app,  e ci confrontiamo sui tanti aspetti della vita sociale contemporanea.

Passiamo al quesito che mi ha posto nei giorni scorsi.

Al futuro, una buona mano (in senso negativo), gliel’ha data il Referendum sul taglio dei Parlamentari.

Il Popolo si è fatto sottomettere, ritengo, inconsapevolmente (la famosa “cartella Verde/cartella Rossa” che ho proposto nel mio ultimo video di questa mattina)

Quindi, avremo un futuro fortemente condizionato. Questo mi pare scontato.

Comunque, avremo certamente un futuro diverso nella essenza parlamentare e, di conseguenza, in danno dei cittadini, che hanno sempre creduto nella nostra Costituzione.

Intendiamoci, questo è il mio parere.

Pensi, che di tutti i poteri dello Stato, quello Politico, è l’unico potere che è scelto dal Popolo.

Quindi, senza ombra di dubbio, quel potere del popolo, è stato mutilato.

Tutti gli altri poteri dello Stato, sono autoreferenziali o, comunque, fondano su meccanismi amministrativi, che escludono completamente il popolo.

Dove il popolo non può metterci il naso.

Poteri blindati.

Anzi, proprio attraverso il voto, il popolo aveva l’unica arma per ribaltare il mal costume diffuso nella macchina pubblica ed Amministrativa.

Oggi, il rappresentante di uno dei Partiti che ha perso le recenti Elezioni, sostiene che, una nazione come la nostra, potrebbe fare a meno del Parlamento.

Ciò che dice quel Signore, è equiparabile ad un Prete che entri in Chiesa e bestemmi Dio.

Se, i Padri Costituenti, hanno quantificato in un numero ben preciso i Parlamentari che devono sedere in Parlamento, per garantire la Rappresentatività, la Democrazia e la Libertà, un motivo funzionale al sistema Politico-Sociale ci sarà pure stato.

Atteso che quei Padri Costituenti non svolgevano certo attività manuali.

Di contro, col taglio dei Parlamentari, non ho trovato alcun motivo scientifico e/o aritmetico e neppure alcun beneficio di risparmio economico (così tanto sbandierato) che ne giustificasse quella iniziativa, se non quello di ridurre il potere del popolo.

Tanto più se, poi, quel misero risparmio (rispetto ai colossali costi della macchina Burocratica) sia stato investito in banchi scolastici con le rotelle, in bonus per i monopattini (per lo più utilizzati da ragazzini che viaggiano senza casco, senza luci e senza conoscere il codice della Strada, con un prezzo di sangue versato sulle nostre strade, troppo alto da pagare, del quale nessuno parla) e in presidi sanitari farlocchi, peraltro sequestrati in diverse occasioni dalla Guardia di Finanza ed oggetto di indagini della varie Procure d’Italia, per tangenti e/o perché nocivi alla salute pubblica, etc. etc..

Una campagna ben orchestrata dai media, negli ultimi cinque anni, con Conduttori televisivi che parlavano ossessivamente della politica corrotta, in una sorta di univerbazione che, puntualmente, finiva per criminalizzare i vitalizi, gli sprechi e i compensi pensionistici dei cosiddetti “rappresentanti del popolo”, ha convinto il pubblico ad accanire il proprio dissenso, verso l’unico apparato di potere, che dipendeva proprio dal suo voto.

Come mai, quei Conduttori televisivi, si accanivano solo sui compensi dei Politici (dei quali, in definitiva  e preventivamente, l’Elettore ne conosceva l’entità ed era ben felice che i Politici fossero pagati anche a peso d’oro, purché avessero servito con Lealtà la Patria e i suoi Cittadini e, questo, lo certificava attraverso il suo mandato elettorale), mentre, quasi mai, si parlava degli stipendi faraonici dei Dipendenti ai vertici delle Amministrazioni Pubbliche, che operano nei vari settori dello Stato?

Anche perché, molti di quei Conduttori televisivi, cercavano di instillare nel telespettatore-elettore, un sorta di senso di colpa per aver votato quei politici così avidi e ladri (politici che, diversamente, percepivano “legalmente” i loro compensi).

Ma i veri sprechi prodotti dalla macchina amministrativa chi li ferma, soprattutto, oggi, che sono in chiara ascesa?

Pensi un po’, negli anni 60, mio padre Dipendente della Prefettura di Brindisi e il suo Capoufficio, Laureato in Giurisprudenza e Letterato di prima qualità, entrambi, negli ultimi 3 / 4 giorni del mese, avevano difficoltà a mettere il piatto in tavola, tanto erano contenuti i loro stipendi, che risultavano appena sufficienti per vivere più che dignitosamente.

