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Ilva di Taranto, condannati i fratelli Riva

Attualità & Cronaca

La Corte di Assise di Taranto ha condannato a 22 e 20 anni di reclusione Fabio e Nicola Riva, ex proprietari e amministratori dell’Ilva, nel processo chiamato “Ambiente Svenduto” sull’inquinamento ambientale prodotto dallo stabilimento siderurgico tarantino.

Tra i reati contestati l’associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari, alla omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, nonché concussioni, corruzioni in atti giudiziari e omicidio colposo.  

Condannato a 3 anni e mezzo (l’accusa aveva chiesto 5 anni) anche l’ex governatore pugliese Nichi Vendola per concussione aggravata in concorso per aver esercitato pressioni sull’allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per far “ammorbidire” la posizione della stessa Agenzia nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall’Ilva.

Tra le altre condanne inflitte dalla Corte d’Assise ci sono 21 anni e 6 mesi di carcere per l’ex responsabile delle relazione istituzionali Girolamo Archinà e 21 anni per l’ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso, 15 anni e sei mesi per l’ex consulente della procura Lorenzo Liberti. Condannati a 3 anni l’ex presidente della provincia di Taranto Gianni Florido e l’ex assessore all’ambiente Michele Conserva e a 2 anni anche l’ex direttore generale dell’Agenzia per l’ambiente (Arpa) della Puglia, Giorgio Assennato, per favoreggiamento nei confronti di Vendola. Assennato, che ha sempre negato di aver ricevuto pressioni da Vendola, aveva rinunciato alla prescrizione. Assolto l’ex prefetto e presidente di Ilva Bruno Ferrante.

È stata inoltre disposta la confisca degli impianti dell’area a caldo, che furono sottoposti a sequestro il 26 luglio 2012, e una sanzione di 4 milioni euro per l’Ilva, nonché la confisca in capo alle tre società Ilva spa, Riva fire e Riva Forni Elettrici di 2 miliardi e 100 milioni di euro.

Data la numerosità degli imputati (47, di cui 44 persone fisiche e 3 società) e dei reati contestati la Corte è stata riunita in camera di consiglio per 11 giorni e la lettura del dispositivo è durata 1 ora e 46 minuti.


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