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In Francia multe ai negozianti con le porte aperte e il climatizzatore acceso

Mondo

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alle ore: 04:56

Previste sanzioni anche per gli esercenti che lasciano l’insegna luminosa del negozio accesa dall’una alle sei del mattino, ad eccezione dei negozi aperti anche di notte. L’iniziativa nell’ambito del piano di “sobrietà energetica” annunciato dal presidente Macron lo scorso 14 luglio .

di Tommaso Lecca

© Loic VENANCE / AFP
– Negozio in Francia con l’aria condizionata

 

AGI – In Francia scatteranno multe fino a 750 euro per gli esercenti che tengono aperte le porte dei negozi mentre è accesa l’aria condizionata e fino a 1.500 euro per quelli che non spengono l’insegna luminosa dall’una alle sei del mattino, ad eccezione dei punti vendita che restano aperti anche di notte.

Queste le novità annunciate dalla ministra della Transizione energetica, Agnes Pannier-Runacher, in una lunga intervista a Le Journal du Dimanche.

“I francesi sono giustamente sconvolti da certe pratiche”, ha spiegato l’esponente del governo francese parlando del piano di “sobrietà energetica” annunciato dal presidente Emmanuel Macron lo scorso 14 luglio e che mira a ridurre i consumi di elettricità del 10% entro il 2024.

Ad esempio, “l’aria condizionata con la porta aperta non è più accettabile” così come le insegne luminose accese mentre il negozio è chiuso, ha osservato. Di qui la decisione della ministra di agire con due decreti per vietare quelle che ritiene cattive abitudini. Ma le contromisure per ridurre i consumi energetici non si fermano al commercio al dettaglio.

“Partiamo dai big, dallo Stato e dalle grandi aziende, perché i francesi non possono legittimamente accettare che gli venga chiesto di fare uno sforzo se i grandi non ne fanno”, ha detto Pannier-Runacher.

“Per dare l’esempio, lo Stato, le amministrazioni e i ministeri sono i primi interessati” dalla necessità di ridurre i consumi. Di qui la necessità di “lavorare anche con le parti sociali, gli esercizi aperti al pubblico, i centri commerciali e la grande distribuzione, ma anche il turismo, l’edilizia residenziale e le comunità locali”.

Tra le ipotesi “sul tavolo” c’è anche la possibilità di aumentare il ricorso allo ‘smart working’ per ridurre i consumi di carburante.

“Mi aspetto che le organizzazioni professionali facciano raccomandazioni ai propri membri in base a ciascuna situazione, perché non esiste un’unica soluzione”, ha sottolineato la ministra.

Interrogata sulla proposta dell’Agenzia internazionale per l’energia di ridurre la velocità del traffico sulle autostrade di 10 km/h, Pannier-Runacher ha incoraggiato le aziende a “prendere posizione su questo argomento, ad esempio nel contesto dei viaggi di lavoro”.

“Se i loro dipendenti guidano più lentamente in autostrada, risparmiano carburante”, ha concluso.

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