Per inciso, a quell’epoca, non c’era bisogno di organizzare campagne sullo spreco alimentare!

Il popolo, palesemente indotto, pensando di punire chi rappresentava il male più assoluto della Società (la quantità dei politici presenti in parlamento e non la qualità), si è suicidato, votando il Taglio dei parlamentari, quindi penalizzando la sua e l’altrui rappresentanza in parlamento.

L’unico calcolo aritmetico che se ne ricava dal taglio dei Parlamentari, è quello che meno parlamentari ci sono, più il potere si concentra in favore dei pochi rimasti.

Perché, il male della politica non può risiedere nei numeri, ma in ciò che i parlamentari fanno.

E chi non faceva il proprio dovere, prima di quel referendum, perdeva i consensi elettorali e tornava a casa.

Ne ho conosciuti tanti, che hanno vissuto l’insuccesso popolare!

E stato un po’ come se, lo spettatore di una continuata pressione mediatica sui presunti ladri, per punirli, avesse finito per amputarsi da solo la propria mano destra (quella necessaria per votare).

Da sempre, i politici che non rispondevano alla etica e alla morale, venivamo fermati dal Popolo, si, ma con il voto!

 

Mentre, il popolo, non ha mai potuto mandare a casa un Pubblico Dipendente, a qualsiasi Alta Area Amministrativa egli appartenesse, reo di qualsivoglia illegalità e/o di una palese insufficienza professionale, perché non ne ha mai avuto gli strumenti per farlo.

Anzi, molti di quei Funzionari e/o di Dirigenti che entrano nell’occhio del ciclone, magari per una inchiesta giudiziaria (a meno che non finiscano in Galera), dopo un po’ di tempo ce li ritroviamo su un’altra “poltrona” a fare gli smargiassi.

Premetto di non fare il Mago di professione ma, tra i Corsi e i Ricorsi della Storia, possiamo immaginare cosa potrà accadere in futuro, perché in passato è già successo.

Basti pensare al suicidio della antica Roma, alle prese con grandi problemi sociali, quali la immigrazione, il degrado morale e la crisi economica, perché così crollò l’Impero (Notizie tratte dalla Rivista “Storia”, edizione dell’ottobre 2015).

E a proposito di ciò che potrà accadere e di ciò che è già accaduto, Le cito un bellissimo aforisma di Enrico VI, che calza alla perfezione sulla attuale situazione sociale:

“La vana gloria (il Potere), è simile a un cerchio nell’acqua che va sempre allargandosi, sin quando per il suo stesso ingrandirsi, si risolve nel nulla (Enrico VI).

Per i moderni Filosofi, quell’ingrandirsi all’infinito, rappresenta il “punto di non ritorno”.

Sa, mia madre scrisse in una sua bellissima poesia, dalla quale estraggo solo una frase che, in questo contesto, mi sembra più che appropriata:”…è tutto caduco su questa terra…”.

Per questo piango chi abusi del proprio potere dominante, ottenuto magari per “delega” (attraverso la corrotta raccomandazione, per parlarci chiaro), che sta togliendo la libertà all’uomo moderno, e ai suoi simili più in generale, in piena antitesi con la evoluzione della Civiltà contemporanea e con gli universali dettami di Dio (dettami, rappresentati attraverso il linguaggio scientifico della natura, poiché la Natura, altro non rappresenta, che il linguaggio scientifico di Dio).

È un peccato, con il quale macchiano la loro coscienza.

Ma come disse Fra’ Cristoforo (simbolo della Cristianità e della Devozione) al Potente di turno, Don Rodrigo, entrambi personaggi protagonisti nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni:         “…Giorno verrà”! 

E, come al solito in questi casi, io aggiungo: “Ah, se verrà!”

Non solo. Mia madre, mi narrava spesso che, mia nonna, saggia ed austera donna d’altri tempi, soleva ripetere a chi abusava del proprio potere (a quell’epoca imperava quello Fascista): “Albero pecca, ramoscello secca”, e questo lo diceva, senza paura alcuna, anche ai suoi stessi parenti gerarchi di quel potere allora dominante.

Con ciò, intendeva dire che, chi abusa del proprio ruolo, peccando, riversa sulle spalle delle sue discendenze, il proprio peccato.

E i fatti e la Storia, le hanno dato sempre ragione.

Perché tutto passa e tutto va.

E, poi, se è caduta l’Antica Roma… figurarsi..

 Roberto Chiavarini

Opinionista di Arte e Politica


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