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Illuminazione, elettrodomestici, riscaldamento: 7 consigli per risparmiare sulla bolletta

Economia & Finanza

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alle ore: 05:51

Vademecum messo a punto dalla Società italiana di medicina ambientale.

© Nicolas Guyonnet / Hans Lucas / Hans Lucas via AFP

– Il costo del gas rischia di far lievitare quello del riscaldamento

AGI – Ogni anno, secondo le stime dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, una famiglia italiana (due persone, senza scaldacqua elettrico, Indice di Consumo Elettrico 1.500 kWh) spende circa 1200 euro per alimentare la caldaia e per l’elettricità di casa, costi che pesano sull’ambiente per 2.700 kWh.

Il risparmio energetico non solo è una possibilità, ma un’opportunità economica e un dovere nei confronti dell’ambiente. Già, ma come fare? Ci sono diversi ordini di interventi. Quelli che dipendono dalle nostre scelte quotidiane (a costo zero o quasi), altri che contemplano interventi strutturali (soprattutto in termini di edilizia) più impegnativi dal punto di vista finanziario e altri ancora che rientrano in scelte collettive (le istituzioni, le società, la tecnologia).

Sette buone abitudini a basso costo

Alcuni studi evidenziano che le nostre abitudini di cittadini nei confronti dell’uso corretto dell’energia hanno un ruolo importante nel ridurre gli sprechi energetici. Secondo le stime di Accenture Management Consulting per il PAES (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile) del Comune di Bari, l’educazione e la modifica dei comportamenti del cittadino è l’area che può generare una riduzione di consumi del 34%. Seguono le smart grid 20%, mobilità 19%, fonti rinnovabili 18%, interventi sugli edifici 6%, PA 3%.

Numeri, stime e linee guida sono stati presentati dalla Società Italiana di Medicina Ambientale alla Camera dei deputati. “Ogni azione volta al risparmio energetico ha ricadute positive sull’ambiente e quindi sulla salute pubblica”, ha spiegato Alessandro Miani, presidente di Sima, che ha ribadito “l’importanza di contribuire con semplici azioni quotidiane a migliorare il proprio e l’altrui benessere, tutelando oggigiorno anche l’economia domestica, soprattutto in questo frangente storico in cui la voce energia incide significativamente sul potere d’acquisto e di vita delle famiglie”.

La domotica. Adottare un sistema di domotica per il risparmio energetico ottimizza la gestione e regolazione degli impianti termici ed elettrici raggiungendo risparmi anche del 20-40%. Adottando un sistema completo anche di sensori intelligenti collegati agli utilizzatori elettrici si può raggiungere, in alcuni casi anche, il 50-60% di risparmio energetico.

Nuove forme di illuminazione. La sostituzione di quattro lampadine tradizionali con LED a luce calda di ultima generazione può comportare un risparmio di oltre 50 euro all’anno.

Attenti ai dispositivi in stand-by. Dopo l’uso, non si dovrebbero lasciare i dispositivi in stand-by. Come fare? Si può usare una ciabatta elettrica dotata di tasto di accensione e spegnimento. Secondo alcune stime questo può far risparmiare mediamente circa 100 euro all’anno.

Facciamo un esempio. Un modello di smart TV, di dimensioni medie (43 pollici) consuma quando è acceso 65W, mentre quando è in stand-by (collegato ad Internet e con il bluetooth acceso), consuma, oltre a contribuire inutilmente all’inquinamento elettromagnetico, 6,5W. Calcoli alla mano, se la TV è accesa mediamente per 4 ore al giorno e per le restanti 20 ore sta in stand-by, il consumo è pari a 94.9KWh l’anno, dovute all’uso effettivo del TV e 47.45 KWh l’anno dovuti all’uso in stand-by della televisione. Non c’è bisogno di aggiungere che 47.46KWh l’anno sono uno spreco di energia elettrica e di soldi.

La manutenzione degli impianti. Un impianto o dispositivo elettrico ben manutenuto consuma e inquina meno.

Se non ho un sistema di domotica. Evitare di utilizzare il sistema di riscaldamento e raffrescamento senza tener conto delle effettive esigenze. La normativa consente una temperatura ambiente di 20-22°, ma 19° sono sufficienti a garantire il comfort necessario. Ogni grado in meno corrisponde ad una riduzione dal 5 al 10% di combustibile utilizzato per il riscaldamento.

In particolare, è necessario adattare l’uso in funzione della temperatura esterna, del numero di persone nella stanza, del livello di umidità, della presenza effettiva di persone negli ambienti riscaldati e raffreddati, dell’apertura di porte e finestre. Adottare un crono-termostato e valvole termostatiche (se non ancora installati) è un utile aiuto alla conduzione degli impianti.

Isolamento termico. Favorire il corretto isolamento termico tra casa ed ambiente esterno. Schermare le finestre di notte o durante le ore calde chiudendo persiane e tapparelle o utilizzando delle tende.

Elettrodomestici a pieno carico. Usare in modo efficiente gli apparecchi elettrici. Usare lavastoviglie e lavatrici a pieno carico per evitare ripetuti lavaggi e preferibilmente nelle ore in cui l’energia costa meno, evitare di tenere accese le luci nelle stanze in cui non c’è nessuno e regolare l’intensità in base alle effettive esigenze di illuminazione.

Quanto risparmio

Torniamo alla famiglia senza scaldacqua elettrico e ICE 1.500 kWh. Se questa famiglia consuma all’anno 2.700 kWh – questo il calcolo di Sima – applicando le tecniche di risparmio energetico, a regime, può risparmiare 1.200 kWh all’anno che, al costo attuale, equivalgono a 550 euro (più di un terzo). In termini di riduzione dell’impronta di carbonio, il risparmio di 1.200KWh al contatore elettrico corrisponde ad una riduzione di energia primaria stimabile in circa 1.775,7 KWh ed una riduzione di emissione di CO2 pari a circa 868 gCO2.

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