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Inail: nei primi 4 mesi 306 morti sul lavoro, in crescita del 9,3%

Politica

Due lavoratori sono deceduti dopo essere stati investiti da vapori contenenti probabilmente ammoniaca. E’ accaduto a Villanterio, in provincia di Pavia attorno alle ore 12.30, nella ditta Digima. Il primo e’ un uomo di 50 anni, mentre sul secondo non si hanno ancora informazioni. Sul posto sono intervenuti un’ambulanza, un’automedica, i vigili del fuoco e i carabinieri. Ennesima tragedia sul lavoro, che arriva nel giorno in cui l’Inail presenta un rapporto che riguarda proprio i morti sul lavoro, in aumento in Italia nel primo quadrimestre. Secondo l’Inail le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’istituto con esito mortale tra gennaio e aprile 2021 sono state 306, in aumento del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2020. Le denunce presentate complessivamente all’istituto sono state (-0,3%).

 L’Inail segnala ancora che sono in aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 18.629 (+26,1%) e che “i dati mensili sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus”. Il confronto tra il 2020 e il 2021, infatti, richiede però cautela, in quanto i dati delle denunce mortali degli open data mensili, più di quelli delle denunce in complesso, sono provvisori e influenzati fortemente dalla pandemia, con il risultato di non conteggiare un rilevante numero di ‘tardive’ denunce mortali da contagio Covid-19, in particolare del mese di marzo 2020, entrate negli archivi solo nei mesi successivi alla fotografia scattata il 30 aprile 2020.

Si fa notare, inoltre, che i decessi causati dal Covid-19 avvengono dopo un più o meno lungo periodo di tempo intercorso dalla data del contagio, sottolinea l’Inail.Gli open data mensili per il periodo gennaio-aprile 2020 non quantificano, infatti, un rilevante numero di ‘tardive’ denunce (in particolare mortali) da contagio Covid-19, che sono state acquisite dall’Istituto solo nei mesi successivi alla fotografia scattata il 30 aprile dello scorso anno, data la circostanza non sempre chiara, emersa soprattutto agli inizi della pandemia e prima dell’emanazione della circolare Inail del 3 aprile 2020 n. 13, di ricondurre la natura dei contagi da Covid-19 a infortunio sul lavoro (in quanto la causa virulenta è equiparata alla causa violenta) e non a malattia professionale.Tra i settori economici si distingue ancora per numerosità degli eventi il settore Ateco ‘Sanità e assistenza sociale’, che nel primo quadrimestre di quest’anno presenta comunque una diminuzione del 25% degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro rispetto al pari periodo del 2020, sintesi di un +162% del primo bimestre e di un -72% del secondo bimestre.Dall’analisi territoriale emerge una diminuzione delle denunce soltanto nel Nord-Ovest (-13,5%), al contrario delle Isole (+8,4%), del Sud (+7,1%), del Centro (+6,5%) e del Nord-Est (+6,3%).

Tra le regioni, i maggiori decrementi percentuali sono quelli di Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Trento, Piemonte e Lombardia, mentre gli incrementi percentuali più consistenti sono stati rilevati in Molise, Basilicata e Campania.La lieve flessione che emerge dal confronto dei primi quadrimestri del 2020 e del 2021 è legata alla sola componente femminile, che registra un -10,3% (da 74.878 a 67.155 denunce), mentre quella maschile presenta un incremento del 7,5% (da 97.441a 104.715). La diminuzione ha interessato i lavoratori italiani (-1,6%) e quelli comunitari (-2,0%), al contrario degli extracomunitari (+9,7%). Dall’analisi per classi di età emergono cali solo tra gli under 20 (-31,5%) e nella fascia tra i 40 e i 54 anni (-1,5%), con incrementi per quella tra i 20 e i 39 anni (+9,6%) e tra gli over 55 (+4%). 

Redazione Corriere Nazionale


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