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Il tapering della Fed e la crisi in Kazakistan a causa del tonfo delle Criptovalute

Economia e Finanza

Il Kazakistan da giorni alle prese con le proteste della popolazione per il caro Gpl, è il secondo paese al mondo per tasso di hash mining di Bitcoin e con lo stato di emergenza le autorità hanno chiuso l’accesso a internet.

 criptovalute

 

AGI – Bitcoin scivola sotto i 40 mila dollari e attualmente viene scambiato a 39.865 dollari. La principale delle criptovalute perde il 4,10% nelle ultime 24 ore. Non aveva una valutazione così bassa dal cinque agosto scorso.

Male anche le altre, con Ethereum che finisce sotto i 3 mila dollari a 2.964 dollari, in calo del 4,72%.

Secondo gli analisti, la pressione ribassista che ha investito le criptovalute in questo inizio di anno è dovuto ad alcuni macrofattori, su tutti il tapering della Federal Reserve e la situazione in Kazakistan, secondo paese al mondo nel mining di Bitcoin.

Per Orlando Merone, country manager di Bitpanda in Italia, fintech specializzata nel trading di criptovalute, però “nonostante il momento difficile di inizio anno, il sentiment degli analisti rimane positivo: Bitcoin e Ethereum torneranno a essere attori decisivi nel mercato delle criptovalute nel 2022”.

“Tra i macro fattori che hanno contribuito a questo scenario figurano il tapering della Fed e la lotta all’inflazione, risultata più alta del previsto. Le autorità del Kazakistan hanno dichiarato lo stato di emergenza a livello nazionale e hanno chiuso l’accesso a internet, costringendo molti minatori di Bitcoin a restare offline”, precisa Merone.

Il Kazakistan, infatti, da giorni alle prese con le proteste della popolazione per il caro Gpl, è il secondo paese al mondo per tasso di hash mining di Bitcoin. 


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